
Il colosso del private equity USA Advent International entrerà nel capitale di Avio spa, gruppo aerospaziale quotato al segmento STAR di Piazza Affari, con una quota di minoranza di circa il 7%, sottoscrivendo un aumento di capitale riservato da 109,4 milioni di euro, che prevede l’emissione di un massimo di 3,275 milioni di nuove azioni al prezzo di 33,40 euro ciascuna (si veda qui il comunicato stampa).
Obiettivo dell’operazione, approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione della società italiana, e che resta subordinata, tra l’altro, all’autorizzazione prevista dalla normativa sul Golden Power, è rafforzare la struttura patrimoniale del gruppo e accelerarne la crescita negli Stati Uniti, dove Avio punta a diventare un produttore indipendente di motori a propellente solido per applicazioni spaziali e della difesa. Il capitale raccolto servirà anche a sostenere possibili operazioni di integrazione verticale lungo la filiera, in un mercato caratterizzato da una domanda strutturalmente superiore all’offerta sia negli Stati Uniti sia in Europa: secondo la società, il deficit di capacità produttiva di motori a propellente solido potrebbe attestarsi mediamente tra 3.000 e 3.700 tonnellate l’anno fino al 2030, rispetto alle precedenti stime di circa 2.400 tonnellate.
L’operazione, tuttavia, presenta alcuni aspetti che meritano attenzione. Advent diventa infatti solo un socio di minoranza, un ruolo che poco si addice a uno dei principali investitori mondiali nel settore aerospace & defense e che dispone di ingenti risorse (oltre 100 miliardi di dollari di asset in gestione a fine settembre 2025), tali da poter sostenere anche operazioni miliardarie.
Allo stesso tempo, Avio non è nuova ai rapporti con il private equity. Prima della quotazione a Piazza Affari nel 2017 (si veda altro articolo di BeBeez), la società era infatti controllata da Cinven, che ne ha accompagnato il rilancio prima dell’approdo in Borsa attraverso la business combination con la Spac Space2 (si veda altro articolo di BeBeez), promossa, attraverso Space Holding, da Sergio Erede, Gianni Mion, Roberto Italia, Carlo Pagliani, Edoardo Subert, Alfredo Ambrosio ed Elisabetta De Bernardi, con Roberto Italia che, già managing partner di Cinven Italia, è oggi ceo di Verlinvest ed è tuttora presidente di Avio, mentre il ceo di Avio, Giulio Ranzo, è sempre lo stesso manager che si trova alla guida del gruppo dal 2015.
Ricordiamo che Cinven in occasione della quotazione era uscita dal capitale di Avio, dopo essere rimasta investita per dieci anni, mentre era rimasta investita Leonardo, che anzi aveva raddoppiato la sua quota al 28% (oggi è al 19,3%). Cinven aveva acquisito il controllo di Avio nel 2006 da Carlyle, sempre al fianco di Leonardo, quando ancora si trattava di un gruppo più complesso, attivo anche nel settore aeronautico (si veda qui il comunicato stampa di allora). Le attività aeronautiche, poi, erano state cedute a General Electric nel 2013 (annuncio nel dicembre 2012, si veda altro articolo di BeBeez). Carlyle e l’allora Finmeccanica avevano acquisito Avio dall’allora FIAT Group nel settembre 2003, con Carlyle che aveva acquisito il 70% e Finmeccanica il 30%.
Proprio per questo l’ingresso di Advent nel capitale di Avio con una piccola quota appare, più che un investimento finanziario, il suggello di una partnership industriale e strategica che ha obiettivi ben più ampi negli Stati Uniti, che potrebbe comprendere acquisizioni mirate o partnership industriali in un mercato destinato a beneficiare dell’aumento della spesa per la difesa e della crescente domanda di sistemi missilistici. La nota diffusa ieri sottolinea che il nuovo azionista porta in dote non soltanto capitale, ma anche una consolidata rete di relazioni con prime contractor, subfornitori e agenzie governative statunitensi, elementi ritenuti decisivi per accelerare lo sviluppo negli Stati Uniti.
Ricordiamo che il portafoglio aerospace & defense di Advent International è oggi uno dei più importanti tra i fondi di private equity a livello globale: negli ultimi cinque anni Advent ha investito oltre 15 miliardi di dollari di enterprise value nel settore e lo scorso marzo ha annunciato un ulteriore impegno fino a un miliardo di dollari per investimenti in tecnologie di nuova generazione per la difesa (si veda qui il comunicato stampa). Quest’anno, in linea con questo nuovo impegno, ha già annunciato gli investimenti in Shield AI (droni e AI, come co-lead del round di Serie G da 1,5 miliardi di dollari) e in Saronic (sistemi navali autonomi, partecipando al round di Serie D da 1,75 miliardi di dollari).
Tornando ad Avio, l’espansione americana è peraltro già iniziata: lo scorso marzo Avio si è aggiudicata un contratto da circa 65 milioni di dollari per lo sviluppo di un nuovo motore a propellente solido destinato alla difesa aerea statunitense. Il progetto rappresenta il primo passo verso la futura produzione in serie negli Usa, prevista dal 2029, e potrà essere sviluppato anche attraverso un nuovo sito produttivo americano, sul quale la società sta lavorando da tempo (si veda qui il comunicato stampa).
Ricordiamo inoltre che nel settembre 2025 era stato approvato il nuovo Business Plan della società, con il contestuale lancio di un’operazione di aumento di capitale in opzione da 400 milioni di euro volto a potenziare la capacità produttiva della società sia nel business spazio sia in quello della difesa, e prevedendo, più nello specifico, la realizzazione negli Stati Uniti di un impianto di produzione di motori a propellente solido che sarà operativo entro la fine del 2028. L’aumento di capitale è poi stato approvato dall’Assemblea straordinaria degli azionisti a ottobre 2025 e si è concluso il successivo 20 novembre con la sottoscrizione del 100% delle azioni offerte in opzione (si veda qui il comunicato stampa).
Il gruppo ha chiuso il bilancio consolidato 2025 con un portafoglio ordini di 2,166 miliardi di euro (+25,6% dal 2024), ricavi netti per 541,7 milioni (+22,7%), un ebitda rettificato di 34,8 milioni (+30,8%) e un utile netto di 11,6 milioni (+81,6%), a fronte di liquidità netta per 591,7 milioni (+501,6 milioni) (si veda qui il comunicato stampa). Il primo trimestre del 2026, inoltre, con ricavi netti per 128,5 milioni (+19,0% dal primo trimestre 2025) e un ebitda di 5,2 milioni (+29,9%), a fronte di liquidità netta per 559,1 milioni (si veda qui il comunicato stampa).

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