Dopo due mesi di trattative fra Fedrigoni, le parti sindacali e il Mimit, si è chiusa la vertenza relativa a Giano 1264, la società creata nel 2022 in cui è stata scorporata la produzione di fogli per le fotocopiatrici e di carte per ufficio, la cui creazione all’epoca non è stata gradita nè dai sindacati nè dalla classe politica locale, preoccupati dalle implicazioni delle possibili scelte realizzate dall’azienda madre (si veda altro articolo di BeBeez). Fedrigoni, lo ricordiamo, è uno dei principali produttori mondiali di carte speciali, materiali autoadesivi e soluzioni per l’identificazione di prodotti attraverso l’uso delle radio-frequenze, controllato da Bain Capital e BC Partners da luglio 2022 (si veda altro articolo di BeBeez).
L’azienda, al termine dell’incontro che si è tenuto lunedì 9 dicembre nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e alla presenza di tutte le parti sociali coinvolte, ha siglato due accordi, uno con il Mimit e l’altro con le rappresentanze sindacali, che prevedono un anno di cassa integrazione straordinaria a fronte del ritiro della procedura di licenziamento collettivo da parte del gruppo industriale (si veda qui il comunicato).
Quest’ultimo incontro segue i precedenti del 24 ottobre e del 6 novembre, durante i quali Fedrigoni e le controparti si erano confrontate sulle misure da adottare per ridurre il più possibile l’impatto occupazionale sulle persone coinvolte dalla decisione di uscire dal business dell’ufficio con la conseguente chiusura di Giano, comunicata il 7 ottobre scorso (si veda qui il comunicato).
“Il traguardo raggiunto oggi non è un punto di arrivo, bensì un punto di partenza: la tutela delle nostre persone rimane per noi una priorità assoluta e l’obiettivo dei prossimi 12 mesi sarà quello di trovare ricollocazioni per il numero più alto possibile di persone impattate dalla chiusura di Giano, che entro fine anno cesserà di produrre e commercializzare la carta da fotocopie”, ha dichiarato Marco Nespolo, amministratore delegato.
“L’anno che abbiamo davanti ci darà il tempo di identificare nuove opportunità occupazionali anche grazie al potenziamento di segmenti del business Fabriano come le carte speciali per il disegno artistico, le carte di sicurezza e i prodotti per la scuola e la cartoleria realizzati nelle Marche e su cui intendiamo investire”, ha continuato Nespolo precisando che il gruppo ha “un piano di investimenti per i prossimi 4 anni (2025-2028) di oltre 300 milioni di euro a livello globale, di cui una parte destinata ai nostri cinque stabilimenti delle Marche, per sviluppare prodotti sempre più belli, performanti e sostenibili ma anche per rendere più efficienti, sicuri e a basso impatto ambientale i nostri siti produttivi”.
E proprio in merito al business di Fabiano citato da Nespolo, occorre ricordare come l’azienda alla fine di settembre abbia deciso di fermarne il processo di vendita, scegliendo di valutare alternative di tipo industriale rispetto alla cessione, di cui si parlava dalla scorsa estate, quando l’azienda aveva affidato un incarico esplorativo a Stifel Financial, banca d’affari americana (si veda altro articolo di BeBeez).
La decisione fa parte di un piano strategico volto a concentrarsi sulla fascia alta del mercato, realizzando carte speciali per applicazioni industriali, come le etichette anticontraffazione, le confezioni per il lusso e per i vini, oppure quelle speciali per applicazioni come arte e design.
Nell’ambito di questo processo è contemplata anche la dismissione di alcune attività, come appunto Giano 1264, ma anche qualche passo indietro rispetto a precedenti acquisizioni annunciate, come quella comunicata a giugno 2024 di BoingTech, uno dei principali produttori mondiali di etichette autoadesive intelligenti (inlay e tag RFID), dalla holding cinese Shanghai Inlay Link Inc (si veda altro articolo di BeBeez).
Fedrigoni, infatti, il 4 novembre ha comunicato la decisione di non procedere con quest’operazione, a seguito di mutate condizioni rispetto agli obblighi e impegni tra le parti previsti inizialmente (si veda qui il comunicato).
Quali i prossimi passi della vicenda Giano?
In prima battuta, nell’ottica di mantenere il più possibile i livelli occupazionali nelle Marche, il 24 ottobre l’azienda ha comunicato (si veda qui la nota) di aver deciso di potenziare il business delle carte di sicurezza (quelle usate per i passaporti, per esempio), dove c’è un opportunità industriale derivante dalle condizioni di mercato e si potranno creare 48 nuovi posti di lavoro, a partire da inizio 2025, presso lo stabilimento di Fabriano. Qui si continueranno a produrre anche la carta per il disegno artistico e i termoformati in cellulosa per il packaging a marchio Éclose, ha sottolineato l’azienda, smentendo le voci cirolate su alcuni media locali che davano lo stabilimento in chiusura.
“Inoltre, abbiamo deciso di investire sul potenziamento delle nostre carte colorate per il disegno artistico: le linee Fabriano Colore, Fabriano Digital White e Fabriano Digital Color. Queste tipologie di carta sono prodotte nello stabilimento di Pioraco e poi tagliate a Rocchetta. Grazie a questa decisione vi saranno altre 10 nuove opportunità di lavoro nel sito di Rocchetta, che rimarrà quindi operativo non solo con il magazzino e il centro logistico ma anche con il reparto di produzione e trasformazione. A questi si aggiungono 31 posizioni legate alla gestione dei servizi generali (spedizioni, manutenzione, gestione della centrale termoelettrica, ecc.), più altre 16 posizioni vacanti da coprire immediatamente.
Sono dunque 105 al momento i posti di lavoro che riusciremo ad offrire nelle Marche, a cui si aggiungono 55 posizioni aperte negli stabilimenti di Fedrigoni nel Trentino e a Verona, per cui sono già arrivate manifestazioni spontanee di interesse da alcuni colleghi di Giano”, aveva dichiarato Giuseppe Giacobello, responsabile relazioni industriali del Gruppo Fedrigoni.
In una successiva comunicazione del 4 novembre, Nespolo aveva anche parlato del piano di investimenti di Fedrigoni per i prossimi 4 anni (2025-2028): “su oltre 272 milioni di euro a livello globale, destineremo 117 milioni di euro per rendere ancora più efficienti, sicuri e sostenibili i nostri siti produttivi in Italia e quasi la metà di questi fondi (56 milioni di euro) saranno destinati agli stabilimenti delle Marche dove realizziamo, tra l’altro, i prodotti a brand Fabriano. In questo quadro, purtroppo, non rientra la carta da fotocopie, un business in declino inarrestabile che dal 2018 a oggi ha visto ridurre del 42% la produzione a livello globale da parte dei principali player del mercato”.
Alla fine del processo, al netto di 22 lavoratori che erano temporanei e sono già usciti dal perimetro aziendale, la Cigs riguarderà i 173 dipendenti di Giano e sarà integrata da Fedrigoni con ristori utilizzabili sulla piattforma di welfare aziendale. Inoltre, sono stati rimodulati incentivi per chi opterà per il prepensionamento o per l’uscita entro la fine del 2025.















