È ufficiale. Semaforo verde per i cantieri dove si costruirà il nuovo edificio CityWave, ultimo tassello del quartiere CityLife di Milano, con cui verrà completata la riqualificazione dell’ex zona fieristica. Dopo Torre Generali, Torre Allianz e Torre Libeskind, in altre parole, entro il 2025 arriverà un altro palazzo che già promette di diventare iconico. E questa volta non sarà un grattacielo ma un’onda sinuosa che si svilupperà in orizzontale, dotata di uffici, un tetto fotovoltaico, uno spazio urbano ombreggiato e riparato per passeggiare e un’impronta totalmente green. È infatti progettato secondo i migliori standard di sostenibilità ambientale e interamente alimentato da energia fotovoltaica. CityWave si propone come nuovo paradigma per gli uffici del futuro rispondendo a una nuova idea di workplace, grazie a soluzioni progettuali innovative che mettono al centro la qualità della vita e ridefiniscono il concetto di sostenibilità. I pannelli solari alimentano gli ambienti di lavoro interni, mentre la parte inferiore in legno crea una copertura per una nuova area pubblica.
LCA Studio Legale ha assistito le società costruttrici nella negoziazione e redazione della contrattualistica della complessa operazione immobiliare.
Ricordiamo che porta la data dello scorso luglio la sottoscrizione del contratto di appalto tra Citylife spa (controllata al 100% dal Gruppo Generali) e la ATI (Associazione temporanea d’impresa) che, tra Colombo Costruzioni e CMB, rispettivamente capofila e mandataria, si è aggiudicata la gara per la costruzione dell’edificio e la realizzazione delle opere accessorie al contorno. Il progetto non è cosa nuova. Nel 2021 il sindaco di Milano Beppe Sala, commentando un primo rendering sui social, aveva definito CityWave come “il simbolo della Milano che vogliamo: sostenibile, internazionale, bellissima”. Ma all’epoca sull’inizio dei lavori e la possibile data di inaugurazione dell’edificio se ne sapeva ben poco. E a settembre 2021, quando era stata posata la prima pietra, Aldo Mazzocco, amministratore delegato di Generali Real Estate e presidente di CityLife, aveva detto: “Vogliamo diventi un edificio monumentale e con una vita lunga e per questo bisogna costruire bene. Il lockdown ci ha dato tempo di studiare bene il progetto e di farlo molto bene”. E il presidente di Assicurazioni Generali, Gabriele Galateri di Genola, aveva detto: “Quello di CityWave è un progetto straordinario, un pezzo di città veramente unico, che da lustro a Milano e all’Italia”.
Ora si è dato l’avvio della costruzione che segue le necessarie attività di preparazione del terreno, contenimento e scavo della sede del cantiere, che hanno impegnato CityLife per due anni. La programmazione delle attività di costruzione prevede l’ultimazione dei fabbricati entro dicembre 2025. In tempo per Milano Cortina 2026. L’investimento previsto per i lavori è di circa 170-180 milioni di euro.
Il progetto di CityWave, firmato da BIG – Bjarke Ingels Group, era risultato vincitore di un concorso ad inviti con la partecipazione di sei studi internazionali. Con il suo profilo originale e la sua progettazione centrata sulla sostenibilità e l’uso di energie rinnovabili, CityWave sarà un building direzionale di nuova generazione che “completerà senza competere” lo skyline delle tre torri di CityLife.
Grazie alle più avanzate soluzioni in ambito energetico, CityWave sarà alimentato esclusivamente da fonti rinnovabili, rappresentando il primo edificio ad uffici a superare l’impatto zero, con un progetto volto all’obiettivo di determinare un impatto positivo sull’ambiente. L’edificio sarà ricoperto da 11mila mq di pannelli fotovoltaici, con una produzione di energia stimata in 1,3 MWh l’anno ed una potenza installata che sfiora i 2 MWh. Rispetto ad un fabbricato di pari dimensioni, CityWave consuma circa il 45% in meno, con un risparmio annuo di 500 tonnellate di CO2, equivalenti alle emissioni assorbite da circa 20.000 alberi. Inoltre, una sofisticata strategia energetica ed idrica prevederà l’utilizzo termico dell’acqua di falda e la raccolta ed il riuso delle acque piovane, mentre un involucro costituito da elementi modulari di facciata a triplo vetro garantirà elevati standard a livello di prestazioni energetiche.
A confermare la concretezza degli obiettivi di sostenibilità e qualità della vita di CityWave, l’edificio ha già ottenuto ben tre certificazioni internazionali di sostenibilità ai massimi livelli. Infatti, dopo aver ottenuto, come primo edificio in Italia, la certificazione WiredScore PLATINUM, CityWave ha ora raggiunto anche la pre-certificazione WELL v2 Core PLATINUM e la pre-certificazione LEED Core Shell v4 PLATINUM. È quindi l’unico edificio in Italia ad aver raggiunto queste tre importanti certificazioni internazionali al massimo livello.
Il progetto di CityWave porta al culmine l’impegno di CityLife per la riqualificazione urbana e la sostenibilità, che hanno caratterizzato l’intero sviluppo del quartiere sin dalla sua nascita. CityLife è infatti uno dei più importanti esempi di rigenerazione urbana in Europa, un quartiere restituito alla città di Milano in una forma completamente rinnovata e fruibile, caratterizzato da sostenibilità, qualità della vita e servizi. Con ben 17 ettari di estensione ed oltre 2000 alberi, il parco di CityLife, la cui gestione è affidata a SmartCityLife, è una delle principali aree verdi dell’area urbana di Milano, un frequentatissimo polmone verde aperto al pubblico caratterizzato da un percorso di opere d’arte contemporanea. Il parco di CityLife ospita un mix di destinazioni d’uso che comprende le tre torri ad uffici disegnate da Zaha Hadid, Daniel Libeskind e Arata Isozaki, oltre alle residenze, a uno shopping district con attività commerciali, ristoranti e servizi, e a spazi dedicati ad eventi e allo sport.
Questo progetto, così come l’intero intervento di riqualificazione di CityLife, si inserisce nella strategia europea di Generali Real Estate che, con un patrimonio gestito di oltre 38 miliardi di euro, si posiziona fra i principali gestori immobiliari e crea valore per gli investitori attraverso una serie di veicoli di investimento cross-border, gestiti dall’asset manager specializzato Generali Real Estate sgr.














