Arriva a conclusione la travagliata vicenda relativa alla proprietà dell’Hotel Bauer di Venezia, travolto dalla crisi del gruppo immobiliare austriaco Signa, che ne aveva rilevato la proprietà nel 2020 dal fondo Elliott (si veda altro articolo di BeBeez) che, a sua volta, aveva rilevato l’intero capitale del gruppo Bauer insieme a Blue Skye nel giugno 2019 (si veda altro articolo di BeBeez), acquisendo l’ultimo 25% del capitale ancora di proprietà della famiglia Bortolotto Possati.
Come comunicato ieri, infatti, Mohari Hospitality ha acquisito l’iconica struttura sul Canal Grande insieme al suo partner strategico in Europa, Omnam Investment Group (si veda qui il comunicato stampa). Mohari Hospitality è una piattaforma di investimento globale focalizzata sulle opportunità nel settore del lusso, fondata dall’ex imprenditore israelo-canadese Mark Scheinberg, mentre Omnam è un gruppo londinese diversificato nel settore dell’ospitalità globale, con un focus nel reperire e sviluppare icone immobiliari distintive, fondato dall’investitore israeliano David Zisser nel 2011.
I valori dell’operazione nono sono stati resi pubblici, ma secondo quanto risulta a BeBeez si aggira intorno a 300 milioni di euro, dato già indicato dalle indiscrezioni di mercato che circolano da agosto 2024, quando si indicava un prezzo di acquisto pari a 309 milioni e si diceva che, oltre a Mohari, fossero stati della partita anche Bernard Arnault, fondatore di LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton SE, nonché alcuni fondi sovrani, sviluppatori internazionali e il fondo per situazioni speciali Attestor, che avrebbe presentato un’offerta concorrente insieme al gruppo tedesco Schoeller, avevano riferito alcune fonti riportate da Bloomberg.
Nell’ambito dell’operazione di vendita, Mohari e Omnam sono stati assistiti da Kryalos sgr, DLA Piper, Deloitte, Eastdil Secured, CBRE e Cushman & Wakefield.
“La nostra visione di Mohari è quella di realizzare un portafoglio di destinazioni alberghiere di lusso senza pari, definite da luoghi iconici, valore del patrimonio ed esperienze eccezionali per gli ospiti. Il leggendario Bauer Hotel rispecchia perfettamente la nostra visione” ha dichiarato Scheinberg che è anche direttore di Mohari Hospitality. “Il Bauer è davvero insostituibile e si trova in una posizione di rilievo nella splendida città di Venezia. Siamo orgogliosi di avere l’opportunità di preservare ed elevare questo straordinario gioiello, onorandone l’eredità e trasformandolo in uno degli hotel più prestigiosi d’Europa”.
Per quanto riguarda la storia degli ultimi mesi che hanno preceduto questo accordo, proprio Schoeller era stato protagonista dell’acquisto dell’albergo veneziano a fine aprile, quando aveva concluso un accordo con Signa Prime Selection AG, una delle due società che si occupano di real estate che facevano capo alla holding austriaca Signa, insolvente, per acquisirne tre proprietà\progetti italiani fra il Veneto e il Trentino Alto-Adige. Si trattava del Bauer, appunto, oltre che del Waltherpark a Bolzano, e di Viva Virgolo progetto di valorizzazione della montagna locale (si veda altro articolo di BeBeez).
Questa notizia era circolata una ventina di giorni dopo che la stampa locale veneta aveva indicato come acquirente dell’albergo il fondo statunitense King Street Capital Management (si veda altro articolo di BeBeez), fra i principali finanziatori del gruppo austriaco insolvente.
Quale dei due gruppi aveva effettivamente concluso l’acquisto? La vicenda, aveva spiegato Milano Finanza, riguardava un pegno che, tramite una sub-holding lussemburghese, gravava sul Bauer a favore di un family office del Golfo, che a sua volta aveva concesso un prestito alla compagnia (Signa) fondata da René Benko. Gli arabi a marzo 2024 avrebbero però ceduto il loro credito a King Street che, all’annuncio della firma del contratto di Signa con Schoeller (a fine aprile), aveva escusso il pegno, tramite un’altra società lussemburghese riconducibile al fondo Usa.
A maggio 2024, King Street aveva poi dato mandato all’advisor Eastdil Secured di imbastire il processo di vendita della proprietà che ora si è concluso.
Signa, peraltro, avrebbe anche valutato di fare causa a King Street ma sembra che le parti abbiano raggiunto un accordo, ha scritto Milano Finanza ricordando come l’acquirente dovrà investire ora circa 150 milioni di euro per finire i lavori di ristrutturazione bloccati dalla crisi finanziaria del gruppo austriaco.
Come comunicato ieri dai due acquirenti, sarà Rosewood Hotels & Resorts ad apportare al progetto la sua experienza in design, restauro e gestione operativa.
Allo stato attuale Mohari ha in corso di realizzazione tre progetti nel real estate, in Italia. Baccarat Villa Camerata a Firenze, che è in fase di trasformazione in un cinque stelle la cui apertura è prevista per il 2025. Per la ristrutturazione della proprietà, a luglio Sommo srl, che fa capo ad Omnam, ha ottenuto da UniCredit un finanziamento a medio-lungo termine di 27,5 milioni di euro.
Le altre due realizzazioni in divenire sono il resort a cinque stelle Four Seasons Costa Merlata, in Puglia, di cui non si conosce ancora la data di apertura, e Capo dei Greci, a Taorimna, la cui apertura è prevista nel 2027.















