Trascorsi sette anni di contrazione, nel 2015, il settore automobilistico tornerà a produrre con tassi a doppia cifra e le aziende italiane fornitrici delle principali case produttrici del mondo sono già ben posizionate per cogliere il nuovo trend. Per finanziare il prossimo sviluppo, In alcuni casi hanno aperto il capitale al private equity e in altri hanno emesso minibond.
Euler Hermes, il colosso dell’assicurazione crediti del gruppo Allianz, in vista del salone dell’auto di Francoforte ha pubblicato una corposa analisi sul settore auto a livello globale, che MF-Milano Finanza ha anticipato sul giornale in edicola da sabato 11 settembre.
Massimo Reale, direttore rischi di Euler Hermes Italia, ha spiegato che, mentre le nuove immatricolazioni nei mercati emergenti sono crollate (in Cina, dove le nuove vendite per il 2015 e il 2016 cresceranno solo del 3% rispetto al +10% e in Brasile scenderanno del 14%), negli Stati Uniti le nuove vendite saliranno per il sesto anno consecutivo, recuperando il picco precedente alla crisi, e l’Europa dovrebbe continuare la marcia verso la ripresa, al ritmo previsto del +5%. Quindi a livello globale la crescita sarà del 2%, per poi recuperare nel futuro un potenziale annuo del 3-4%. E anche in Italia la produzione cresce nel 2015 del 13%, mentre per il prossimo anno è prevista un’espansione del 7%.
E così, ha aggiunto Reale, componentistica e subforniture mantengono una forte tenuta, non soltanto per quanto riguarda le vendite all’estero: c’è infatti una decisa ripresa nelle vendite domestiche. Ha detto Reale: «Le aziende italiane si rivolgono anche agli investimenti di Fiat nel Paese. Confermano una buona struttura patrimoniale, sono molto flessibili e hanno struttura di bilancio che permette di adeguare i costi ai fatturati e questo può generare marginalità e investimenti. Si tratta di un circuito che si autoalimenta e che deve essere sostenuto».
Il buono stato di salute dell’auto beneficia anche del trend dei giorni di incasso del credito. Il settore è ormai stabile a 56, contro una media nazionale di 98, per quest’anno si prevede di poter arrivare a 54. Giovano sicuramente i tempi e i vincoli spesso imposti dai committenti. E il dato influisce anche sul livello delle insolvenze, in calo nei primi sei mesi del 2015 del 30%. Ancora una volta ad indicare la buona tenuta di tutto il comparto.
Sul piano delle esportazioni della componentistica, la Germania rappresenta il primo mercato (+ 9% di crescita media per quest’anno). «Occorre notare che non si tratta di una crescita sporadica, ma frutto di un consolidamento di relazioni», ci tiene a sottolineare Reale. Bene anche il mercato francese e spagnolo, mentre ci sono maggiori difficoltà nell’Est europeo. Fuori dal Vecchio continente si registrano crescite importanti nel Nord America, grazie al traino di Fiat-Chrysler, mentre tra i Paesi più prossimi il più promettente è la Turchia.
Guardando ai settori segnali positivi arrivano dalla lavorazione della plastica, ossia degli interni, che beneficia del prezzo del dollaro e del petrolio e quindi dei polimeri, materia prima per queste produzioni. «Vanno molto bene le componenti di alluminio, per le forniture del motore, e importanti segnali arrivano dall’industria dei sistemi frenanti e degli interni in pelle», fiore all’occhiello del Paese, confermando un primato nel segmento che va avanti ormai da alcuni anni.
Tra le ultime operazioni di private equity si ricordano quella su Brenta Pcm ( leader in Europa nella progettazione e produzione di stampi e componenti stampati complessi (a due e tre materiali) utilizzati per la realizzazione dei gruppi ottici degli autoveicoli) da parte di Assietta Private equity,
Si aperto, invece, prima dell’estate il processo di dual track per Rhiag, il gruppo italiano leader dell’aftermarket per il settore automotive con il fondo Apax Partners che ha dato mandato a JPMorgan e Ubs perché lo affianchino nella ricerca della migliore soluzione di disinvestimento, sia questa la quotazione in Borsa o la vendita a un nuovo investitore. Rhiag potrebbe essere valutata sino a un miliardo di euro.
A inizio luglio il fondo BlueGem Capital Partners ha annunciato di essere salito al 90% di Fintyre, comprando quote da Synergo sgr e dai vecchi azionisti. La società distributrice di pneumatici di sostituzione leader del mercato italiano B2B si avvia a una nuova fase di svukyooi, che la porterà a tre anni a far crescere a doppia cifra il fatturato anche tramite l’apertura di nuovi business.
