
Come ampiamente previsto Florentino Pérez, patron del colosso delle infrastrutture spagnolo ACS, è stato nominato presidente del Real Madrid fino al 2029, entrando così nel suo settimo mandato alla guida dell’iconica squadra di calcio (si veda qui il comunicato stampa). Ma questa volta il mandato potrebbe coincidere con una svolta storica.
Già alla fine dell’anno scorso, Perez ha infatti annunciato l’intenzione di proporre un cambiamento dell’attuale struttura proprietaria. Il Real Madrid è attualmente uno dei quattro club calcistici spagnoli che giocano nella LaLiga a essere ancora al 100% di proprietà dei soci-tifosi e non di investitori privati, insieme all’FC Barcelona, all’Athletic Club e al Club Atlético Osasuna.
Perez ha comunque messo dei paletti. Ha detto: “Il nostro club deve avere una struttura organizzativa che ci protegga come istituzione e che protegga anche tutti noi come proprietari del Real Madrid. Potete essere certi che faremo tutto ciò che è necessario per garantire che questo club continui ad appartenere ai suoi membri, come ha fatto durante i nostri 122 anni di storia. In sintesi, per far sì che nessuno possa portarci via il nostro patrimonio economico. Pertanto, confermo che porteremo in Assemblea una proposta di riorganizzazione della struttura societaria del club che garantisca chiaramente il nostro futuro, ci protegga dalle minacce che stiamo vivendo e, soprattutto, assicuri che noi soci siamo i veri proprietari del nostro club, i veri proprietari del nostro patrimonio finanziario a pieno titolo” (si veda qui il comunicato stampa di allora).
Anche se resta da vedere quale struttura proporrà Pérez, è probabile quindi che il club stia valutando la possibilità di convertirsi in una società di capitali pur rimanendo sotto il controllo dei tifosi e DBRS Morningstar ipotizza in un report, appena pubblicato, che questo possa avvenire attraverso una struttura simile al modello tedesco 50+1 (scarica qui il report).
Nel 1998, la Deutsche Fußball Liga (DFL) ha infatti approvato una norma che consente ai club tradizionalmente senza scopo di lucro, di proprietà e gestiti dai soci-tifosi, di convertirsi in società a scopo di lucro, consentendo agli investitori di rientrare nella struttura azionaria, ma con i soci del club che detengono il 50%, più un altro voto, dei diritti di voto. Questo sistema consente l’afflusso di denaro dagli investitori, garantendo al contempo che i tifosi abbiano voce in capitolo nelle decisioni importanti che riguardano il club. Il Bayern Monaco, ad esempio, è il club di maggior successo della Bundesliga tedesca e attualmente ha grandi aziende come Adidas, Allianz e Audi nel suo capitale (8,3% ciascuna), mentre i soci possiedono il 75% del club. Nel 2023, le proteste dei tifosi del Bayern Monaco per il controverso accordo di sponsorizzazione con Qatar Airways hanno portato al mancato rinnovo dell’accordo e il club si è dotato di un Dipartimento dei Servizi ai Tifosi per semplificare le relazioni e soddisfare i tifosi.
Secondo DBRS Morningstar, il modello 50+1 consentirebbe quindi ai soci del Real Madrid di mantenere il loro potere decisionale. Secondo l’agenzia di rating, poi, una simile soluzione potrebbe essere positiva per il profilo creditizio del club, dato il suo impatto sulla crescita futura dei ricavi e sulla sostenibilità finanziaria. Peraltro già ora i numeri del Real Madrid sono molto buoni. A questo proposito lo scorso novembre Perez aveva detto: “Quest’anno abbiamo raggiunto un traguardo senza precedenti. Il Real Madrid è diventato il primo club calcistico a superare il miliardo di euro di ricavi. Abbiamo raggiunto esattamente 1.073 milioni di euro di ricavi, che rappresentano un significativo aumento del 27% rispetto all’anno precedente. I risultati finanziari della stagione 2023-2024 sottolineano la nostra posizione di uno dei club più forti e di maggior successo nel mondo dello sport”.
Il Real Madrid ha un enterprise value di 6,1 miliardi di euro secondo Forbes (5 miliardi di euro di equity value): nel caso in cui, ad esempio, il Real Madrid decidesse di aprire il capitale per il 25% del club, analogamente al Bayern Monaco, potrebbe quindi ottenere circa 1,7 miliardi di euro in aumento di capitale, che potrebbe utilizzare per investire nella crescita del club o per rimborsare il debito in essere (1,2 miliardi di euro, quasi esclusivamente legato al progetto di ristrutturazione dello stadio Santiago Bernabeu) e migliorare la liquidità. Entrambe le opzioni, secondo DBRS Morningstar, rafforzerebbero il profilo creditizio del club.














