E’ stata finalizzata la prima cartolarizzazione del magazzino prodotti per una pmi italiana sulla base della nuova normativa prevista dalla Legge sulle Piccole e Medie Imprese (Legge n. 34 dell’11 marzo 2026, si veda altro articolo di BeBeez).
L’operazione era attesa. Lo aveva anticipato a BeBeez lo scorso aprile Vincenzo Carbonara, Responsabile Finanza per la Crescita di Cassa Depositi e Prestiti (si veda altro articolo di BeBeez), che infatti ieri è intervenuto in conferenza stampa presso la sede della stessa CDP insieme agli altri protagonisti della operazione pilota, che è stata condotta su parte del magazzino di formaggi di Brazzale spa, azienda vicentina fra i leader nel settore lattiero-caseario nazionale, attiva dal 1784, che in passato aveva fatto più volte ricorso allo strumento dei minibond. L’operazione, delle dimensioni di 10 milioni di euro, ha infatti visto come finanziatori , in parti uguali, da un lato CDP e dall’altro Cherry Bank (si veda qui il comunicato stampa).
Come hanno spiegato Carbonara di CDP e Laura Gasparini, Chief Corporate & Investment Banking Officer di Cherry Bank, e come si legge ancora più nel dettaglio nell’avviso in Gazzetta Ufficiale, Brazzale ha venduto forme intere di formaggio Gran Moravia, simile al ParmigianoReggiano, fresco e semistagionato, per un quantitativo complessivo di circa 1.689 tonnellate. A comprare è stato il veicolo di cartolarizzazione Magazzino Italia spv srl, applicando appunto la nuova normativa che ha ampliato ai beni mobili non registrati la possibilità di essere acquisiti da un spv, sulla base dell’art. 7.2 della Legge 130/1999 sulla cartolarizzazione.
Prima di questa modifica, prevista dalla Legge sulle pmi, il magazzino “generico” cioé materie prime, semilavorati, prodotti finiti non registrati, non poteva essere ceduto direttamente a un veicolo di cartolarizzazione, e le operazioni fatte fino a oggi si sono dovute muovere intorno a questa limitazione, con strutture che hanno visto il magazzino dato in pegno, a garanzia di un finanziamento o di un bond, facendo ricorso alla norma sul pegno non possessorio. Ma appunto quelle operazioni si configuravano alla fine come finanziamenti per le aziende.
Ora, invece, la novità dell’operazione di Brazzale è che la quota di magazzino in questione è stata venduta con effetto quindi di destocking del magazzino. Chi viene finanziato, in questo caso, non è quindi l’azienda produttrice del formaggio, ma l’spv che compra il formaggio con l’obiettivo poi di rivenderlo sul mercato a un prezzo più alto e andare a rimborsare il prestito e finanziare nuovamente acquisti di ulteriori lotti di prodotti semilavorati. Questa prima operazione di vendita sarà infatti seguita da altre analoghe, con l’spv che con periodicità mensile procederà a ulteriori acquisti di formaggio, secondo un programma di acquisto su base rotativa, mentre da parte sua l’spv via via venderà le forme di formaggio acquistate in precedenza.
A vendere sul mercato i formaggi sarà sempre Brazzale, in forza di un contratto stipulato con l’spv. La differenza positiva tra prezzo di acquisto e di vendita verrà poi ripartita tra Brazzale e lo stesso spv e quindi i suoi finanziatori, che sono CDP e Cherry Bank.
In questa prima operazione, che avrà una durata complessiva di 6 anni, il finanziamento concesso da CDP e Cherry Bank è stato garantito da un pegno non possessorio sulle forme di formaggio, ma, hanno spiegato ancora Gasparini e Carbonara, è probabile che una volta rodata la struttura non ci sarà più bisogno di fare ricorso al pegno, dato che la cartolarizzazione per sua natura prevede un patrimonio segregato degli asset cartolarizzati. E, sempre in tema di prossime operazioni, è possibile che l’spv decida di finanziarsi emettendo note asset-backed che a quel punto potrebbero essere sottoscritte anche da soggetti diversi da banche.

L’operazione con Brazzale rappresenta un primo esperimento che CDP e Cherry Bank puntano a replicare per rendere l magazzino sempre più una delle principali fonti di valore per le aziende. L’idea è estendere questo tipo di strumento ad altre imprese italiane attive sia nel settore agroalimentare, dal vino agli insaccati, dove dal semilavorato al prodotto finale si porta dell’evidente valore aggiunto e quindi il loan-to-value scende; sia in altri settori, a patto che il prezzo di vendita del prodotto finale sia ragionevolmente prevedibile, come nel caso di semilavorati che utilizzano come materie prime commodities come per esempio il ferro, hanno precisato CDP e Cherry Bank, anticipando che anche per le prossime operazioni verrà utilizzato il veicolo Magazzino Italia spv, che funzionerà per comparti.
