Il Gruppo Prelios ha chiuso il primo semestre 2021 con asset in gestione complessivi per 37,2 miliardi, in linea con quelli di fine 2020. Di questi, 30,4 miliardi sono gestiti dalla divisione credit servicing e 6,7 miliardi dall’investment management (si veda qui il comunicato stampa).
Lo stock in gestione ha beneficiato del contributo di nuove masse nel semestre per circa 1,9 miliardi, a fronte dell’impatto delle attività di collection e cessioni degli Npl in gestione, che hanno generato maggiori incassi rispetto alle previsioni.
Nello stesso periodo i ricavi hanno toccato i per 130,5 milioni di euro (+16% rispetto allo stesso periodo del 2020), generando un ebitda consolidato di 60,8 milioni (contro 51,5). L’ utile netto è letteralmente balzato da 20,2 a 54,9 milioni. Infine, il debito netto è nel frattempo calato a 261,8 milioni dai 282,8 milioni del 31 dicembre 2020. Le previsioni per tutto il 2021 prospettano una solida performance anche nel secondo semestre dell’anno.
Il ceo del Gruppo Prelios, Riccardo Serrini, ha commentato: “L’utile netto di 55 milioni conseguito nei primi sei mesi dell’anno, se raffrontato ai 69 milioni realizzati nell’intero 2020, riflette la costante, forte crescita del Gruppo e avvalora la nostra strategia. Alti margini, crescita costante di tutti i principali indicatori ed elevata e solida creazione di cassa sono il risultato di un grande lavoro di squadra e di una cultura aziendale improntata a collaborazione e focalizzazione. Il Gruppo Prelios continuerà a crescere, non soltanto in via organica come avvenuto negli ultimi anni, ma anche per linee esterne, come dimostra la recente acquisizione da Business Support del ramo d’azienda loan & facility agency e monitoring, con la successiva costituzione di Prelios Credit Agent (si veda altro articolo di BeBeez, ndr)”.
Sul fronte degli Utp, ricordiamo che Prelios gestisce ed è master servicer di Back2Bonis, il fondo di credito specializzato nell’acquisto di Utp immobiliari dalle banche italiane, strutturato da AMCO. Il fondo era nato a fine dicembre 2019 sotto il nome di progetto Cuvée, con l’obiettivo di investire in Utp immobiliari oggi sui bilanci delle banche italiane medio-grandi e arrivare a circa 1,5 miliardi di portafoglio in gestione attraverso vari apporti da parte delle banche (si veda altro articolo di BeBeez). Nel maggio scorso il fondo Back2Bonis ha ricevuto da Bper Banca un apporto di 52 milioni di euro (si veda altro articolo di BeBeez). Bper si è aggiunta così alle altre istituzioni già quotiste del fondo: Intesa Sanpaolo, UniCredit Leasing, Banco Desio, Banca MPS, MPS Capital Services, UBI, AMCO e Banco BPM.
Tra i crediti acquisiti dal fondo Back2Bonis ci sono anche quelli delle banche creditrici del Fondo Umbria – Comparto Monteluce, gestito da BNP Paribas REIM sgr, lanciato nel 2006, grazie all’apporto da parte della Regione e dell’Università degli Studi di Perugia del terreno dove sorgeva l’ex Ospedale Policlinico di Monteluce. Il fondo ha poi avuto vita travagliata e ora Back2Bonis è impegnato in una proposta di saldo e stralcio dei crediti dei fornitori del fondo per riuscire a portare a termine i lavori di sviluppo (si veda altro articolo di BeBeez).
Ricordiamo anche che a fine luglio Prelios ha lanciato la nuova piattaforma di investimento Ariadne sicaf. Quest’ultima è controllata da Borio Mangiarotti (società milanese di sviluppo immobiliare) e Värde Partners (gruppo Usa degli investimenti alternativi che oggi gestisce asset per 14 miliardi di dollari in tutto il mondo) e gestita dalla stessa Prelios, che si occuperà anche del coordinamento e supervisione del progetto di sviluppo e della commercializzazione degli spazi (si veda altro articolo di BeBeez).
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