E’ stata una settimana particolare per i titoli del private capital selezionati da BeBeez su eToro e pubblicati sulla pagina Trading Floor. I best performer devono i loro risultati all’apprezzamento degli investitori per le loro caratteristiche specifiche, ma si tratta di un gruppo molto ristretto. Solo una dozzina di titoli infatti ha chiuso la settimana in positivo, ma a livello generale è stata un’altra settimana difficile.
Anzitutto l’andamento dei mercati monetari segnala che gli investitori scontano una serie di srtrette monetarie: la Bce e la Bank of Japan hanno già alzato i tassi, mentre la Fed ha cambiato atteggiamento, il che ha appiattito la curva dei tassi con una salita di quelli a breve e un calo di quelli a lunga: tipica situazione da economia in surriscaldamento. Una generalizzata tendenza dei tassi al rialzo non è una buona notizia per il private equity, come si è più volte detto in questa rubrica, e nemmeno per il private debt, con quest’ultimo che deve fare i conti con il costo della raccolta, che in buona percentuale avviene con debito. Ha infatti lasciato il segno nella memoria degli investitori la recente emissione di obbligazioni senior unsecured di KKR (-7,1%) collocate a un rendimento del 7,5%.
Su questo quadro poco favorevole si è abbattuta la tempesta dei riscatti, alimentati da singoli investitori privati timorosi che la crescente illiquidità dei portafogli, soprattutto dei gestori di private equity, mettesse a rischio il loro investimento. E’ il problema che ha investito a inizio giugno Partners Group (si veda altro articolo di BeBeez) e che poi si è trasmesso agli altri operatori, in special modo per quelli la cui raccolta si è affidata di più ai veicoli semi liquidi o evergreen , percepito com i pià esposti al rischio riscatti.
Non sorprende quindi che in fondo alla classifica troviamo Ares Management (-15%), che fra tutti gli operatori è diventato quasi sinonimo di prodotto evergreen.
A questo punto ci si potrebbe chiedere come abbia fatto 3i plc (+15%) a vincere per distacco (si potrebbe dire There is no second pensando alla prossima America’s Cup) sulla belga Gimv (+3,8%). La spiegazione va ricercata nel discount retailer olandese Action, che rappresenta il 73% del Nav di 3i, che nell’ultima trimestrale ha riportato una crescita del fatturato superiore al 3% contro il 2% atteso dal consensus, il che ha costretto i trader a rifare i calcoli sul gruppo e sulnav del gestore britannico.
Gimv dal canto suo beneficia di un business solido, sostenuto da una linea di credito da 400 milioni di euro, un basso utilizzo del leverage e da una strategia fondata sul buy & build che l’ha portata ad acquisire dal gestore italiano Ambienta sgr il controllo del gruppo francese Cap Vert, leader nei servizi di manutenzione del verde pubblico (si veda altro articolo di BeBeez).
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