Terza operazione di finanziamento per Mogu Srl, società di Varese altrimenti conosciuta a livello internazionale come SQIM, che ha ottenuto 11 milioni di euro nell’ambito di un round di finanziamento di Serie A che è stato guidato da CDP Venture Capital e co-guidato da European Circular Bioeconomy Fund (ECBF VC). Vi hanno anche partecipato Kering Ventures e Progress Tech Transfer (si veda qui il comunicato stampa), già azionista della società da marzo 2021 (si veda altro articolo di BeBeez).
Mogu è un’azienda che utilizza il micelio, lo stadio vegetativo dei funghi, per creare prodotti sostenibili e innovativi per l’interior design e l’architettura. Fra gli altri, l’azienda offre pannelli acustici, pavimenti resilienti e altre soluzioni.
I fondi raccolti con questo round consentiranno alla società, fra l’altro, di capitalizzare la piattaforma tecnologica di SQIM (fermentazione biologica del micelio fungino e biochimica), di accellerare la scalabilità industriale mediante l’implementazione e il lancio di un nuovo impianto di produzione dimostrativo, di incrementare l’attività di ricerca e sviluppo, oltre che la capacità di attrarre e mantenere talenti e di procedere nell’innovazione tecnologica dei prodotti che si basano sull’uso del micelio fungino.
Nell’ambito di quest’accordo, Curtis Mallet-Prevost, Colt & Mosle LLP ha assistito i lead investor CDP Venture Capital e ECBF I General Partners arl, per le tematiche di diritto societario, di diritto amministrativo ed ambientale e per i profili di golden power. CDP Venture Capital, inoltre, ha seguito l’operazione con un suo team di legali interno. Advisor di Mogu, invece, è stato lo studio legale Nunziante Magrone.
“Sono estremamente orgoglioso dei risultati appena raggiunti. Il team di SQIM ha lavorato molto duramente negli ultimi anni con la missione di dimostrare che l’innovazione, la sostenibilità e l’industrializzazione possono non solo coesistere, ma addirittura offrire un valore aggiunto a diversi settori industriali se adeguatamente combinati”, ha detto Stefano Babbini, CEO e co-fondatore dell’azienda. “Questo sorprendente passo aziendale rappresenta il naturale risultato di tali sforzi, creando le condizioni per ottenere un impatto reale nel prossimo futuro”.
“Il successo di questa raccolta fondi è una conferma del potenziale delle nostre tecnologie innovative e dei nostri materiali e prodotti di nuova generazione. Sarà un catalizzatore per accelerare ulteriormente e più velocemente la nostra crescita, incrementando in modo significativo i nostri sforzi di R&S”, ha aggiunto Maurizio Montalti, chief mycelium officer e co-fondatore di SQIM. “L’investimento alimenterà la competenza e la creatività dei nostri incredibili team, per consentire la più efficace penetrazione sul mercato di materiali e prodotti dirompenti nei settori della moda, degli interni, dell’automobile e in molti altri”.
“Crediamo che ci sia una grande opportunità all’intersezione tra settori come la moda, il design, il lusso, etc, dove le aziende italiane sono storicamente riconosciute come leader a livello mondiale, con tecnologie e applicazioni distintive come quelle di SQIM”, ha dichiarato Enrico Filì, responsabile del comparto IndustryTech del fondo Corporate Partners I di CDP Venture Capital. “Grazie a questo round di finanziamento, SQIM sarà in grado di scalare la produzione e soddisfare la domanda non ancora sfruttata di prodotti sostenibili e circolari che i marchi sono ansiosi di proporre ai loro clienti. Il team di SQIM, con il supporto di investitori internazionali, avrà la possibilità di portare sul mercato una serie completa di materiali e prodotti che contribuiranno alla de-carbonizzazione del nostro pianeta“.
“Prevediamo un notevole cambiamento nell’industria della moda, dove i consumatori e i marchi si stanno allontanando sempre più dalle pelli di origine animale” ha dichiarato Marie Asano, partner di ECBF. “Siamo entusiasti di far parte del viaggio di SQIM, poiché i suoi prodotti rappresentano il futuro della moda sostenibile, in cui la qualità del lusso e il “cruelty-free”.
“L’innovazione svolge un ruolo essenziale nella nostra strategia di sostenibilità di Kering. Oggi siamo orgogliosi di partecipare a questa raccolta fondi, poiché crediamo fermamente che i materiali alternativi facciano parte delle soluzioni per raggiungere i nostri obiettivi ambientali. L’alternativa innovativa sviluppata da SQIM può contribuire ad ampliare la nostra offerta di materiali di alta qualità”, ha spiegato Marie-Claire Daveu, chief Sustainability and Institutional Affairs Officer di Kering. “Con il nostro nuovo ambizioso obiettivo del 40% di riduzione delle emissioni assolute, abbiamo bisogno più che mai di attori innovativi come SQIM per accelerare la transizione verso una produzione più sostenibile”.
“Siamo estremamente soddisfatti della chiusura di un altro round di investimento in SQIM con importanti operatori di VC, un’azienda in cui abbiamo creduto già anni fa che da allora abbiamo continuato a sostenere come azionisti attivi” ha commentato Alberto Calvo, partner di Progress Tech Transfer. “La tecnologia e i prodotti distintivi dell’azienda, unici nel panorama competitivo, hanno il potenziale per cambiare le carte in tavola in molte applicazioni diverse e di portare la creatività italiana nel mondo. La chiusura di questo round di investimento consente all’azienda di perseguire un significativo scale-up industriale, al fine di rispondere alla domanda crescente di prodotti sostenibili e circolari, soprattutto nel design, nella moda e nel lusso, settori che sono alla costante ricerca di soluzioni innovative compatibili con i più severi standard ambientali”.
Fondata nel 2015 e con sede a Inarzo (VA), entro poche settimane dal closing di quest’operazione Mogu cambierà la denominazione in SQIM, che produce EPHEA™, una classe completamente nuova di prodotti alternativi privi di sostanze di origine animale dedicati principalmente alla moda e all’automotive. Lo fa utilizzando un ‘esclusiva tecnica di fermentazione brevettata, intrecciando le cellule di miceli fungini selezionati attraverso processi di fermentazione su misura, per formare pannelli costituiti al 100% da biomassa di micelio, che vengono poi trasformati e rifiniti in collaborazione con aziende dell’industria conciaria.
Prima di quest’ultima operazione, la maggioranza (38,58%) di Mogu era detenuta da Babbini, seguito in ordine di grandezza di partecipazione da Montalti (23,31%) e da Progress Tech Transfer (15,03% – si veda qui il database di Leanus, dopo essersi registratri gratuitamente). La società ha chiuso il 2022 con 375,8 mila euro di ricavi, e un ebitda negativo per 1,3 milioni, a fronte di 988 mila euro di patrimonio netto (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente).
Come accennato, tre anni fa circa Mogu aveva chiuso un round da 1,1 milioni di euro, sottoscritto da Progress Tech Transfer (lead investor) e Riso Gallo che, prima di quest’ultima operazione deteneva lo 0,27% delle quote. In precedenza, ad ottobre 2018, la società aveva ricevuto 2,1 milioni di euro dall’Easme, l’agenzia esecutiva dell’Unione Europea per le PMI, responsabile di Enterprise Europe Network, COSME e altri programmi.















