
I coordinatori dell’offerta di Nexi (BofA Merrill Lynch, Banca IMI, Credit Suisse, Goldman Sachs International e Mediobanca), anche in nome e per conto dei membri del consorzio per il collocamento istituzionale, hanno esercitato in parte il 15 maggio scorso l’opzione greenshoe sulle azioni del gruppo di pagamenti digitali Nexi (si veda il comunicato stampa), che ha debuttato in Borsa il 16 aprile scorso (si veda altro articolo di BeBeez).
Nexi ha annunciato ieri anche che il prossimo 31 maggio sarà rimborsato in anticipo il bond da 1,375 miliardi di euro senior secured a tasso variabile a scadenza 1 maggio 2023 collocato nel maggio 2018 (si veda altro articolo di BeBeez) in linea con quanto comunicato in precedenza. Nel dettaglio il bond sarà rimborsato al prezzo di 101 per un controvalore complessivo di circa 1,389 miliardi di euro (si veda qui il comunicato ai bondholder).
Nexi aveva infatti annunciato prima della quotazione che i proventi netti dell’aumento di capitale, pari a 684,1 milioni, sarebbero stati utilizzati, insieme ai fondi del contratto di finanziamento disponibile dopo la quotazione (linea di credito ipo term da 1,165 miliardi), per ridurre l’indebitamento del gruppo mediante rimborso del bond da 1,375 miliardi quotato alla Borsa del Lussemburgo e del bond da 400 milioni collocato in private placement (si veda altro articolo di BeBeez e pag. 617 del Documento di registrazione).
L’opzione greenshoe appena esercitata ha riguardato circa 5 milioni di azioni ordinarie, pagate 9 euro l’una corrispondente al prezzo di ipo (si veda altro articolo di BeBeez), per un controvalore complessivo pari a circa 45,24 milioni di euro, al lordo delle commissioni dell’offerta. Incluse le azioni oggetto dell’opzione greenshoe, il collocamento istituzionale ha riguardato quindi un totale di 228.431.844 azioni ordinarie Nexi, pari a circa il 36,4% del capitale.
Contestualmente, saranno restituite a Mercury UK Holdco (holding che fa capo ai fondi Advent International, Bain Capital e Clessidra) 28.483.968 azioni Nexi oggetto di prestito ai sensi dell’opzione di sovra-allocazione.
In ipo sul mercato era arrivato il 35,6% del capitale, con il collocamento presso investitori istituzionali di 256,9 milioni di azioni, di cui 158,5 milioni venduti da Mercury UK, 20,6 milioni venduti da Banco BPM, Banca Popolare di Sondrio, Banca di Cividale, Credito Valtellinese e Iccrea Banca, e 77,77 milioni rinvenienti dall’aumento di capitale. Post-ipo, Mercury deteneva così 393 milioni di azioni pari al 62,6% del capitale sociale,. A seguito dell’esercizio parziale dell’opzione greenshoe Mercury è scesa al 61,8%.
Ricordiamo che i nuovi azionisti entrati nel capitale a seguito della quotazione di Nexi comprendono il fondo sovrano di Singapore GIC (più del 3% del capitale); l’asset manager francese Amundi (oltre il 2%), Marshall Wallace, Moneta Asset management e Dws (con quote poco sotto il 2%), ma anche Unipol, Azimut, Amina Sgr, Davide Leoni & Partners e General Investments (si veda altro articolo di BeBeez).
Il via alla percorso dell’ipo era stato dato ufficialmente lo scorso gennaio (si veda altro articolo di BeBeez), con la nomina di Evercore nel ruolo di advisor, mentre Banca Imi, BofA Merrill Lynch, Credit Suisse, Mediobanca e Goldman Sachs sono state nominate global coordinator e joint bookrunner, mentre Banca Akros, Barclays, Citigroup, HSBC, MPS Capital Services, UBI Banca, UBS e UniCredit agiscono in qualità di joint bookrunner.














