550 milioni di euro per uno dei finanziamenti più grandi nella storia del real estate italiano. Li ha ottenuti DeA Capital Real Estate sgr da una squadra di banche composta da Intesa Sanpaolo, BNP Paribas Italia e Natixis Corporate & Investment Banking, che hanno strutturato l’operazione, cui hanno partecipato anche Eurobank Private Bank Luxembourg, CiaxaBank, National Bank of Greece e Mediobanca. L’operazione è strutturata in parte come rifinanziamento e in parte come nuova linea di credito.
Lo ha scritto ieri Il Sole 24 Ore e la notizia è stata confermata a BeBeez da più fonti vicine all’operazione, che secondo quanto appreso riguarda un fondo riservato a investitori professionali che desiderano mantenere la riservatezza. Da qui nasce la posizione di DeA Capital che non ha commentato quando è stata contattata da BeBeez.
Fra le novità e le caratteristiche del fondo la forte componente green, spiegano a BeBeez. In pratica, scrive il quotidiano di Confindustria, il finanziamento è collegato al raggiungimento di alcuni stringenti parametri ambientali, come il risparmio energetico degli immobili, il materiale sostenibile in fase di realizzazione, la riduzione delle emissioni di gas serra e la protezione della biodiversità.
Quale l’obiettivo del fondo, di cui DeA non ha rivelato il nome? Il debito sarà usato per sviluppare investimenti in prevalenza in asset class core e core +, per un portafoglio di immobili tutti localizzati in Italia, fra settori retail, logistica e uffici.
BNP Paribas e Intesa Sanpaolo facevano parte anche del pool di banche che alla fine del 2020 avevano partecipato all’operazione più grande della storia del real estate, fino ad ora, il rifinanziamento con 370 milioni di euro del debito del fondo Eracle di Generali Real Estate, proprietario di circa 456 immobili principalmente adibiti a uffici e filiali bancarie del Gruppo Banco Bpm (si veda altro articolo di BeBeez). Il gruppo di finanziatori, oltre a quest’ultimo istituto ed ai du eprecedentemente citati, includeva anche UniCredit, nel ruolo di bookrunner, MLAs e lender, e un veicolo di cartolarizzazione per cui UniCredit svolgeva il ruolo di sponsor.












