Per anni il venture capital europeo ha investito soprattutto in piattaforme dedicate ai lavoratori della conoscenza: sviluppatori software, freelance digitali, professionisti e manager. Oggi però una nuova categoria sta attirando l’attenzione degli investitori: elettricisti, installatori, manutentori e tecnici specializzati. Non perché siano diventati improvvisamente più digitali, ma perché la transizione energetica, l’elettrificazione e la carenza strutturale di manodopera qualificata li stanno trasformando in una delle risorse più scarse dell’economia europea.
Non a caso Brighteye Ventures, principale fondo europeo di venture capital specializzato in EdTech e HR-tech, sta puntando proprio su quest’ultima categoria di lavoratori che rappresentano il segmento con il più alto potenziale di disruption digitale in Europa, perché rimasto finora ai margini della rivoluzione dell’HR-tech. In questo quadro si inserisce il primo investimento diretto del fondo in Italia, che ha guidato il round seed da 1,4 milioni di euro di Gyver, la startup bresciana fondata nel 2025, che sta costruendo la prima piattaforma di recruiting digitale verticale sui lavoratori tecnici qualificati, a partire dal segmento elettrotecnico. Al round hanno partecipato anche Zanichelli Venture, Vento Ventures, Altitude e Antler, con quest’ultimo che aveva già guidato insieme ad Alpha Venture il pre-seed da 150 mila euro del febbraio 2025 (si veda altro articolo di BeBeez ).
Per Brighteye Ventures si tratta del primo investimento diretto in Italia. Ce n’era stato uno indiretto nel 2022 tramite Twenix, la piattaforma spagnola di apprendimento avanzato dell’inglese (si veda altro articolo di BeBeez) che proprio grazie al round da 3,5 milioni di euro di quell’anno aveva potuto acquisire in italia ben 50 clienti tra cui BlueIT, Top Consult, Pedon Group, Moltenifarma e Farmabios.
L’investimento in Gyver non è isolato ma si inserisce come detto in una strategia precisa che Brighteye sta costruendo su scala europea.
L’investimento in Gyver si inserisce in un filone che negli ultimi anni ha attirato crescente attenzione da parte del venture capital internazionale. L’investimento in Gyver si inserisce in un filone che sta emergendo con forza nel venture capital europeo tra il 2025 e il 2026. A marzo 2025 Brighteye Ventures ha guidato il round seed da 3,8 milioni di euro della norvegese Installer, piattaforma che collega aziende e installatori qualificati di colonnine di ricarica per veicoli elettrici, pannelli solari e pompe di calore, già attiva in 21 mercati europei. Al round hanno partecipato anche PT1, Futurum Capital e Sondo Capital (si veda qui il comunicato stampa). Il parallelo con Gyver è evidente: stesso segmento (lavoratori tecnici qualificati nella transizione energetica), stesso approccio (piattaforma digitale per un mercato ancora dominato dal passaparola), stesso stadio (seed). A maggio 2025 lo stesso Brighteye ha poi partecipato al round Series A da 14 milioni di euro della spagnola Shakers, piattaforma che consente alle imprese di gestire workforce ibride composte da freelance tecnologici e agenti AI. Fondata nel 2021, la società ha sviluppato una piattaforma di workforce orchestration per connettere aziende con tech freelancer qualificati e agenti AI autonomi. Il round è stato guidato da Partech, con la partecipazione anche di KFund, Athos Capital e Wayra. La piattaforma conta già oltre 450 aziende clienti, tra cui Microsoft, Inditex e Telefónica (si veda qui il comunicato stampa di allora).
Parallelamente, la spagnola Job&Talent, specializzata nella gestione digitale di lavoratori operativi nei settori logistica, manifattura, retail e servizi, ha raccolto nel 2025 ulteriori 92 milioni di euro da investitori esistenti tra cui Atomico, BlackRock, DN Capital, InfraVia, Kinnevik e Kibo Ventures (si veda qui il comunicato stampa di allora). Sullo sfondo agisce poi la transizione energetica europea, che continua ad attirare capitali verso operatori come la tedesca 1KOMMA5°, che nel dicembre 2024 ha annunciato una raccolta pre-ipo da 150 milioni di euro guidata da investitori infrastrutturali e growth (si veda qui il comunicato stampa di allora). Il round era stato guidato da CalSTRS, affiancato da G2 Venture Partners, 2150, Norrsken, Hamilton Lane, b2venture, Eurazeo e eCAPITA, con l’obiettivo di accelerare l’installazione di impianti fotovoltaici, batterie e pompe di calore.
In tutti questi casi il denominatore comune è la crescente scarsità di tecnici qualificati e installatori, che sta trasformando il capitale umano specializzato in una delle principali strozzature alla crescita di interi settori industriali.













