
Articolo pubblicato su BeBeez Magazine n. 42 del 30 maggio 2026, parte dello speciale BeBeez Private Equity Backed Managers ICT &Software Awards 2026
di Stefania Peveraro
Da 50 milioni di euro a quasi 250 milioni di ricavi in sei anni, con una crescita media annua del 30% dal 2022 e 18 acquisizioni completate sotto la guida di Clessidra Capital Credit, affiancata da Anima Holding e Italmobiliare. È questo il percorso che ha portato Impresoft a conquistare lo scorso 14 maggio il premio Crescita Business ai BeBeez Private Equity Backed Managers Software & ICT Awards, con il riconoscimento assegnato al ceo Alessandro Geraldi, peraltro già premiato da BeBeez a fine 2025 nella categoria software dei BeBeez Private Equity Backed Managers Awards 2025 (si veda altro articolo di BeBeez).
Nel ritirare il premio, consegnato da Stefania Peveraro, direttore di BeBeez, e Domenico Di Luccia managing partner Di Luccia & Partners (si veda qui il video delle premiazioni), Geraldi ha spiegato come la crescita del gruppo sia nata da una visione industriale molto precisa: costruire un operatore tecnologico focalizzato sulle esigenze delle pmi italiane e del Made in Italy. “Impresoft è un operatore specializzato nel mid market”, ha spiegato. “Pensiamo di essere un go-to player per il mid market e aiutiamo le aziende italiane a digitalizzare i loro processi: dalla gestione aziendale al customer engagement, dalla fabbrica all’utilizzo dell’AI, del cloud e della cybersecurity”.
Secondo Geraldi, alla base del progetto c’era la consapevolezza di un forte ritardo tecnologico delle imprese italiane. “L’Italia ha un debito tecnologico”, ha osservato. “Le aziende del Paese hanno infrastrutture tecnologiche insufficienti e pochi operatori veramente specializzati sulle esigenze tipiche del Made in Italy”.
Il manager ha spiegato che proprio questa scelta di focalizzazione sul manifatturiero italiano e sulle pmi ha rappresentato il principale driver di crescita del gruppo. “Ci sono operatori eccellenti focalizzati sui grandi gruppi internazionali, sulle financial institutions o sull’energy”, ha detto. “Ma il Made in Italy aveva bisogno di attenzione specifica e noi ci siamo concentrati lì. È stata una visione industriale corretta”.
Impresoft è nata nel 2019 “su volontà di illuminati imprenditori”, ha detto Geraldi, con circa 50 milioni di ricavi. “Quest’anno traguardiamo quasi 250 milioni”, ha ricordato il ceo. “Quando nel 2022 sono entrati Clessidra, Anima e Italmobiliare eravamo circa a 100 milioni di fatturato. Da allora abbiamo avuto un CAGR intorno al 30% annuo, sostenuto sia dalla crescita organica sia dalle acquisizioni”.
Secondo Geraldi, uno degli elementi distintivi del modello Impresoft è la forte coerenza strategica delle operazioni di m&a. “Le acquisizioni nascono da un’idea strategica”, ha spiegato. “Sappiamo cosa dobbiamo comprare e cosa dobbiamo costruire”.
Per il manager, la vera leva competitiva è combinare specializzazione verticale e tecnologia proprietaria. “Crediamo che la prima cosa importante sia scegliere un buon mercato e avere un posizionamento forte in quel mercato”, ha spiegato. “Siamo molto focalizzati sul manifatturiero, sul retail e su parte del pharma”.
Geraldi ha sottolineato anche l’importanza di sviluppare prodotti proprietari oltre ai servizi. “Quando hai un prodotto proprietario sei veramente orientato al cliente”, ha osservato. “Vuol dire che hai pensato molto in anticipo a quello che il cliente vuole e che hai sviluppato quel dominio verticale che oggi serve per applicare davvero l’intelligenza artificiale”.
Secondo il ceo, è proprio qui che si gioca oggi il vantaggio competitivo nel software. “L’AI senza dati e senza conoscenza verticale rischia di essere semplicemente un chatbot che può usare chiunque”, ha spiegato. “Noi invece pensiamo di avere le competenze giuste per guidare questa transizione”.
Geraldi ha poi ricordato come la crescita sia stata accompagnata anche da una forte attenzione alla qualità dell’integrazione e alla soddisfazione della clientela. “I numeri oggi ci danno ragione sia in termini di crescita sia di profittabilità e generazione di cassa”, ha detto. “Ma la cosa più importante per noi resta la relazione con i clienti”.
A questo proposito il manager ha evidenziato anche la qualità del lavoro svolto sul fronte organizzativo e di integrazione post-acquisizione. “Abbiamo fatto 18 operazioni dall’ingresso di Clessidra”, ha ricordato. “E non sono solo 18 società, perché in alcuni casi le realtà acquisite erano più di una. Poi abbiamo un bravissimo gruppo finance che semplifica, integra e fonde tutto”.
Infine, Geraldi ha voluto sottolineare il ruolo giocato dagli investitori finanziari nello sviluppo del gruppo. “Il supporto che ci stanno dando gli investitori, soprattutto Clessidra, è stato fondamentale”, ha concluso. “Abbiamo costruito un gruppo straordinario di talenti e siamo molto entusiasti anche per la crescita futura”.
Lo speciale BeBeez Private Equity Backed Managers ICT &Software Awards 2026 include anche i seguenti articoli:
- Software & ICT, l’m&a dei fondi non si ferma: già 45 operazioni di private capital nel primo trimestre 2026
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