
The Italian Sea Group (TISG), il gruppo cantieristico di Marina di Carrara, proprietario dei marchi Admiral, Tecnomar, Perini Navi e Picchiotti, quotato sul segmento STAR di Euronext Milan, e ammessa a inizio luglio alla procedura di concordato preventivo con riserva, ha confermato che TISG sta valutando la valorizzazione del Cantiere di La Spezia (ex Picchiotti), nell’ambito del proprio piano di risanamento, con il supporto del financial advisor Meti Corporate Finance. La società, con una nota diffusa venerdì 24 luglio, ha infatti precisato che sono in corso interlocuzioni con possibili soggetti interessati, ma che non è stato sottoscritto alcun accordo vincolante né sono state avviate trattative in esclusiva, e che qualsiasi cessione sarà comunque subordinata all’autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria, come previsto dalla procedura di concordato con riserva.
La precisazione è arrivata dopo le dichiarazioni rilasciate mercoledì 22 luglio a La Repubblica da Giovanna Vitelli, presidente di Azimut-Benetti, uno dei più prestigiosi costruttori di yacht e mega yacht al mondo, controllato dalla famiglia Vitelli e che dal 2023 vede nel suo capitale il PIF-Public investment fund, il fondo sovrano dell’Arabia saudita, che aveva acquisito allora una quota del 33%, con Tamburi Investment Partners, socio dal 2015, che in contemporanea aveva venduto circa il 4%, restando all’8,09% (si veda altro articolo di BeBeez). Giovanna Vitelli ha infatti detto: “Se ci saranno le condizioni siamo pronti a valutare l’acquisizione di alcuni asset”, riferendosi appunto al Cantiere di La Spezia di proprietà di TISG, parte del distretto nautico “Miglio Blu”. Il titolo TISG ha quindi vissuto un mini-rally mercoledì, quando ha chiuso a 1,52 euro, per poi ripiegare giovedì a 0,996 euro e recuperare venerdì, quando ha chiuso a 1,04 euro, in crescita del 4,42%.
L’operazione allo studio valuterebbe Cantiere La Spezia tra i 20 e i 30 milioni di euro. Il compendio era stato acquisito da TISG nel 2021 per 80 milioni, insieme agli altri asset di Perini Navi, aggiudicandosi l’asta indetta dal Tribunale di Lucca per il fallimento di Perini (si veda altro articolo di BeBeez). Azimut Benetti non sarebbe però l’unico pretendente. Anche il nome di Sanlorenzo, quotato a Piazza Affari, circola con insistenza (si veda qui La Nazione) e si fanno anche i nomi di Baglietto e Fincantieri, mentre Ferretti starebbe pensando a un’offerta per l’intero gruppo (si veda qui Bloomberg), che ai prezzi di venerdì capitalizza 55 milioni di euro.
Tutta la vicenda è partita lo scorso febbraio, quando il Consiglio di amministrazione ha preso atto dell’emersione di irregolarità contabili per celare extra costi nella realizzazione delle barche, che hanno inciso sulla marginalità e sull’efficienza della gestione delle commesse, che ha poi portato a inizio marzo a presentare una denuncia-querela nei confronti di alcuni ex- dirigenti apicali di TISG a capo di funzioni essenziali, che hanno agito in coordinamento tra di loro. Secondo quanto esposto nella querela, i soggetti indicati avrebbero posto in essere, nel tempo, una serie di condotte coordinate finalizzate a occultare la reale gestione delle commesse e a fornire all’amministratore delegato di TISG informazioni contabili di commessa e gestionali non corrispondenti alla realtà (si veda qui il comunicato stampa).

A febbraio, quando sono emersi gli extra budget, con una nota la società aveva comunicato che questi avevano avuto impatti negativi sulla posizione di cassa di TISG, in ragione della causata riduzione di marginalità operativa, combinata con la necessità di continuare a sostenere i costi di produzione delle commesse in corso. In questo contesto la società aveva definito un intervento di rafforzamento finanziario e quindi un finanziamento soci da parte dell’azionista di maggioranza, cioé l’amministratore delegato Giovanni Costantino, che, tramite la controllante GC Holding (azionista al 53,6%), a iniettato 25 milioni di euro (si veda qui il comunicato stampa). Nei giorni successivi si sono dimessi il presidente Filippo Menchelli, il vicepresidente Marco Carniani e la consigliera Laura Angela Tadini (si veda qui il comunicato stampa) e intanto la società ha affidato a KPMG un’indagine forensic sulla gestione delle commesse, che ha poi portato alla denuncia-querela di cui sopra (si veda qui il comunicato stampa). Il titolo TISG è così crollato dai circa 4,2 euro a cui quotava a metà febbraio a un minimo di 0,736 euro il 17 marzo.

