
Brum, la startup italiana del Gruppo OneDay che sta rinnovando il percorso di conseguimento della patente unendo tecnologia e autoscuole fisiche con istruttori certificati, ha chiuso un nuovo round di investimento da 5 milioni di euro, guidato da Italian Founders Fund (IFF) (si veda qui il comunicato stampa), insieme a un gruppo di business angel, di cui non sono stati resi noti i nomi.
La raccolta complessiva arriva così oltre quota 9 milioni di euro, considerando i due round precedenti sempre capitanati da IFF, che ha sostenuto la società co-fondata a Milano da Luca Cozzarini (ceo) fin dalla nascita nel 2024: il primo, da 600mila euro, effettuato più di due anni fa, e il secondo, da da 3,5 milioni di euro, del marzo scorso (si veda altro articolo di BeBeez).
Una parte significativa dell’investimento sarà destinata all’acquisto di nuovi veicoli, tutti dotati di dashcam con sistemi di intelligenza artificiale, progettati per supportare la formazione, migliorare l’analisi delle guide e affiancare il lavoro quotidiano degli istruttori. Parallelamente all’espansione, Brum investirà nella selezione, formazione e assunzione di nuovi istruttori e insegnanti certificati, offrendo strumenti digitali avanzati, maggiore autonomia operativa e percorsi di crescita professionale. In questa direzione, nel corso dell’anno verrà lanciata la prima Academy Brum, un progetto dedicato alla formazione di nuovi istruttori con l’obiettivo di rendere la professione più attrattiva e alzare lo standard qualitativo della didattica a livello nazionale.
L’obiettivo della startup del gruppo OneDay, holding italiana che opera come Business & Community Builder, focalizzata su Millennials e Gen Z, creando e supportando aziende in ambito digitale come ScuolaZoo, WeRoad e ZooCom, è aprire una nuova autoscuola al mese per i prossimi tre anni, costruendo una rete capillare in grado di raggiungere potenzialmente fino al 50% dei neo-patentati italiani. Un percorso che punta a fare di Brum la più importante autoscuola in Italia, non solo per dimensioni, ma per qualità dell’esperienza offerta.
Fondata con la volontà di semplificare, digitalizzare e rendere più efficace l’esperienza di studenti e famiglie, la startup milanese unisce tecnologia e presenza sul territorio: un’app per la preparazione teorica personalizzata e la gestione rapida delle pratiche, autoscuole fisiche con istruttori certificati e city manager responsabili dello sviluppo a livello provinciale.
Il 2025 si è chiuso come l’anno della conferma per Brum: il servizio è oggi attivo in quattro province, con altre 2 aperture già pianificate, e registra una crescita costante sia sul piano operativo che su quello dei risultati didattici. Negli ultimi sei mesi l’app Brum ha superato i 117mila download, con oltre 450mila quiz completati. Il team interno è raddoppiato nell’ultimo anno, mentre il livello di soddisfazione degli utenti resta molto elevato: 4,8 sull’App Store e 4,7 su Trustpilot. Anche i risultati agli esami confermano la solidità del modello, con un tasso di promozione superiore di circa 8 punti percentuali rispetto alla media nazionale.

Il ceo e co-founder Luca Cozzarini ha commentato: “Questo nuovo round ci permette di fare un salto di scala decisivo. Vogliamo dimostrare che anche in un settore tradizionale come quello delle autoscuole è possibile innovare davvero, combinando tecnologia, qualità didattica e presenza sul territorio. Sentiamo una forte responsabilità verso studenti, famiglie e istituzioni: l’obiettivo è offrire a sempre più persone un’esperienza migliore e costruire un nuovo standard per il mercato. La crescita di Brum”, ha sottolineato Cozzarini, “passa dalle persone che ogni giorno insegnano a guidare, Investire sugli istruttori significa investire direttamente sulla sicurezza stradale. Un istruttore formato, motivato e supportato da strumenti adeguati è il primo alleato per formare guidatori più consapevoli”.
La crescita di Brum si inserisce in un contesto europeo che evidenzia un forte potenziale di trasformazione. L’Italia è oggi l’ultimo grande Paese europeo a non avere un vero digital champion nel settore delle autoscuole. In Francia, ad esempio, oltre il 50% delle patenti viene già conseguito con il supporto di autoscuole di nuova generazione. Un mercato enorme, frammentato e rimasto invariato per decenni, in cui burocrazia, rigidità e scarsa digitalizzazione continuano a rappresentare un freno per studenti e famiglie. BRUM nasce proprio per colmare questo gap, combinando tecnologia, presenza territoriale e qualità didattica, e offrendo percorsi più flessibili, personalizzati e accessibili.
Ed è in questa visione che si inserisce il supporto di Italian Founders Fund, che ricordiamo è nato a giugno 2024 (si veda altro articolo di BeBeez) come primo fondo di venture capital italiano per le startup guidato direttamente da chi le ha fondate ed è stato lanciato da Koinos Capital, la sgr indipendente di private equity fondata nel 2020 da Marco Morgese (di cui è l’ad da marzo 2024, si veda altro articolo di BeBeez), Francesco Fumagalli, Marco Airoldi e con la presidenza operativa di Beppe Fumagalli; IFF, che è stato ideato con l’obiettivo di riunire 100 tra i più importanti imprenditori digitali italiani per investire nei founder del futuro, nell’agosto scorso ha raggiunto una raccolta di 90 milioni di euro, grazie a 35 milioni aggiuntivi sottoscritti dal fondo Digital Transition di CDP Venture Capital sgr, che è stata appostata su IFF Expansion (si veda altro articolo di BeBeez).
Lorenzo Franzi, founding partner di Italian Founders Fund, ha commentato: “Siamo molto felici di supportare Brum perché sta affrontando un mercato maturo pronto per essere reinventato con un approccio concreto e credibile. Il team ha dimostrato execution, attenzione alla qualità con una visione chiara di lungo periodo. Crediamo che la società possa diventare il punto di riferimento italiano per una formazione alla guida moderna, in linea con le aspettative del mercato di oggi”.
E Paolo De Nadai, presidente di OneDay Group e founder di WeRoad, ha concluso: “Quando abbiamo deciso di far nascere Brum all’interno di OneDay Group, lo abbiamo fatto con un’idea chiara: creare un player capace di diventare un riferimento nazionale. Oggi i risultati e questo nuovo round dimostrano che quella visione era corretta”.