In questa prima operazione Cherry Bank, oltre al ruolo di co-finanziatore dell’spv, svolge anche quello di Co-Arranger, Facility Agent e Account Bank, mentre Pirola Corporate Finance è Co-Arranger, Financial Advisor e Asset Manager degli attivi cartolarizzati. Accounting Partners è il Corporate Servicer e Calculation Agent, mentre Cerved Master Services è il Servicer della cartolarizzazione. Infine lo Studio Cappelli Riolo Calderaro Crisostomo Del Din & Partners ha agito in qualità di legal advisor. Ceo di Magazzino Italia SPV è infine
Fabio Stupazzini, managing director di A&F.
Brazzale, di proprietà della omonima famiglia, con ricavi nel 2025 pari a oltre 340 milioni, produce formaggi e burro in dodici stabilimenti tra Italia, Repubblica Ceca, Cina e Brasile grazie al lavoro di circa 1.200 dipendenti. L’impresa, che ha sede in provincia di Vicenza, raccoglie oltre 340 milioni di litri di latte all’anno, ottenendo circa 40.000 tonnellate di prodotti finiti, esportati in più di 70 paesi nel mondo.
Grazie alle risorse incassate con la vendita della quota di magazzino, la società potrà ottenere liquidità immediata da reinvestire per supportare i propri processi di crescita. In particolare, grazie alle risorse ottenute, Brazzale potrà fare nuovi investimenti: per la realizzazione di un nuovo centro logistico, l’ampliamento del reparto di confezionamento e l’acquisto di nuovi macchinari per la produzione lattiero casearia; per il miglioramento della competitività del proprio sistema, attraverso iniziative volte alla crescita aziendale e al consolidamento settoriale; per il rafforzamento del percorso di sviluppo sui mercati internazionali attraverso la proposta di nuovi prodotti, soprattutto in termini di stagionatura, grazie a una dotazione tecnologica in grado di favorire l’aumento della produttività.
Roberto Brazzale, ha commentato: “Assieme a partner così prestigiosi abbiamo tradotto in azione una novità normativa che permette di rimediare a un’illogica distorsione. La forza finanziaria di chi compie cicli lunghi di stagionatura di prodotti pregiati non viene rappresentata correttamente quando il valore del magazzino non è considerato nel calcolo della PFN. Un magazzino di formaggio vale molto di più del denaro perché da sempre si rivaluta a un multiplo dell’inflazione, e vale perfino più dell’oro, perché produce reddito. Paradossalmente, il sistema è costretto a ignorarne il reale valore, limitando così il potenziale di sviluppo delle imprese. Da oltre vent’anni cresciamo molto più del settore e tanti appassionanti progetti aspettano solo di avere il via per creare nuovo valore in Italia. Siamo entusiasti”.
Andrea Nuzzi, Direttore Business di CDP, ha aggiunto: “L’operazione annunciata oggi conferma una volta ancora la capacità di innovazione finanziaria e la leadership nel segmento della finanza alternativa di Cassa Depositi e Prestiti. Da anni, promuoviamo strutture innovative sul mercato mettendo a disposizione delle imprese, in particolare le pmi, soluzioni finanziarie in grado di soddisfarne le esigenze e ampliare la “cassetta degli attrezzi” a loro disposizione. Con la prima operazione di destocking lanciata in Italia, lo strumento della cartolarizzazione viene impiegato in una delle principali filiere strategiche dell’economia nazionale nella prospettiva di fornire liquidità immediata alle aziende e valorizzare i beni presenti in magazzino. A livello istituzionale, l’iniziativa si inquadra nell’accordo sottoscritto con il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, che mira a supportare l’accesso al credito delle imprese agro-alimentari. Auspichiamo che, a partire da oggi, sempre più aziende di questa filiera e di altre possano seguire l’esempio di Brazzale e avvicinarsi a una struttura finanziaria all’avanguardia”.
E Giovanni Bossi, amministratore delegato di Cherry Bank, ha concluso: “Il nuovo destocking non è solo una strategia per finanziare le imprese dando in garanzia il magazzino. Si tratta di un cambio di paradigma finanziario. La portata innovativa potrebbe essere paragonabile all’introduzione del factoring per i crediti commerciali avvenuta in Italia 35 anni fa. È uno spartiacque che potrebbe cambiare il modo di fare business di talune imprese, modificando in modo permanente la loro funzione di produzione, aumentando l’efficienza finanziaria e generando immediato valore per l’impresa, potendo ridurre il debito, mantenendo invariato l’ebitda”. Non solo. Ha aggiunto Bossi: “C’è anche da tenere conto dell’effetto positivo che questo ha sulla posizione delle aziende in centrali rischi”.














