Ha chiuso in grande ripresa nel 2024 il mercato del private equity e del venture capital italiano, con un boom di investimenti, che hanno raggiunto i 14,9 miliardi (+83% dal 2023 da 8,16 miliardi), di disinvestimenti per un controvalore al costo di 5,7 miliardi (+231% da 1,73 miliardi) e di raccolta che ha toccato i 6,673 miliardi di euro (+77% da 3,77 miliardi).
E’ emerso ieri dall’analisi periodica condotta da AIFI (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt) in collaborazione con PwC Italia (si vedano qui il comunicato stampa, qui le slide di presentazione e qui l’intero report annuale). Il trend era peraltro già evidente nei dati del primo semestre presentati da AIFI lo scorso settembre (si veda altro articolo di BeBeez), in recupero dopo un 2023 che era stato un annus horribilis per il mercato: la raccolta era scesa del 36% dal 2022, l’ammontare investito dagli operatori era crollato del 66% e anche i disinvestimenti avevano registrato una caduta libera del 61% (si veda altro articolo di BeBeez).
Andando nel dettaglio dei dati, sul fronte della raccolta gli operatori che nel 2024 hanno svolto attività di fundraising sono stati 42 (35 nel 2023). Con riferimento alla provenienza geografica dei fondi raccolti sul mercato, la componente domestica ha rappresentato il 66%, mentre il peso di quella estera è stato del 34%. A livello di fonti, il 17% della raccolta deriva da fondi pensione e casse di previdenza (984 milioni di euro), seguiti dal settore pubblico (16%, 937 milioni) e dai fondi di fondi privati (10%, 577 milioni).
Quanto all’ammontare investito, le statistiche sono state trainate dalla presenza significativa di grandi operazioni sia nel comparto delle infrastrutture sia in quello dei buyout, che invece erano state in numero ridotto nel 2023. Nel corso del 2024, infatti, sono stati realizzati 10 large deal e 6 mega deal, che insieme hanno rappresentato il 59% dell’ammontare complessivo investito nell’anno (8,8 miliardi di euro). Nel 2023, invece, erano stati realizzati solamente 6 large deal e 4 mega deal, per un peso del 36% dell’ammontare complessivo investito nell’anno (2,9 miliardi). Da sottolineare che le operazioni caratterizzate da un ammontare inferiore ai 150 milioni di euro (small e medium deal) hanno attratto oltre 6 miliardi di euro, rappresentando il valore più alto di sempre.
La ripresa delle attività era stata già anticipata dal Report Private Equity 2024 di BeBeez (disponibile agli abbonati di BeBeez News Premium e BeBeez Private Data) di fine gennaio che ha indicato 588 operazioni di private equity annunciate o concluse nel 2024 in Italia. Una cifra ben più alte di quella segnata nel 2023, quando erano state mappati 549 deal (si veda qui il Report Private Equity 2023 di BeBeez ), in linea con le 552 operazioni del 2022 (si veda qui il Report Private Equity 2022 di BeBeez). Lo calcola BeBeez Private Data, il database del private capital di BeBeez, tenendo conto sia dell’attività di investimento sia di quella di disinvestimento e considerando non solo le operazioni annunciate dai fondi, ma anche quelli organizzati da club deal di investitori privati e da holding di investimento. Il dato indica un livello di attività mai raggiunta da quando BeBeez ha iniziato a mappare il mercato.
Tornando ai dati di AIFI, il numero di operazioni mappato è stato di 732, in lieve calo (-2%) rispetto alle 750 del 2023, ma ricordiamo che AIFI include nel calcolo anche le operazioni di venture capital, mentre BeBeez le mappa a parte. Nel dettaglio, nel 2024 il segmento dell’early stage (seed, start up e later stage) ha mostrato una contrazione del 5% del numero di operazioni (437 nel 2024, contro 458 nel 2023) e una crescita del 22% dell’ammontare investito, passato da 762 a 927 milioni di euro. Il dato di investimento di venture capital di AIFI differisce da quello calcolato da BeBeez perché include soltanto le operazioni condotte da soggetti strutturati come fondi di investimento, senza contare quelle condotte da soggetti diversi come corporate venture capital, business angel, crowd di piattaforme di crowdfunding. Inoltre AIFI mappa solo i deal su aziende con sede in Italia, mentre nel caso degli investimenti di venture capital BeBeez considera anche startup o scaleup con sede all’estero ma con founder italiani. In questo modo il Report Venture Capital 2024 di BeBeez (disponibile agli abbonati di BeBeez News Premium e BeBeez Private Data) ha mappato oltre 1,7 miliardi di euro di investimenti nell’anno per 287 round di raccolta.
Sul fronte del private equity, secondo AIFI, le operazioni di buyout, con 6,5 miliardi di euro e 185 operazioni (5.469 milioni e 170 investimenti nel 2023), si sono classificate al primo posto in termini di ammontare, pari al 44% del totale, con un aumento del 19% dell’ammontare e del 9% del numero. Gli investimenti in infrastrutture sono stati 39 (-11% rispetto alle 44 del 2023), ma hanno attratto un ammontare pari a 6.162 milioni di euro, contro i 937 milioni dell’anno precedente, grazie alla presenza di alcuni deal di dimensioni rilevanti. Nel segmento dell’expansion sono stati investiti 695 milioni, in calo del 26% rispetto all’anno precedente (941 milioni), distribuiti su 56 operazioni (-18% rispetto alle 68 del 2023). Con riferimento all’origine geografica degli operatori, rimane elevato l’interesse dei soggetti internazionali per il mercato italiano: nel 2024, infatti, il 71% dell’ammontare complessivo è stato investito da operatori esteri (10.645 milioni). A livello settoriale, il 2024 ha visto al primo posto per numero di investimenti il comparto Ict, con il 30% delle operazioni totali, seguito dai beni e servizi industriali, 17%, e dal medicale, 11%.
“Nel 2024 si vedono nuovamente le grandi operazioni, che portano l’ammontare totale investito a 15 miliardi, il secondo valore più alto di sempre”, ha detto Innocenzo Cipolletta, presidente AIFI. “Preoccupa, invece, l’ulteriore calo delle operazioni di capitale per lo sviluppo, che nel corso dell’anno sono state solamente 56”.
“Il 2024 è stato caratterizzato dal ritorno degli investimenti di grandi dimensioni sia in ambito infrastrutture che nel segmento buy out”, ha precisato Francesco Giordano, Private Equity Leader di PwC Italia. “Oltre al ritorno dei large e mega deal va sottolineata la notevole crescita dei disinvestimenti (sia a valore che in numero) e la crescita della raccolta, che sempre di più viene effettuata a livello domestico, dimostrando che anche i grandi investitori istituzionali italiani hanno compreso le potenzialità dell’asset class private equity”.

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