Sette dopo aver investito 100 milioni di euro insieme per City Green Light (si veda altro articolo di BeBeez), il Fondo Italiano per l’Efficienza Energetica (FIEE) e il fondo infrastrutturale paneuropeo Marguerite hanno deciso di uscire dal capitale dell’operatore indipendente nel settore dell’illuminazione pubblica e delle smart city.
Ad acquisire il 100% di City Green Light è stato Igneo Infrastructure Partners, team di investimento autonomo cha fa parte di First Sentier Group, che investe in società infrastrutturali ritenute di elevata qualità, mature e di medie dimensioni nei settori delle energie rinnovabili, delle infrastrutture digitali, della gestione dei rifiuti, dei servizi idrici e dei trasporti/logistica nel Regno Unito, in Europa, Nord America, Australia e Nuova Zelanda.
Igneo ha rilevato le quote detenute da Marguerite Infrastructure Italy II, Fiee sgr e Ipin 2E spa (un veicolo di coinvestimento di FIEE), nell’ambito di un’operazione che potrebbe concludersi nel quarto trimestre del 2025, previa approvazione delle autorità competenti (si veda qui il comunicato stampa).
Prima della transazione Marguerite deteneva il 40,72% della società, Fiee il 33,77%, Ipin 2E il 25,51%.
EY Parthenon ha assistito Igneo per i servizi di due diligence finanziaria e di model audit, mentre EY Studio Legale Tributario ha assistito l’acquirente per i servizi di due diligence fiscale e tax structuring.
Fondata nel 2017 in seguito alla scissione da Gemmo, City Green Light è il principale operatore indipendente di illuminazione pubblica in Italia, che gestisce circa un milione di punti luce nell’ambito di un portafoglio di contratti a lungo termine con oltre 300 comuni, fornendo soluzioni fondamentali per l’illuminazione pubblica e le smart city, ha evidenziato Igneo spiegando come questo tipo di contratti offra flussi di cassa stabili, indicizzati all’inflazione e visibilità a lungo termine, in linea con la sua strategia di investimento.
Nel 2024 l’azienda ha generato 179,1 milioni di euro di ricavi con 60,6 milioni di ebitda e 38,9 milioni di debiti netti (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente).
“City Green Light rappresenta la decima società in portafoglio acquisita dall’European Diversified Infrastructure Fund III, segnando un’altra pietra miliare nell’impiego del fondo”, ha affermato Hamish Lea-Wilson, responsabile Europa di Igneo. “Attendiamo con impazienza la prossima fase di crescita mentre ci prepariamo alla prima chiusura dell’EDIF IV nel secondo trimestre del prossimo anno”.
“CGL è un asset infrastrutturale di alta qualità con flussi di cassa resilienti e legati all’inflazione”, ha aggiunto Alex Nassuphis, amministratore delegato di Igneo. “Siamo entusiasti di sostenere la sua crescita continua e di contribuire alla transizione energetica attraverso infrastrutture urbane efficienti. Ringraziamo Marguerite, FIEE e IPIN che hanno svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo di CGL fino a renderla un campione nazionale. Questa transazione rappresenta un risultato importante per tutte le parti e un futuro promettente per CGL”.
“Siamo orgogliosi di aver guidato City Green Light in un straordinario percorso di crescita, durante il quale l’azienda si è affermata come uno dei leader europei nel settore delle smart city”, hanno dichiarato i co-amministratori delegati di FIEE Longatti, Marano e Mellone.
William Pierson, managing partner di Marguerite, ha aggiunto: “Il lavoro dell’azienda dimostra come l’innovazione e l’efficienza nelle infrastrutture possano portare benefici diretti alle comunità locali e favorire la transizione energetica”.
Il modello di business dell’azienda supporta l’approccio di investimento “responsabile” di Igneo, con le sue soluzioni di illuminazione efficienti che aiutano le amministrazioni locali a ridurre la domanda di energia elettrica e a promuovere la transizione energetica.
Igneo, peraltro, ha affermato di considerare CGL una piattaforma strategica ben posizionata per trarre vantaggio dai fondamentali di mercato sottostanti, visto il suo track record: quota di mercato più che raddoppiata dalla sua costituzione come attività indipendente e dalla scissione da Gemmo nel 2017.















