Nel primo semestre di quest’anno CBRE ha registrato un lieve calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente degli investimenti immobiliari in Italia, che si sono attestati a quota 3,9 miliardi di euro (si veda qui il comunicato stampa). Si conferma, nel frattempo, la tendenza al flight to quality prevista nei mesi precedenti: l’interesse degli investitori è, al momento, concentrato più sui prodotti core che su quelli value-add. Inoltre, rispetto alla media osservata dal 2015 a oggi, è in calo la quota di mercato detenuta dagli investitori stranieri, che passa dal 70% circa al 45%: la componente domestica ha giocato, in questo semestre, un ruolo chiave (55%), soprattutto per il peso di alcune grandi operazioni legate alle asset class uffici e retail.
I primi hanno raggiunto investimenti per 1,2 miliardi di euro. In pipeline ci sono alcune operazioni, ma si riscontra un generale rallentamento degli investitori tranne che per prodotti core. Protagonista assoluta degli investimenti è ancora Milano, che detiene il 72% del totale con 1,3 miliardi investiti, mentre la capitale è stata interessata da investimenti per 280 milioni. Anche il settore retail mostra una buona performance complessiva, per un totale di oltre 920 milioni investiti nel primo semestre, risultato dovuto prevalentemente ai deal di portafoglio del primo trimestre. Nel comparto prevale in questo momento un atteggiamento cauto da parte degli investitori, in attesa di un assestamento degli impatti dell’emergenza Covid-19 in termini di riaperture e performance delle attività commerciali. Gli alberghi si sono riallineati ai volumi precedenti all’anno record 2019, raggiungendo quota 450 milioni.
L’operazione più importante del secondo trimestre è stata la vendita dell’Hotel Bauer & Palazzo a Venezia da parte del fondo Elliott all’austriaca Signa (si veda altro articolo di BeBeez). Per la logistica, lo scorso semestre è stato sostanzialmente in linea con i volumi dello stesso periodo dello scorso anno (270 milioni di investimenti da inizio anno), un risultato che sconta comunque i ritardi accumulati durante il periodo di lockdown. Durante il secondo trimestre i deal core hanno continuato a caratterizzare il comparto logistico, anche grazie al sostegno dato da condizioni di accesso al credito, che stanno sostanzialmente tornando a condizioni simili al periodo pre-Covid per le iniziative con un basso profilo di rischio. Si conferma il forte interesse degli investitori per questa asset class, percepita in questo momento, assieme al residenziale, come uno dei settori più sicuri su cui investire.
JLL per la seconda metà di quest’anno prevede che i volumi di investimenti immobiliari rimarranno quindi stabili sui livelli del primo semestre anche grazie alla chiusura di alcuni deal riguardanti la logistica, settore destinato a confermare il grande interesse per gli sviluppi e il trend del last mile e per asset smart con forti investimenti in tecnologia (si veda qui il comunicato stampa). Anche il settore degli uffici confermerà il suo dinamismo nel secondo semestre, nonostante l’incremento dello smartworking e delle nuove regole di distanziamento sociale che potrebbero comportare un ripensamento degli spazi. Uno dei settori verso cui gli investitori rimarranno più cauti è quello del retail, dato che i centri commerciali sono stati tra gli asset più colpiti dalla pandemia a causa gli effetti del lockdown mentre l’High street ha sofferto della mancanza di turismo. Tra i settori che si manterranno dinamici e in crescita vi è quello alberghiero, che nonostante la frenata del primo periodo dell’anno è destinato a mantenere un ruolo chiave per gli investimenti in Italia. A livello globale, il mercato immobiliare sarà guidato secondo JLL da 5 macrotrend: alto livello di liquidità disponibile e da investire in asset immobiliari; outsourcing da parte delle corporate delle funzioni immobiliari; utilizzo della tecnologia e dei big data; l’urbanizzazione; sostenibilità, destinata ad avere un impatto importante su tutti settori legati all’immobiliare.
“Negli ultimi mesi è emerso sempre più quanto una maggiore attenzione alla sostenibilità sia cruciale per affrontare le sfide del futuro. La nostra industry, in Italia come nel resto del mondo, dovrà essere tra i principali promotori dell’agenda di sostenibilità, favorendo la trasformazione delle città come le conosciamo in città responsabili, tramite la costruzione di immobili sostenibili, resilienti e sicuri, e supportando la creazione di una economia e una società più inclusiva e innovativa, guidata dallo sviluppo e dalla tecnologia”, ha concluso Pierre Marin, CEO di JLL Italia.
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