Exit in vista con tempi incerti per Clessidra Private Equity, che è aperta ad uscire dal capitale di Argea, il polo del vino creato da Clessidra partendo dall’integrazione di Botter spa e Mondovino spa, due società che in quel momento (settembre 2022) erano parte del portafoglio del fondo Clessidra Capital Partners 3 (si veda altro articolo di BeBeez).
A queste si è poi aggiunta Cantina Zaccagnini, storica azienda vitivinicola abruzzese che è stata rilevata il mese successivo (si veda altro articolo di BeBeez), e a febbraio 2025 WinesU, importatore statunitense specializzato in etichette francesi e italiane (si veda altro articolo di BeBeez) il cui ingresso ha portato alle attuali quattro le aziende che compongono Argea.
La notizia della possibile exit è stata confermata a BeBeez da alcune fonti dopo che giovedì scorso Il Sole24 Ore aveva scritto che sarebbe in corso la selezione di un advisor finanziario per valutare ed esplorare ipotesi future di valorizzazione.
A pesare come un macigno su quest’ipotesi sono le minacce lanciate da Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, che ha paventato di imporre dazi del 200% su champagne e vini europei se l’Ue non cancellerà quelli del 50% sul whisky statunitense. Un vero pericolo per l’export vinicolo italiano che ha superato nel 2024 il traguardo degli 8 miliardi di euro di fatturato con quasi 22 milioni di ettolitri spediti oltre frontiera secondo l’ultima analisi Ismea, riporta Il Punto Coldiretti.
“Sarebbe una barriera tale da impedire di approcciare il mercato americano, non perderei neanche tempo a studiare strategie per affrontarla”, ha dichiarato a tal proposito alcuni giorni fa Massimo Romani, amministratore delegato di Argea, in un’intervista a La Repubblica.















