Nell’ambito di un’operazione finanziata da Intesa Sanpaolo, Immersive Parks srl, società controllata da Magnetar Capital (si veda altro articolo di BeBeez) cui fa capo il bioparco Zoom di Cumiana (Torino), ha concluso l’operazione di acquisizione e incorporazione del Parco Natura Viva di Bussolengo (Verona) dando vita ad Openature srl, primo gruppo italiano di riferimento del settore con oltre 30 milioni di ricavi, circa 1 milione di visitatori e circa 400 dipendenti (qui il comunicato degli advisor).
A vendere è stata la famiglia Avesani, fondatrice e proprietaria del parco inaugurato a giugno del 1969, cedendo l’intero capitale di due società, Parco Natura Viva – Garda Zoological Park srl e Natura Service srl, sua controllata cui faceva capo il parco di Bussolengo. La prima delle due società, prima di questa transazione, faceva capo al 51% a Cesare Avesani Zaborra, figlio del fondatore Alberto, e alle sue tre sorelle, Ricciarda (27%), Francesca (11,38%) e Alessandra (10,62%). Entrambe saranno fuse per incorporazione nella società acquirente.
La definizione dell’intesa viene ad alcuni mesi di distanza dalla firma dell’accordo preliminare, siglato a luglio 2024 con l’obiettivo di arrivare al trasferimento di proprietà ad ottobre del medesimo anno (si veda qui GiornaleTrentino.it).
BonelliErede ha assistito Zoom Torino curando la strutturazione dell’operazione e tutti gli aspetti di diritto societario, bancario e finanziario e amministrativo, l’attività di due diligence in tema di privacy e data protection. Per la due diligence in generale BonelliErede si è avvalso di belab. L’acquirente, inoltre, è stata inoltre assistita per gli aspetti giuslavoristici da LabJus, da Pirola Pennuto Zei & Associati per gli aspetti di due diligence fiscale e finanziaria, e da CFI Italy – Anteos come advisor finanziario.
I venditori sono stati assistiti da Fratta Pasini & Associati, dallo Studio Legale Dindo, Zorzi & Associati, dallo Studio Legale Devoto–Curi–Corbioli e dall’avvocato Paolo Mastropasqua e dal dott. Marco Filippini per gli aspetti fiscali e amministrativo-contabili.
ZNR Notai ha curato gli aspetti notarili dell’operazione, che è stata finanziata da Intesa Sanpaolo, per cui ha agito come advisor ADVANT Nctm.
Il Parco Natura Viva è nato dall’idea dell’architetto Alberto Avesani, il fondatore, che trasformò negli anni ’60 parte della propria azienda agricola, esistente dal 1933, in un’area faunistica, raccogliendo animali della fauna locale per allevarli ed eventualmente mostrarli al pubblico. Progettato dal 1965, venne inaugurato il 21 Giugno 1969 un primo settore di circa 10 ettari, l’attuale percorso Faunistico. Oggi Natura Viva è un moderno Parco Zoologico e centro di tutela per le specie minacciate, con 42 ettari di bosco in cui vivono oltre 1500 animali protetti, tutti ambasciatori di progetti di ricerca e salvaguardia della biodiversità, spiega il sito della struttura.
Per quanto concerne l’andamento economico-finanziario, Parco Natura Viva – Garda Zoological Parl srl ha chiuso il 2023 con 9,5 milioni di euro di ricavi e 2,8 milioni di ebitda, e 4,1 milioni di debiti netti, a fronte di un patrimonio netto di 6,9 milioni (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitemante).
Natura Service srl, invece, ha chiuso il 2023 con 3,6 milioni di ricavi e 347,4 mila euro di ebitda, e 709,2 mila euro di liquidità netta (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente).
“Siamo entusiasti di unire le forze con Zoom Torino, l’Europa sta investendo molto per rendere i parchi zoologici sempre più sinergici all’agenda 2030 della sostenibilità. Pertanto, questa azione potenzierà 6 dei 17 obiettivi previsti, ai quali si aggiungeranno l’inclusività e la sostenibilità economica, garanzia di un futuro prospero”, ha dichiarato Avesani alla sottoscrizione dell’accordo preliminare.
“Questa operazione ci permetterà di mettere a fattor comune i punti di forza che da sempre caratterizzano i due parchi, consentendoci di raggiungere risultati ancor più ambiziosi” aveva aggiunto all’epoca Umberto Maccario CEO di Zoom. “Tra gliobiettivi che ci siamo posti nel medio termine vi sono il superamento del milione e mezzo di visitatori consolidati annuali, con conseguente incremento di valore per tutti gli stakeholder e per il territorio attraverso la crescita degli investimenti, l’ampliamento degli organici e lo sviluppo di progetti di conservazione. Ciò consentirà di potenziare la mission di entrambe le strutture, divenendo uno dei più importanti attori dello scenario italiano nella divulgazione naturalistica e sensibilizzazione della pubblica opinione sul tema della conservazione della biodiversità”.
Il Gruppo Zoom conta un fatturato annuo di 17 milioni di euro e occupa 270 dipendenti, e oggi fa interamente capo a Magnetar mediante quattro fondi differenti: Constellation Fund ltd (65.34%), Constellation Master Fund V ltd (17,54%), Xing He Master Fund ltd (12.69%) e SC Fund ltd (4.44%).
Magnetar nel 2020 aveva ricapitalizzato Zoom Immersive Experience spa, cui faceva capo il bioparco immersivo , che nei mesi precedentri era stato ammessa alla procedura di concordato in bianco, dopo essere entrata definitivamente in crisi con il primo lockdown. Nell’occasione Magnetar Capital aveva convertito a capitale parte del suo credito da 18 milioni di euro che aveva erogato a fine 2018 a supporto del riacquisto di quote della società da parte della famiglia Casetta, cedute dagli investitori precedenti Ersel Asset Management e Invitalia Ventures, e a supporto del piano di sviluppo internazionale della società (si veda altro articolo di BeBeez).
Il bioparco, inaugurato nel 2009, ha introdotto in Italia un nuovo modo di concepire il giardino zoologico, progettato senza gabbie né recinzioni, utilizzando laghi, corsi d’acqua, cespugli e altre barriere naturali per separare i visitatori dagli habitat, che riproducono fedelmente gli ambienti originari degli animali. La struttura si estende su 160.000 mq e accoglie più di 84 specie animali all’interno di 10 habitat che ricreano fedelmente gli ecosistemi naturali di Africa e Asia.

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