Eni Plenitude, la società benefit del gruppo ENI che integra la produzione di energia al 100% da fonti rinnovabili, la vendita di servizi energetici e la rete di punti di ricarica per veicoli elettrici, partecipata al 10% dal fondo infrastrutturale svizzero Energy Infrastructure Partners da fine 2024 (si veda altro articolo di BeBeez), ha depositato un’offerta vincolante per l’intero capitale sociale di Acea Energia spa, controllata al 100% del gruppo Acea, quotato a PIazza Affari e settimo operatore italiano di energia sul mercato libero, con circa 1,4 milioni di clienti, molti dei quali nella città di Roma.
Lo ha comunicato nella serata di mercoledì 4 giugno il gruppo Acea, precisando che “avvierà quanto prima il relativo processo di valutazione, affinché i competenti organi possano assumere le determinazioni e decisioni del caso” (si veda qui il comunicato stampa).
Secondo quanto si dice sul mercato, il Consiglio di amministrazione di Acea si riunirà entro la fine della prossima settimana per votare l’offerta, il cui valore non è stato però reso noto, ma si parla di un range tra i 400 e i 600 milioni di euro, con quest’ultimo valore che era quello che era stato indicato dagli analisti di Equita.
Che Acea stesse cercando un investitore al quale cedere la controllata era noto da tempo, dopo che
nel piano industriale di Acea a inizio 2024 era stato specificata la volontà del gruppo di crescere nei business regolati, quelli legati a infrastrutture proprie e remunerati da tariffe determinate, e quindi un chiaro disimpegno rispetto agli altri business.
Quanto a Plenitude, oggi conta circa 8 milioni di clienti (circa 10 milioni considerando l’intera Europa), ma ha l’obiettivo di arrivare a 11,5 milioni entro il 2027 e quindi l’acquisizione di Acea Energia rappresenterebbe il modo per fare un importante passo avanti verso il traguardo. Nel settore della produzione di energia da fonti rinnovabili Plenitude punta, inoltre, a raggiungere oltre 8 GW di capacità installata al 2027 e oltre 15 GW al 2030. La società è, inoltre, tra i leader nell’ambito della mobilità elettrica, con l’obiettivo di raggiungere 40.000 punti entro il 2027.
Ricordiamo infine che a metà maggio ENI è entrata in trattativa esclusiva con Ares Alternative Credit Management per la cessione del 20% di Plenitude sulla base di un equity value della società compreso tra 9,8 e 10,2 miliardi di euro (si veda altro articolo di BeBeez). Se l’operazione andrà in porto, Ares si affiancherà così a Energy Infrastructure Partners come socio di minoranza in Plenitude, EIP ha come detto portato al 10% la sua partecipazione lo scorso novembre, sottoscrivendo un aumento di capitale da 209 milioni (si veda altro articolo di BeBeez), dopo che nel dicembre 2023 aveva già raggiunto un accordo con la società italiana per il suo ingresso attraverso un aumento di capitale fino a 700 milioni di euro, pari a circa il 9% del capitale. In quel caso la transazione aveva riconosciuto a Plenitude un enterprise value di oltre 10 miliardi, il 20% in meno di quanto riconosciuto (oltre 12 miliardi) con quest’ultima operazione con Ares.















