38 €
Autore: Luisa Azzena, Giulia Boletto, Dino Buoncristiani
Casa editrice: Pacini Giuridica
Anno di pubblicazione: 2024
Acquista su AmazonDescrizione prodotto
Il volume Diritto dello sport. Percorsi interdisciplinari, con Prefazione di Daniele Masala - ex campione olimpico, oggi studioso e docente di grande fama - la senza trascurare importanti profili economico-aziendalistici, affronta il diritto sportivo da tutti i punti di vista. Gli autori sono tutti docenti di materie giuridiche ed economiche nell’Università di Pisa, in alcuni casi incaricati dei corsi di Diritto dello sport attivati presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo pisano. L’interdisciplinarità di cui al sottotitolo si coglie nella compresenza di trattazioni giuridiche variegate e complete. Affidate alla penna di specialisti di ambiti diversi, che nella realizzazione dell’opera si sono ben integrati dando vita a contributi complementari, assicurano al lettore una visione d’insieme sulla materia. La funzione del testo è anzitutto formativa, ma la varietà di chiavi di lettura e la presenza di numerosi riferimenti bibliografici possono farne il punto di partenza per specifici approfondimenti, preziosi nei numerosi contesti in cui si vanno sviluppando percorsi di formazione specialistica sul diritto dello sport a tutti i livelli, in linea con l’attenzione dedicata dal legislatore a questo settore negli ultimi anni, a partire dalle radicali riforme della legislazione ordinaria sino alla novella dell’art. 33 della Costituzione. Al di là delle specificità giuridiche il testo richiama l’attenzione su un abito, lo sport, che costituisce un importante volet economico, quanto un fattore di coesione sociale nonché un ambito culturale, basti pensare al rilievo di alcune manifestazioni. Non è un caso che sia stato presentato all’interno di un Convegno che ha inteso promuovere una riflessione sulla funzione dello sport nella società attraverso le sue regole giuridiche interdisciplinari in costante divenire, con il coinvolgimento anche di protagonisti del mondo sportivo, del territorio e non solo, che si sono interrogati su come nelle loro esperienze vengano attuati i principi costituzionali in tema di sport e inclusione. Quest’ultimo un tema che sta diventando di sempre maggior rilievo in una società che diviene ogni giorno più composita e complessa. Il volume, come accennato, ha una funzione in primo luogo formativa, riconoscibile nel taglio prevalentemente manualistico che lo caratterizza. Tuttavia, la varietà delle chiavi di lettura giuridiche impiegate per studiare lo sport, oltre a numerosi riferimenti bibliografici, possono fare di questa opera anche un punto di partenza per approfondimenti ulteriori rispetto alla conoscenza istituzionale e introduttiva della materia. La materia sportiva ha infatti guadagnato nella società una importanza crescente, alla quale i legislatori, i protagonisti e tutti gli stakeholders stanno rispondendo con un notevole sforzo di affinamento delle regole in molti campi.
A margine del convegno abbiamo incontrato il Curatore e tra gli altri autori Giulia Boletto ai quali abbiamo chiesto Com'è nata e perché l'idea di questo volume?
“L’idea è maturata nell’ambito di un progetto di ricerca di Ateneo, in cui alcuni colleghi giuristi -e un economista - dell’Università di Pisa, aventi specializzazioni diverse, si sono chiesti come le regole dello sport, oggi in rapida trasformazione, potessero costituire un veicolo di effettività dei principi di dignità, uguaglianza e coesione sociale in questo settore. Ci siamo resi conto che mancava una visione d’insieme, un testo che tenesse insieme tutte le prospettive giuridiche secondo le quali la materia sportiva può essere studiata.”
Quali sono gli aspetti giuridici più trascurati o che presentano lacune in materia?
“Molte incertezze sussistono in tema di inquadramento del rapporto di lavoro, di risoluzione delle controversie, di regimi fiscali applicabili, oltre che con riguardo ai margini di intervento della Corte di giustizia Ue nel sistema sportivo domestico. Con il testo che oggi si presenta abbiamo cercato di fare chiarezza su questi aspetti, qui richiamati solo esemplificativamente.”
Quanto il diritto può consentire allo sport di essere considerato non solo svago e fonte di socializzazione ma un ambito culturale?
“Moltissimo, perché un quadro di regole chiaro implica e facilita la presenza di operatori, tecnici e consulenti che siano in grado di supportare i protagonisti - atleti e non solo - nello svolgimento dell’attività sportiva in tutte le sue fasi con maggiore sicurezza e serenità. La cultura dello sport, - oggi da valorizzare, come ci ricorda l’art. 33 Cost, ultimo comma - necessita di una conoscenza dei diritti, doveri e procedure, in grado di assicurare una equa applicazione di tutte le regole vigenti nei vari ambiti, e di tamponare qualche inciampo del legislatore, quando ciò si renda necessario.”
A cura di Ilaria Guidantoni















