Passa al 100% la partecipazione detenuta da Iren nella multiutility piemontese Egea Holding spa (si veda qui il comunicato stampa), in cui l’anno scorso sono stati trasferiti i rami operativi di Egea spa, Egea commerciale srl ed Egea Produzioni e Teleriscaldamento srl.
Iren, multiutility quotata a Piazza Affari, ha infatti deciso di esercitare l’opzione call sull’intera partecipazione residua ancora in capo a MidCo 2024 srl, pari al 47,23% del capitale, per un corrispettivo di 74,8 milioni di euro e porta a 169,8 milioni il totale investito finora.
Iren aveva acquisito il 1° agosto 2024 un primo 50% di Egea Holding, sulla base di un accordo di investimento dal valore complessivo in aumento di capitale di 85 milioni di euro, siglato a fine marzo dello stesso anno (si veda altro articolo di BeBeez). Il restante 50% di Egea Holding era rimasto allora in capo a MidCo 2024 srl, il cui capitale sociale è interamente detenuto da Egea spa, che era stata ammessa alla composizione negoziata della crisi a giugno 2023 e che continua a far capo a Pier Paolo Carini (ex presidente del Consiglio di Gestione e figlio del fondatore Emanuele).
L’accordo firmato allora assegnava a Iren sia un’opzione call della durata di quattro anni, esercitabile a partire dal 31 marzo 2025, per acquisire la quota di partecipazione detenuta da MidCo 2024 srl, sia della facoltà, a partire dal 1° gennaio 2025, di sottoscrivere un aumento di capitale riservato sino a un massimo di 42,5 milioni di euro, per portare la quota di Iren in Egea Holding al 60%, per dare seguito a ulteriori investimenti di sviluppo, in via prevalente nel teleriscaldamento e nel servizio idrico integrato. Proprio sulla base di quest’ultimo diritto, nel novembre dello scorso anni il Cda di Iren aveva deliberato la sottoscrizione di un aumento di capitale per un massimo di 20 milioni di euro in Egea Holding (si veda qui il comunicato stampa di allora). Una prima tranche dell’operazione, con una sottoscrizione di 10 milioni di euro, si era poi conclusa lo scorso gennaio e aveva portato Iren al 52,77% di Egea Holding (si veda qui il comunicato stampa di allora)
“Con l’acquisto del capitale restante di Egea Holding acquisiamo il 100% della azienda e si conclude la prima fase di rilancio della nuova Egea: abbiamo ristrutturato con successo un gruppo che fino a un anno e mezzo fa era in grosse difficoltà finanziarie e lo stiamo rilanciando con un solido piano di sviluppo industriale. Abbiamo fatto prevalere l’idea di un progetto industriale, grazie anche alla collaborazione di stakeholder, istituzioni e territorio e grazie al supporto essenziale delle lavoratrici e lavoratori di Egea: i risultati ci stanno dando ragione. L’esercizio dell’opzione call ci permetterà di lavorare sulla crescita, puntando alle sinergie derivanti dall’ingresso in un grande gruppo come il nostro” ha dichiarato Luca Dal Fabbro, presidente esecutivo di Iren, che ieri ha anche reso noti i conti relativi al 2024, che si è chiuso con un utile netto di gruppo attribuibile agli azionisti pari a 268,5 milioni di euro, in aumento (+5,4%) rispetto al risultato dell’esercizio 2023. La crescita riflette l’andamento dell’ebitda, pari a 1,2 miliardi di euro, +6,5% rispetto agli 1,1 miliardi dell’esercizio 2023 (si veda qui la presentazione agli analisti).
Sempre commentando l’operazione Egea Holding, Gianluca Bufo, amministratore delegato e direttore generale di Iren, ha aggiunto: “Dal mese di agosto 2024, abbiamo lavorato incessantemente su Egea in un unico team di persone, ristrutturando i processi aziendali evolvendoli a quelli del Gruppo Iren, valorizzando gli asset e le competenze. Con l’esercizio della call, entriamo ancora più nel vivo di questo processo, creando valore ulteriore non solo per Iren, ma anche per il territorio storico in cui opera Egea. Il brand Egea non scomparirà: rappresenta un valore che intendiamo preservare, testimonianza di un legame che continua a incarnare vicinanza nei cittadini e istituzioni di questi territori. Guardiamo al futuro con ottimismo, sulla base del piano industriale e dei relativi benefici duraturi associati a questa operazione”.
Quando è stato sottoscritto l’accordo di investimento Egea aveva un ebitda stimato, a fine 2024, pari a 55-60 milioni di euro e una posizione finanziaria netta rilevata al 30 aprile 2024 di 175 milioni. Prima della crisi, il gruppo Egea aveva chiuso il 2021 con un valore della produzione che, complice il forte aumento del prezzo dell’energia, aveva superato quota 1,5 miliardi di euro. L’ebitda era risultato pari ai 65,4 milioni di euro, l’utile netto si era attestato a 16 milioni di euro mentre gli investimenti avevano superato i 45 milioni. a fronte di un debito netto di 129,7 milioni. Il gruppo nel Piano Industriale 2022 – 2030 prevedeva investimenti per 430 milioni di euro destinati alla sostenibilità (si veda qui il comunicato stampa sui risultati 2021).
Il gruppo era considerato un gioiello nel settore nel territorio e aveva ottenuto ampio credito dal mercato. A settembre 2022 Illimity Bank aveva strutturato con il ruolo di arranger un’operazione di cartolarizzazione di crediti commerciali originati dalla controllata del gruppo Egea, Egea Commerciale, che prevedeva la cessione a un spv di crediti per un massimo di 100 milioni di euro nell’arco di 36 mesi al fine di liberare capitale circolante per la società (si veda altro articolo di BeBeez). Ad agosto 2022, la multiutility delle Langhe aveva emesso un minibond da 10 milioni di euro interamente sottoscritto sempre da illimity Bank e finalizzato a sostenere l’attuazione del piano industriale focalizzato sulla crescita (si veda altro articolo di BeBeez). In precedenza il gruppo aveva emesso un minibond da 15 milioni di euro, che era stato quotato all’ExtraMOT Pro nel 2015 (si veda altro articolo di BeBeez) e di cui una quota da 2,2 milioni era stata sottoscritta dal fondo di private debt di Zenit sgr (si veda altro articolo di BeBeez). Il bond era stato rimborsato a scadenza nel 2021. Egea era stata tra le prime società italiane a emettere minibond: aveva infatti collocato un titolo da 5 milioni nell’ottobre 2012 con scadenza 2017.














