C’è ora anche il benestare dell’Antitrust (Agcm) sull’offerta pubblica di acquisto e scambio (opas) lanciata a sorpresa lo scorso gennaio da Banca Ifis su illimity Bank, (si veda altro articolo di BeBeez). L’Authority ha infatti rilasciato l’autorizzazione all’operazione di concentrazione senza imporre alcuna condizione, limitazione e prescrizione, con l’istituto controllato dalla famiglia Fürstenberg che ha prontamente comunicato che la condizione antitrust di efficacia dell’offerta deve quindi ritenersi soddisfatta (si veda qui il comunicato stampa).
Si ricorda che lo scopo dell’operazione è il delisting e la successiva fusione per incorporazione della stessa illimity in Banca Ifis (si vedano qui il comunicato stampa e qui l’avviso ex art. 102 TUF).
L’offerta pubblica di acquisto e scambio prevede per ciascuna azione illimity una contropartita composta da 0,1 azioni Banca Ifis di nuova emissione più 1,414 euro in cash, che ai corsi azionari di chiusura alla data di riferimento (7 gennaio) della banca guidata da Frederik Geertman (21,366 euro) corrisponde a 3,55 euro per azione illimity. Il tutto, quindi, per un controvalore complessivo dell’offerta di circa 298,5 milioni di euro, pari alla somma, da un lato, della valorizzazione monetaria del corrispettivo in azioni complessivo massimo (cioè 2,137 per ciascuna azione oggetto dell’offerta) pari a 179,6 milioni, e dall’altro del corrispettivo in denaro complessivo massimo cioé 118,9 milioni circa.
Il prezzo di 3,55 euro per azione proposto offre un premio del 7,5% rispetto alla quotazione media di illimity dell’ultimo mese, ma di oltre il 26% rispetto al minimo storico di 2,85 euro toccato non più di 40 giorni fa, il 27 novembre 2024, dopo un mese e mezzo di passione per il titolo che soltanto a metà ottobre quotava invece attorno ai 4,4 euro. illimity era sbarcata a Piazza Affari nel marzo 2019 a 7,6 euro per azione con una capitalizzazione quindi doppia.
La scorsa settimana, intanto, illimity si è trovata ad avere a che fare con una tegola che ha avuto ripercussioni anche sui suoi conti del 2024, a causa di una cartolarizzazione di un credito comprato anni fa ma svalutato per un problema sul fronte legale. A fronte di ciò, illimity è stata costretta a modificare i preliminari di bilancio per lo scorso anno, prevedendo una nuova rettifica da 53,5 milioni (si veda altro articolo di BeBeez), tradotta nelle stime sul bilancio con una perdita netta consolidata di 38,4 milioni di euro, contro i 400 mila euro annunciati lo scorso febbraio (si veda altro articolo di BeBeez e qui la presentazione). Questo a sua volta ha comportato una riduzione del CET 1 ratio al 13,9% contro il 14,4% prima del restatement e un Total Capital ratio del 17,8% (dal 18,2%).
La domanda che è sorta spontanea, con la revisione dei conti di illimity, ha riguardato i dubbi sulle sue eventuali ricadute su via Soperga ai fini dell’opas totalitaria di Banca Ifis. Ovviamente un calo in Borsa di quest’ultima rende più attraente l’offerta, ma a prescindere dall’esiguità (meno del 2%) della differenza tra valore in borsa di illimity e corrispettivo dell’opas, in questo caso bisogna considerare un altro fattore, legato strettamente alla offerente, ovvero il badwill. Banca Ifis offre in tutto circa 300 milioni di euro per il 100% di illimity, mentre nella prima versione dei conti 2024 di quest’ultima il capitale netto ammonta a 938 milioni. Una stima “sum of the parts” di illimity, che non tiene conto di fattori come il premio di maggioranza, indica un valore di circa 800 milioni di euro (si veda altro articolo di BeBeez), con un eventuale successo dell’opas che porterebbe la banca veneziana a registrare un notevole “goodwill negativo” di circa 640 milioni (in proposito si veda qui la più recente analisi di Intesa Sanpaolo).















