Procedura di composizione negoziata di crisi, ottenuta dal Tribunale di Asti, e chiusura di 50 negozi entro il prossimo anno, con le prime chiusure già effettuate in Piemonte.
Sono questi i punti salienti che evidenziano il nuovo capitolo buio di Conbipel, la catena italiana di abbigliamento di cui il Ministero delle Imprese e del Made in Italy a marzo 2024 aveva nominato l’avv. Luca Jeantet commissario straordinario per la fase liquidatoria della società, nella procedura di amministrazione straordinaria (si veda qui la Gazzetta Ufficiale).
Ricordiamo che ad agosto 2022, dopo essere finita in amministrazione straordinaria nel gennaio 2021, la società era passata sotto il controllo di Grow Capital Global Holdings PTE, operatore di private equity di Singapore che aveva acquisito i complessi aziendali della procedura di amministrazione straordinaria dell’azienda (si veda altro articolo di BeBeez). All’operazione aveva partecipato anche il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa gestito da Invitalia per conto del Ministero dello Sviluppo Economico.
A dare la notizia del nuovo momento di crisi della società sono stati diversi media, fra cui La Stampa e Il Corriere della Sera, che hanno spiegato come uno ad uno stiano chiudendo i negozi legati allo storico marco di abbigliamento di Cocconato d’Asti, a iniziare da quello di Biella a quello di Vercelli, che ha abbassato definitivamente le saracinesche tre giorni fa.
La situazione debitoria è pesante e il piano di ristrutturazione prospettato dall’azienda preoccupa fortemente i sindacati che hanno anche chiesto l’intervento urgente del Ministero delle imprese e del made in italy, ha scritto il quotidiano di via Solferino, spiegando come siano almeno 1300 i posti a rischio, di cui 400 legati alla chiusura dei punti vendita, mentre per la sede di Cocconato è stata evidenziata la necessità di ricorrere alla cassa integrazione straordinaria, a seguito della contrazione della rete di vendita.
In attesa dell’incontro con la proprietà dell’azienda previsto per il 10 dicembre prossimo al Mimit, intanto la crisi si allarga ad altre regioni oltre al Piemonte. L’8 dicembre per esempio, dovrebbe chiudere anche il punto vendita di Atripalda, in provincia di Avellino, con la società proprietaria che non si è presentata al tavolo convocato per il 3 dicembre presso il Palazzo di Governo di Avellino.
Ricordiamo che il marchio di moda fa capo al veicolo italiano utilizzato dal private equity di Singapore quando aveva rilevato la società da Oaktree Capital Management, che si chiama BTX Italian Retail and Brands e fa capo alla società danese BTX Group A/S, acquisita da Grow Capital Global nel 2019. Questa opera nel segmento femminile con i marchi Brandtex (attivo dal 1935), Cisco, Jensen Women e Signature e, appunto, BTX.
Ricordiamo che a novembre 2023 BTX Italian Retail and Brands aveva venduto il ramo logistico di Conbipel, gestito presso il magazzino di 70.000 mq in Cocconato d’Asti, a DHL Supply Chain Italia spa, società del Gruppo DHL specializzata nella gestione di servizi logistici integrati per le imprese.
Due mesi prima Conbipel si era assicurata un finanziamento in direct lending da 15 milioni di euro (assistito dalla garanzia Supportitalia di SACE) ed erogato da Anthilia GAP (si veda altro articolo di BeBeez), il fondo di capitale ibrido gestito da Anthilia Capital Partners sgr (si veda altro articolo di BeBeez), per accelerare lo sviluppo del proprio piano industriale, favorendo le iniziative strategiche previste per il rilancio.
Conbipel è nata nel 1958 a Cocconato d’Asti (Asti) come rivenditore di capi in pelle di qualità e poi si è allargata alla produzione tessile. La sua rete di vendita si articola oggi in oltre 100 negozi monomarca prevalentemente a gestione diretta. Finita in crisi, era stata rilevata nel 2007 dal fondo specializzato in turnaround aziendali Oaktree Capital Management, tramite il veicolo OCM Luxembourg Stilo Investment sarl. A vendere era stata la famiglia Massa. A fine giugno 2014, il Tribunale di Asti aveva omologato l’accordo di ristrutturazione dei debiti sulla base dell’art. 182-bis della Legge fallimentare. Terminato il percorso di ristrutturazione, il gruppo era uscito dal tunnel e Oaktree nell’ottobre 2015 l’aveva messa in vendita (si veda altro articolo di BeBeez), ma senza successo, fino a quando è stata ceduta (2022) a Grow Capital Global Holdings PTE.