L’assemblea degli azionisti del 22 luglio 2026 ha poi preso atto della gravità della situazione patrimoniale: dalla situazione non revisionata al 31 dicembre 2025 emerge infatti un risultato economico negativo di 163,8 milioni di euro, un debito finanziario netto di 131 milioni e un patrimonio netto negativo di 382,5 milioni, mentre la situazione al 30 aprile 2026 conferma l’integrale erosione del capitale, con un patrimonio netto negativo di 399,2 milioni, dopo un’ulteriore perdita netta di 16,7 milioni. Nel mezzo, il 13 marzo la società ha presentato istanza di Composizione Negoziata della Crisi (artt. 12 e ss. Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza), ottenendo le misure protettive dal Tribunale di Firenze e il 30 giugno il Cda ha deliberato l’accesso alla procedura ex art. 44 CCII, che disciplina il concordato preventivo con riserva (o in bianco), procedura a cui l’azienda è stata ammessa a inizio luglio (si vedano qui il comunicato stampa e qui la Relazione illustrativa del Cda all’assemblea).
Le linee guida del piano di risanamento, diffuse a maggio, indicano tra le iniziative: la rinegoziazione con le società armatrici per recuperare parte degli extra-costi, la rivalutazione del patrimonio immobiliare, la potenziale vendita di asset immobiliari non più strategici, da cui discende oggi il dossier sul cantiere di La Spezia, e possibili effetti positivi da un accordo con l’amministrazione finanziaria.
Intanto il 20 luglio, alla vigilia dell’assemblea, Giovanni Costantino si è dimesso da presidente e amministratore delegato, insieme al figlio Gianmaria Costantino, consigliere non esecutivo, facendo decadere l’intero Cda, che resta in regime di prorogatio fino alla nomina della nuova governance (si veda qui il comunicato stampa). Alla data delle dimissioni Costantino deteneva indirettamente, tramite GC Holding, il 53,604% del capitale di TISG.
In un’intervista a Pressmare, Costantino ha attribuito la crisi a una frode interna e non a un errore strategico, ha confermato la vendita dell’ex cantiere Picchiotti di La Spezia, ma ha escluso la cessione dei marchi del gruppo e negato qualsiasi intenzione di vendere l’intera società. Ha inoltre indicato l’assemblea per la nomina della nuova governance attorno al prossimo 10 settembre.
Intanto va a gonfie vele il business del potenziale acquirente Azimut Benetti. Come emerge dalla relazione annuale 2025 di TIP, Azimut Benetti nell’esercizio chiuso al 31 agosto 2025 ha proseguito nel trend di crescita significativa degli ultimi anni, con un valore della produzione di oltre 1,56 miliardi, in crescita rispetto all’esercizio precedente del 10% circa ed un ebitda rettificato di 245 milioni, con una marginalità in ulteriore incremento rispetto agli anni precedenti. La liquidità disponibile a fine esercizio è molto rilevante, oltre i 500 milioni. In una nota diffusa a settembre 2025, il gruppo aveva annunciato un backlog acquisito dal 1° gennaio 2025 pari a 2,5 miliardi di euro con estensione al 2029 e un piano di investimenti infrastrutturali in Italia e opere sui siti produttivi e sugli edifici direzionali, per un valore complessivo di 115 milioni di euro nel periodo 2024 – 2027. Piano che ora, includendo anche il 2028, raggiunge i 170 milioni si legge ancora su La Repubblica, che precisa che di questo totale 50 milioni sono stati già usati per il quartier generale e l’ampliamento del cantiere piemontese, mentre altri 100 milioni saranno impegnati sui siti toscani, tra Viareggio, dove si concentrano gli interventi più rilevanti, Livorno e Massa.















