Nexans, gruppo leader mondiale nella progettazione e produzione di sistemi e servizi in cavo, quotato a Euronext Parigi, ha raggiunto un accordo per rilevare La Triveneta Cavi, società con sede a Vicenza, a sua volta una delle più importanti realtà nel mercato europeo della produzione di cavi bassa e media tensione destinati al settore industriale, domestico, della distribuzione di energia e delle tecnologie rinnovabili (si veda qui il comunicato stampa).
A vendere sono le famiglie fondatrici Gobetti, Scalabrin e Massignan, che oggi controllano la società attraverso gruppo LCT spa.
Il gruppo francese, che ha messo sul piatto un’offerta molto corposa, ha vinto al termine di una procedura di vendita che ha visto coinvolti operatori industriali e fondi. La transazione, ha precisato Nexans nella sua nota diffusa venerdì 9 febbraio, valorizza La Triveneta Cavi 5,6 volte l’ebitda 2023 prima delle sinergie e 4,6 volte dopo le sinergie, il che significa un EV di oltre 500 milioni di euro, dato che lo scorso anno si dice che La Triveneta Cavi abbia generato un ebitda di 90 milioni a fronte di oltre 800 milioni di euro di fatturato. La società peraltro aveva chiuso il 2022 con 863 milioni di euro di ricavi, un ebtida di 87,9 milioni e liquidità netta di 48,5 milioni, a fronte di un patrimonio netto di 181,5 milioni (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente).
Banca Finint, quale advisor finanziario, è stata originator di questa operazione unitamente allo studio legale Albarello Spazzini & Associati, fornendo assistenza lungo il percorso M&A che ha portato alla definizione dell’accordo appena siglato. Lo studio legale Giovannelli e Associati ha curato gli aspetti tecnici del deal e BDO ha svolto la vendor due diligence. Nexans è stata assistita dall’advisor Goldman Sachs.
Nexans opera in quattro principali aree di business: Power Generation & Transmission, Distribution, Usage e Industry & Solutions. Il gruppo conta circa 28.000 addetti in 42 paesi e nel 2022 ha generato 6,7 miliardi di euro di ricavi.
Quanto a La Triveneta Cavi, è stata fondata nel 1965 da Ermenegildo Scalabrin, Gastone Massignan e Bruno Gobetti, e ora, insieme alla controllata al 100% Veneta Trafili, impiega 700 persone in 4 siti e, grazie all’ingresso nel gruppo francese, accelererà la crescita nei settori dei cavi per l’edilizia, dei materiali ignifughi e delle energie rinnovabili.
“Nexans apporterà risorse significative per espandere ulteriormente le attività de La Triveneta Cavi, in particolare per accelerare la diffusione della tecnologia di sicurezza antincendio. Combinando il nostro spirito imprenditoriale con la cultura pionieristica e agile di Nexans, siamo pronti a guidare l’innovazione. Siamo infatti orgogliosi di aver trovato il partner giusto, in grado di valorizzare il lavoro svolto finora dal nostro personale e di continuare lo sviluppo della nostra azienda”, ha commentato il presidente e amministratore delegato di La Triveneta Cavi Mariano Peripolli.
“La Triveneta Cavi apporterà a Nexans oltre 800 milioni di euro di fatturato, 4 unità produttive con capacità di piattaforma tecnologica per migliorare il nostro portafoglio prodotti e consentirà di accelerare il lancio di nuove offerte sostenibili in mercati ad alta domanda. La combinazione di Nexans e La Triveneta Cavi sarà un vero e proprio catalizzatore per una produzione di cavi Made in Italy nella regione Veneto, che porterà investimenti significativi e posti di lavoro”, ha concluso il ceo di Nexans, Christopher Guérin.
In cima alle priorità di questo deal c’è l’elettrificazione, una dei principali strumenti disposizione dell’Europa per centrare il target del Net Zero al 2050. Per farlo, tuttavia, servono cavi che distribuiscano l’elettricità stessa e la rendano disponibili per tutti gli usi: infrastrutture che dovranno necessariamente essere sempre più sofisticate e resilienti, vista la crescente mole di energia elettrica che viaggerà sulle reti. È su questo che si capisce quanto sia strategica questa acquisizione. Il gruppo produce ogni anno oltre 100 mila tonnellate di prodotto relative principalmente a cavi per la distribuzione di energia, segnalamento e comando, cavi telefonici, di strumentazione e cavi di controllo, e cavi di media tensione e per enti ed aziende municipalizzate. Per questo l’operazione dovrebbe essere soggetta a Golden Power.















