Milano è la 14ma città europea per investimenti immobiliari, posizionandosi tra Dusseldorf e Varsavia. Lo rileva il rapporto annuale Winning in Growth Cities pubblicato da Cushman & Wakefield, società leader a livello globale nei servizi immobiliari (si vedano il comunicato stampa e lo studio completo). Fra il giugno 2018 e il giugno 2019 a Milano sono stati investiti nell’immobiliare 3,2 miliardi di euro, in linea con lo stesso periodo del 2018. Nei primi 9 mesi di quest’anno sono stati investiti 2,1 miliardi di euro: si tratta di un terzo del volume investito in Italia nello stesso periodo, con un incremento del 28% rispetto al 2018 e in linea con il volume dei primi 9 mesi del 2017, anno record per il mercato immobiliare italiano. L’80% del volume delle transazioni è generato da capitale cross border, in particolare da investitori europei e statunitensi.Carlo Vanini, Head of Capital Markets per Cushman & Wakefield in Italia, ha commentato: “Milano continua a crescere e a consolidarsi come gateway city e come mercato dalle dinamiche europee, attraendo tutti i tipi di capitali: core/core plus, value add e opportunistici. I volumi sono in crescita in tutti i settori, pur se gli uffici continuano a dominare, a dimostrazione che la città è in grado di offrire opportunità con profili rischio/rendimento molto interessanti nel contesto del mercato continentale. Oggi stimiamo in pipeline operazioni per un valore di almeno un miliardo e mezzo di Euro, che potrebbe portare il volume investito nella città nel 2019 a uno dei migliori livelli di sempre.” Joachim Sandberg, Head of Cushman & Wakefield in Italia, Spagna e Portogallo, ha affermato: “Il proseguimento delle politiche monetarie espansive, con tassi d’interesse attesi bassi anche nel 2020, continua a beneficiare anche il mercato italiano, dove solo nel terzo trimestre dell’anno sono stati investiti oltre 2 miliardi di euro. Ci aspettiamo un anno con volumi in linea o superiori a quelli del 2017. Però c’è ancora tanto da fare per migliorare la nostra posizione in Europa e tornare a crescere come economia sarà necessario per rafforzare la fiducia e ampliare la dimensione del mercato Italia. Non dimentichiamo che solo Madrid e Barcellona in un anno (giugno 2018-giugno 2019) hanno attratto circa 12 miliardi di euro di investimenti immobiliari, sviluppi esclusi. Milano e Roma, nello stesso periodo, hanno ottenuto circa 5 miliardi di euro, meno della metà delle città spagnole.”
A livello europeo, la regina degli investimenti immobiliari è Londra, che si conferma anche la quarta città più ambita a livello globale dopo le città americane di New York, Los Angeles e San Francisco. Dopo Londra, nella graduatoria europea si posizionano Parigi, Berlino e Madrid. Tra le aree geografiche, il Nord America che ha registrato un aumento dell’attività di quasi il 13% (la performance migliore in cinque anni) mentre l’Europa e l’Asia hanno visto scendere i volumi del 12%, con cali maggiori in America Latina (-38,5%) e Medio Oriente (-65,5%).
In totale, nel mondo sono stati investiti quasi 1.000 miliardi di euro nel real estate. Nonostante ciò, la domanda rimane a livelli record, soprattutto quella domestica e regionale. I valori elevati e la carenza di prodotto hanno rallentato l’attività rispetto ai mesi precedenti, con gli investitori che, in generale, sono meno propensi ad investire in mercati più rischiosi o a sbilanciarsi su valori ancora più alti, vista la prospettiva di una crescita debole, in contrazione e l’incertezza sui tassi.












