
Naturebeads, startup britannica ma con cofounder italiani, che ha sviluppato una tecnologia unica e innovativa che consente di sostituire le microsfere di plastica con prodotti biodegradabili a base di cellulosa, ha chiuso un round da 1,5 milioni di euro, che è stato sottoscritto dal fondo Progress Tech Transfer, dall’impact investor scozzese EOS Advisory e da proionic Gmbh (si veda qui il comunicato stampa).
La tecnologia di Naturbeads per creare le microsfere di cellulosa è stata sviluppata all’Università di Bath dai professori Janet Scott e Davide Mattia del Center for Sustainable Chemical Technologies nel 2017. I due professori hanno poi fondato Naturbeads nel 2018 per commercializzare la tecnologia insieme all’imprenditrice Giovanna Laudisio. Nel 2019 Naturbeads è stata la prima società nella quale ha investito il fondo a impatto Sky Ocean Ventures nell’ambito dell’iniziativa lanciata insieme a UK Research and Innovation (UKRI, Innovate UK, l’agenzia governativa britannica per l’innovazione, che allora avevano stanziato con il loro Plastic Research and Innovation Fund, un impegno di 6 milioni di sterline da investire in 10 startup britanniche che hanno identificato soluzioni per risolvere il problema delle plastiche negli oceani. A Naturbeads sono andate 582 mila sterline (si veda qui il comunicato stampa dell’Università di Bath). Successivamente La startup si è assicurata due ulteriori grant da Innovate UK, uno nel 2020 da 47 mila sterline e uno a fine 2021 da 425 mila sterline. Infine anche l’acceleratore svizzero MassChallenge ha investito 65 mila franchi svizzeri nel 2020.
Naturebeads utilizzerà i nuovi fondi raccolti per portare la tecnologia dalla fase pilota a quella di produzione dei prototipi e per ampliare la gamma di applicazioni della piattaforma tecnologica. Oltre ai cosmetici, alle vernici, ai rivestimenti, agli additivi per l’industria petrolifera e del gas, agli imballaggi e ai compositi, Naturbeads, attraverso la sua filiale italiana, avvierà infatti una collaborazione con il Prof. Antonio Proto del Dipartimento di Chimica dell’Università di Salerno per estendere l’applicazione delle sue microsfere di cellulosa all’industria dei pneumatici, nell’ottica di renderla più sostenibile e diminuire il suo apporto all’inquinamento da microplastiche.
Giovanna Laudisio, ceo e co-founder di Naturbeads, ha spiegato: “La raccolta di fondi per una startup deeptech come Naturbeads è impegnativa, ma siamo lieti di portare a bordo con questo investimento due investitori istituzionali come EOS Advisory e Progress Tech Transfer, oltre che proionic Gmbh. Sono certa che con il loro sostegno saremo in grado di accelerare la commercializzazione della nostra tecnologia e di impedire che centinaia di migliaia di tonnellate di microplastiche si riversino sull’ambiente”.
Alberto Calvo, partner di Progress Tech Transfer, ha commentato: “Abbiamo immediatamente compreso l’enorme potenziale della tecnologia sviluppata da Naturbeads che è perfettamente in linea con la nostra missione di investitori early-stage alla ricerca di tecnologie per la sostenibilità. L’azienda offre prospettive interessanti a livello globale in numerosi settori industriali che sono alla disperata ricerca di soluzioni per l’eliminazione delle microplastiche dai loro prodotti e Naturbeads è già posizionata come leader tecnologico globale in questo settore”.
Andrew McNeill, Managing Partner di EOS Advisory, ha aggiunto: “L’inquinamento idrico da microsfere di plastica è un pericolo ambientale significativo e insidioso che il mondo sta iniziando a conoscere. Mentre i Paesi e le industrie ne limitano e vietano l’uso, il mercato dei sostituti biodegradabili è vasto. Ciò che ci ha colpiti di Naturbeads sono le persone coinvolte nel progetto e il potenziale della sua tecnologia”.
Bernhard Ludwig, Executive Director di proionic, ha concluso: “Siamo felici non solo di fornire il solvente necessario per il processo, ma anche di contribuire ulteriormente allo sviluppo di quella che consideriamo una tecnologia rivoluzionaria”.















