
Proxima Fusion gmbh, scaleup tedesca con forte presenza italiana che si propone di costruire impianti di energia a fusione nucleare, ha chiuso ieri un round di raccolta da 411 milioni di euro guidato da XTX Ventures ed East X Ventures, con la partecipazione di RWE e Google nonché di KfW Capital, SPRIND, Burda Principal Investments e i principali investitori già presenti (si veda qui il comunicato stampa).
Con questa operazione la valutazione post-money di Proxima Fusion si è portata sopra i 2,4 miliardi facendone l’operatore della fusione nucleare commerciale più finanziata in Europa.
Il round, tra i maggiori dell’anno nella tecnologia europea e il più grande di sempre nella fusione in Europa, è strettamente legato alla “operazione Gundremmingen”. Si tratta della realizzazione della prima centrale a fusione basata su stellarator nel sito dell’ex impianto nucleare di Gundremmingen, impianto che apparteneva a RWE e che è stato dismesso nel 2021.
Quando il progetto, del valore ci circa 2 miliardi di euro, era stato annunciato lo scorso febbraio, Proxima aveva dichiarato che era sua intenzione finanziarlo nella misura del 20% ricorrendo a investitori privati internazionali, tra cui la stessa RWE, mentre un ulteriore 20% verrà fornito dallo Stato Libero di Baviera (si veda altro articolo di BeBeez).
Il round odierno si riferisce proprio alla componente privata, dove tuttavia è significativa la presenza pubblica visto che KFW Capital è il corrispondente tedesco di Cdp Venture Capital, quest’ultima peraltro già presente nel capitale di Proxima e partecipante anche a quest’ultima raccolta di capitali.
Google dal canto suo conferma l’interesse verso la fusione come fonte stabile e priva di emissioni in grado di saziare l’illimitata fame di energia dei suoi data center.
Il capitale raccolto va a finanziare la costruzione vicino a Monaco di Alpha, lo stellarator dimostratore a energia netta positiva (cioè quando l’energia prodotta è maggiore di quella immessa nel plasma per mantenerlo in condizioni di fusone).
Alpha, il cui sviluppo vede il contributo del Max Planck Institute for Plasma Physics, è il passaggio tra la ricerca e l’applicazione commerciale: convaliderà entro fine decennio le tecnologie chiave e accelererà lo sviluppo della prima centrale a fusione.
Proxima è il primo spin‑out del Max Planck Institute for Plasma Physics e la principale stellarator company europea. Sta sviluppando centrali commerciali basate sul concetto QI‑HTS, fondato sui progressi del programma Wendelstein 7‑X. Alpha aprirà la strada a Stellaris, la prima centrale a fusione commerciale con stellarator, prevista entro la fine del prossimo decennio. L’ambizione è sostenuta dall’Alpha Alliance, consorzio di oltre 50 partner industriali, e da un Industrial Development Board. L’azienda ha sede a Monaco, con uffici a Zurigo e Oxford, e impiega circa 200 persone.
Francesco Sciortino, co‑fondatore e CEO di Proxima, afferma: “L’Europa è in corsa con Stati Uniti e Cina per arrivare alla prima centrale a fusione. Il finanziamento dimostra che l’Europa non sa solo inventare tecnologie, ma anche costruire aziende competitive. Gli investitori riconoscono urgenza e opportunità e ci sostengono nello sviluppo di un’azienda energetica di nuova generazione”.
In meno di tre anni Proxima ha raccolto oltre 650 milioni, inclusi 95 milioni da sovvenzioni pubbliche. Il round, che ha superato l’obiettivo di eguagliare l’impegno della Baviera da 400 milioni, mostra che un investimento pubblico mirato può catalizzare capitale privato.
Ricordiamo che La società tedesca, partecipata fra gli altri anche dal Club degli Investitori, a settembre 2025, grazie a un’estensione da 15 milioni di euro (si veda altro articolo di BeBeez) del round Series A chiuso tre mesi prima per 130 milioni (si veda altro articolo di BeBeez), aveva portato a 200 milioni la raccolta complessiva dagli investitori (si veda altro articolo di BeBeez).
Nell’aprile 2024 aveva raccolto infatti un round seed da 20 milioni di euro (si veda altro articolo di BeBeez) e prima ancora, nel maggio 2023, un altro round seed da 7 milioni di euro (si veda altro articolo di BeBeez).
Con queste risorse Proxima completerà lo Stellarator Model Coil, espanderà la produzione di cavi e magneti superconduttori ad alta temperatura e svilupperà i sistemi di ingegneria necessari. È previsto un ampliamento delle assunzioni in ingegneria, produzione e operations.
Quanto a XTX Ventures è il ramo venture di XTX Markets, società di trading algoritmico attiva su oltre 53.000 strumenti e con volumi giornalieri superiori a 250 miliardi di dollari. L’investimento nella fusione si inserisce nella strategia energetica avviata con la costruzione del nuovo complesso di data center.
East X Ventures è invece il ramo venture di East X, società londinese di investimento quantitativo in materie prime. Sostiene fondatori che trasformano scienza avanzata in imprese espandibili nella fusione nucleare, nei sistemi energetici, supply chain e intelligenza artificiale. sostenuta dalla UK Atomic Energy Authority e dal UK Department for Energy Security and Net Zero, di recente ha lanciato Starmaker One, primo fondo europeo interamente dedicato alla fusione.