In maggio Il fondo Ardian ha comprato da Star Capital sgr l’intero capitale dell’italiana AMP Group (che produce e commercializza alzacristalli elettrici per auto, in particolare per il settore aftermarket),
Intanto cresce molto bene il business di Emarc spa (gruppo torinese produttore di componenti per autoveicoli e macchinari produttivi) partecipato al 31% dal Fondo Italiano d’Investimento, che sta cogliendo i risultati di una serie di investimenti importanti condotti nei quattro anni passati e che in prospettiva pensa alla quotazione in Borsa,
Sempre il Fondo Italiano lo scorso marzo ha sottoscritto la prima tranche da 7,5 milioni di euro di un aumento di capitale da 20 milioni deliberato nel dicembre 2014 da Brugola O.E.B. Industriale (storica azienda fondata dall’omonima famiglia, fornitrice delle principali case automobilistiche mondiali).
A inizio marzo il fondo bavarese Auctus Capital Partners.ha acquisito la bresciana Italpresse Industrie (che produce macchine per la pressofusione per l’industria dell’automotive), tra le quali Gauss Automazione.
Chi invece ha appena emesso minibond da 5 milioni di euro per finanziare un piano di acquisizioni all’estero è Proma spa (specializzata nella costruzione di strutture di metallo per sedili, di stampati e lastrati in lamiera e di parti e sottogruppi in metallo per le autovetture), che contemporaneamente ha anche aperto il capitale a Simest spa.
Lo scorso luglio Cln spa (Coils Lamierati e Nastri, leader nella distribuzione di acciaio, ingegnerizzazione e produzione di ruote e componentistica per il mercato automotive) ha annunciato l’emissione di un bond da 100 milioni di euro, che è stato sottoscritto in private placement interamente da Morgan Stanleynel suo ruolo di sole underwriter.
Sempre a luglio anche Cmd (Costruzioni Motori Diesel, azienda leader nella progettazione di motori e parti meccaniche ad alto contenuto tecnologico) ha quotato all’ExtraMot Pro 5 milioni di euro di minibond.
Anche Landi Renzo spa (la società quotata a Piazza Affari che progetta, produce e commercializza principalmente componenti e sistemi di alimentazione alternativi per autotrazione a GPL e metano) a inizio maggio ha quotato all’ExtraMot Pro un minibond da 34 milioni di euro.
Ma anche le startup si sono inserite in questo filone, con fondi di venture e business angel che le supportano, Per esempio la scorsa primavera TiAssisto24 (piattaforma web/mobile che, grazie a un network di esperti altamente specializzato e geolocalizzato, cura l’iter delle pratiche auto al posto dell’utente, fornisce servizi di traino e accompagnamento in caso di soccorso stradale, assistenza legale in caso di multa e assistenza stragiudiziale in caso di incidente), si è assicurata un round di investimento da 350 mila euro da parte di LVenture Group, Fira-Finanziaria Regionale Abruzzese e alcuni business angel.
E lo scorso febbraio Club Digitale (il network di business angel organizzato da SiamoSoci) ha investito in RiparAutonline (società incubata da I3P, incubatore d’impresa del Politecnico di Torino, che ha sviluppato un’applicazione in grado di mettere in contatto chi ha bisogno di riparare il proprio veicolo e chi può farlo al prezzo più conveniente e nelle vicinanze).
Ma il settore automotive italiano in senso lato ha registrato anche operazioni di m&a dove non sono stati protagonisti fondi di private equity. Per esempio, a inizio luglio l’americana Ambarella ha acquisito per 30 milioni di dollari il 100% del capitale di VisLab srl (Vision e intelligent systems laboratory), spinoff dell’Università di Parma, che ha elaborato un sistema di controllo video delle auto che si muovono senza pilota in grado di competere con la tecnologia che muove la Google Car.
Lo scorso aprile, invece, la goriziana Miko srl ( produttrice di tessuti per interni di auto), è stata acquisita dalla statunitense Sage Automotive Interiors (Sage), uno dei principali produttori di coperture interne per auto (per sedili, pannelli delle porte, poggiatesta), controllato dal fondo di private equity Usa Clearlake Capital Group,
Sempre ad aprile il fondo Ardian ha ceduto Novotema (leader mondiale nella progettazione e nella realizzazione di guarnizioni in gomma per i settori automotive, medicale, caldaie e industriale al gruppo Usa Idex, attivo in vari settori industriali (liquidi e misurazione, farmaceutico, erogazione, attrezzatura antincendio e di sicurezza).
La scorsa primavera, inoltre, Il gruppo cinese Deren Electronic quotato a Shenzen ha annunciato l’acquisizione dil 60% del capitale dell’italiana Meta System spa (attiva nel mercato automotive con una gamma di prodotti elettronici utilizzati sia nel primo impianto direttamente dalle case auto sia nell’after-market).
In febbraio infine Il colosso dell’elettronica giapponese JvcKenwood ha acquisito la marchigiana ASK Industries spa (poduttore di impianti radio per auto e fornitori sia di grandi gruppi automonbilistici come Fiat, Volkswagen, Audi, Daimler e Bmw sia di produttori di impianti hi-fi del calibro di Bang&Olufsen).














