La decisione di Donald Trump di mettere in pausa i dazi tariffari sui prodotti elettronici provenienti dalla Cina ha favorito il diffondersi sul mercato della sensazione che in materia di relazioni commerciali tra Usa e Cina si stiano facendo strada atteggiamenti più distesi e meno aggressivi.
I mercati borsistici ne hanno prontamente beneficiato soprattutto all’inizio della settimana.
Nella seconda metà dell’ottava, tuttavia, l’andamento degli indici ha riflesso soprattutto gli effetti i diversi orientamenti di economia monetaria sulle due sponde dell’Atlantico.
Se da un lato la decisione della Bce di tagliare i tassi ufficiali di 25 centesimi ha avuto un effetto tonificante sui listini di tutto il Vecchio Continente, con progressi dell’ordine del 5% settimanale, Oltreoceano il presidente della Fed Jerome Powell non ha escluso che possa rendersi necessario un innalzamento dei tassi per far fronte alle pressioni inflazionistiche generate dai nuovi dazi doganali dell’Amministrazione, suscitando tra l’altro reazioni risentite da parte del presidente Usa.
Quindi, in una settimana che ha visto comunque una generale ripresa dei titoli del private capital selezionati da BeBeez su eToro e riportati sulla pagina Trading Floor, con soli tre titoli in rosso, e di poco, non sorprende che i titoli favoriti dagli investitori siano stati, per la parte europea, uelli degli specialisti in equity, e sulla sponda americana quelli del private debt.
Tra i primi, ancora una volta, troviamo la tedesca Mutares (+11,5%), che oltre all’effetto Bce ha beneficiato, ancora una volta, delll’austriaca Steyr, produttrice di componenti meccanici per veicoli off road e militari, di cui Mutares in settimana ha collocato sul mercato grazie a un accelerated book building, circa 900 mila azioni, per un incasso complessivo di circa 31 milioni di euro, mantenendo comunque una quota superiore al 40% (si veda qui il comunicato stampa), il che fa supporre una bella plusvalenza visto che da inizio anno il prezzo del titolo Steyr è più che triplicato.
Al secondo posto della graduatoria per performance troviamo Cion Investment Corporation (+7,3%), gestore statunitense di fondi di private debt e infrastrutturali, che ha tratto vantaggio dal venire meno delle aspettative più cupe, legate all’effetto dazi, sull’economia mondiale e su quella americana in particolare, per le quali si paventava l’entrata in recessione, unite all’ormai scontato definitivo arresto della discesa dei tassi Oltreoceano.
Sul gradino più basso del podio troviamo un altro investitore a stelle e strisce in private debt, la Crescent Capital BDC di Los Angeles (+6,8%), spinto dalla notizia che l’asset manager Usa Franklin Resources Inc ha ripetutamente incrementato le sue posizioni sul titolo negli ultimi mesi.
Giù dal podio troviamo un altro investitore europeo specializzato in equity: la britannica 3i Group plc (+6,3%), che nelle ultime due settimane ha guadagnato il 22% grazie anche a un atteggiamento più benevolo di Trump verso La Gran Bretagna in materia di dazi doganali.
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