
Rotthapharm sarà quotata in Borsa il prossimo 16 luglio, e da quel giorno avrà a disposizione una potenza di fuoco di 500 milioni di euro per future acquisizioni. Lo scrive MF-Milano Finanza dello scorso sabato 5 luglio, riferendo quanto detto venerdì 4 luglio da Luca Rovati, ceo del gruppo farmaceutico, in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’offerta di vendita delle azioni ordinarie, che permetteranno alla holding della famiglia Rovati (riunita in Fidim srl) di incassare un gruzzolo compreso tra i 416 e i 621 milioni di euro, prevedendo l’esercizio della greenshoe, a seconda di come verrà fissato il prezzo nel range compreso tra 7,25 e 9 euro per azione e a seconda che sia esercitata o meno l’opzione di aumento dell’offerta.
L’operazione, infatti, (si veda altro articolo di BeBeez) non prevede alcun aumento di capitale, ma solo la cessione al mercato di una quota (il 25%, aumentabile al 30%) del capitale del gruppo farmaceutico attualmente in portafoglio alla famiglia. Tuttavia, a valle dell’ipo, Fidim utilizzerà parte di quanto incassato per rimborsare un debito infragruppo che alla fine dello scorso marzo ammontava a 254 milioni (restando quindi con 160-370 milioni di liquidità), mentre, si legge nel prospetto informativo (scarica qui il prospetto), Fidim ha già girato nei giorni scorsi a Rottapharm circa 15,3 milioni di euro in pagamento della quota del 47,86% di RRL Immobiliare spa.
«Rottapharm si troverà quindi con circa 270 milioni di euro di nuova liquidità in cassa», ha detto Luca Rovati. Questa liquidità, andrà utilizzata da Rottapharm in parte per rimborsare in anticipo una serie di finanziamenti bancari per 130 milioni complessivi oltre che prestiti a breve termine per anticipi su export, nonché scoperti di conto corrente per altri 36 milioni.
«A valle del rimborso delle linee, il gruppo farmaceutico si ritroverà dunque con circa 90 milioni di euro di nuova liquidità che si andranno ad aggiungere ai circa 80-85 milioni di euro attualmente in cassa, per un totale di 160-170 milioni di euro a disposizione per possibili acquisizioni», ha detto ancora il manager che ha aggiunto: «Visto che nel frattempo il gruppo avrà abbattuto il rapporto tra debito finanziario netto ed ebitda a 1,4-1,5 volte, avrebbe spazio per potersi finanziare per un valore equivalente ad almeno due volte l’ebitda (che nel 2013 è stato di 130,2 milioni, a fronte di un fatturato di 536 milioni e di un debito finanziario netto di 250 milioni) per arrivare a una leva di 3,5 volte considerata equilibrata dal sistema bancario. Senza contare il fatto che le acquisizioni porterebbero con loro altro ebitda e quindi ulteriore capacità di indebitamento. In totale quindi avremo circa 500 milioni di euro di potenza di fuoco».
Rovati ha detto che «entro fine anno un paio di acquisizioni saranno portate a termine. Ci sono cinque dossier aperti, uno riguarda una possibile importante partnership in Estremo Oriente e quattro riguardano l’Europa».















