L’asset manager alternativo Usa General Atlantic e il gruppo bancario svizzero UBS sarebbero in discussioni avanzate per siglare una partnership strategica nel settore del private credit. Lo ha scritto nei giorni scorsi Bloomberg, precisando che le discussioni sarabbero al livello del ceo di UBS, Sergio Ermotti, e del ceo di General Atlantic, Bill Ford.
Il ruolo di UBS nella partnership sarebbe quello di originator dei prestiti che poi sarebbero offerti in visione a GA Credit, la divisione di credito privato di General Atlantic, che avrebbe così un accesso privilegiato al flusso di transazioni. La partnership riguarderebbe grandi operazioni di finanziamento di aziende europee e nord americane, con un ebitda superiore a 50 milioni di dollari e per ticket fino a 500 milioni di dollari ciascuno.
La piattaforma di credito di General Atlantic, GA Credit, gestisce attualmente asset per 4,8 miliardi di dollari ed è guidata da Tripp Smith, co-fondatore di GSO Capital Partners (ora Blackstone Credit).
UBS si inserirebbe così all’interno di un trend sempre più consolidato che vede le banche globali stringere accordi con grandi asset manager alternativi per mantenere un punto d’appoggio anche nei mercati del credito privato.
In particolare, l’accordo ricorda molto da vicino quello siglato lo scorso anno tra Barclays Plc e AGL Credit Management, per il lancio in joint venture della nuova piattaforma di credito privato AGL Private Credit, con il supporto dell’Abu Dhabi Investment Authority (ADIA) (si veda qui il comunicato stampa di allora).
E sempre in Europa, ma nel 2023, Société Générale e Brookfield Asset Management hanno stretto una partnership per lanciare un fondo di private debt da 10 miliardi di euro (si veda qui il comunicato stampa di allora).
Quanto agli Stati Uniti, lo scorso febbraio JPMorgan aveva annunciato di aver stanziato all’asset class un impegno di investimento di 50 miliardi dollari del suo bilancio e altri 15 miliardi di dollari da co-finanziatori (si veda altro articolo di BeBeez). Oltre che con il suo bilancio, comunque, si diceva, JP Morgan lavorerà affiancata da co-finanziatori. Non a caso già lo scorso ottobre Bloomberg aveva raccolto indiscrezioni a proposito del fatto che la banca stesse stringendo accordi a questo fine con soggetti come FS Investments, Cliffwater, Shenkman Capital Management, Octagon Credit Investors e Soros Fund Management per un totale di almeno 10 miliardi di dollari di co-investimenti. Una notizia che si era diffusa poco dopo l’annuncio da parte di Citi e Apollo Global Management di una partnership per investire insieme 25 miliardi di dollari in operazioni di direct lending inizialmente in Nord America, ma successivamente anche in altre geografie, in collaborazione con il fondo sovrano di Abu Dhabi Mubadala Investment Company, come partner strategico, e con il gruppo assicurativo Athene, controllata di Apollo (si veda qui il comunicato stampa). Ancora prima, nel 2023, Wells Fargo & Co. aveva unito le forze con Centerbridge Partners per lanciare un fondo di direct lending da 5 miliardi di dollari (si veda qui il comunicato stampa di allora).














