I produttori italiani di yacht di lusso Sanlorenzo e Ferretti Group si alleano per andare al salvataggio di Perini Navi (si veda qui il comunicato stampa), dichiarata fallita dal tribunale di Lucca il 29 gennaio scorso, dopo che il giudice non le ha concesso una ulteriore proroga per presentare il piano concordatario (si veda altro articolo di BeBeez), dopo quella ottenuta nell’ottobre 2020 che fissava il termine al 15 gennaio 2021 (si veda altro articolo di BeBeez). L’udienza era poi slittata, ma soltanto al 26 gennaio.
Nel frattempo Blue Skye e Arena Investors avevano siglato un accordo con Perini Navi e la controllante Fenix Holding per sottoscrivere un bond a 4 anni da 30 milioni di euro in prededuzione (si veda altro articolo di BeBeez) dopo che i due investitori avevano depositato un’offerta vincolante lo scorso autunno (si veda altro articolo di BeBeez). Il problema, però, è che nel frattempo non era stato trovato ancora un accordo con le banche (le più esposte sono Banca Ifis e Mps). Tra le commesse ancora da consegnare c’è in particolare quella di Larry Ellison, il fondatore di Oracle, che aveva dato mandato alla società, nel 2017 (contratto rinnovato a inizio 2021), di realizzare una barca a vela del controvalore di 54-56 milioni.
Così alla fine il Tribunale ha deciso per il fallimento e ha disposto l’esercizio provvisorio, in quanto “dall’interruzione dell’attività può derivare un danno grave tenuto conto, tra l’altro, del regime concessorio per le aree demaniali utilizzate dai cantieri Perini a Viareggio e a La Spezia”. Curatore fallimentare è stato nominato Franco Della Santa. Sarà lui ora a decidere quando indire la prima asta per la vendita di Perini e fissare il prezzo-base.
La notizia dell’interesse di Sanlorenzo e Ferretti per Perini Navi era trapelata da inizio febbraio 2021, ma non era noto che intendessero allearsi per raggiungere l’obiettivo (si veda altro articolo di BeBeez). Le società nelle scorse settimane avevano formalmente presentato le loro candidature alla procedura in atto. A Sanlorenzo si diceva interessassero in particolare lo stabilimento di Viareggio e il marchio Perini Navi, mentre Ferretti guarderebbe con maggiore attenzione al sito produttivo di La Spezia. Sanlorenzo nel maggio 2020 aveva spuntato l’esclusiva per la maggioranza di Perini Navi (si veda altro articolo di BeBeez). Ma poi l’esclusiva era scaduta senza un nulla di fatto.
Nel dettaglio, Ferretti Group e Sanlorenzo hanno creato una newco paritetica e con questa hanno manifestato interesse a formulare un’offerta che preveda l’acquisizione di marchi, asset e attività italiane di Perini Navi, anche, eventualmente, previo affitto di ramo d’azienda, così da garantire una più agile e rapida ripresa delle attività produttive e il mantenimento dei livelli occupazionali.
L’avvocato Alberto Galassi, amministratore delegato di Ferretti Group, ha commentato: “Giornata importante per la nautica italiana, per i dipendenti e le famiglie di Perini Navi. Passione, esperienza e competenze uniche che in questo modo continueranno a essere tutelate. Così come l’indotto di Perini Navi, che oggi viene salvaguardato, composto di tanti fornitori a cui verrà restituita e assicurata serenità. Come Ferretti Group siamo alla continua ricerca di eccellenze e abilità che si integrino con le nostre: spesso, vedi il caso di oggi, le troviamo in Italia. Siamo sicuri che il nostro impegno si tradurrà in ulteriore crescita con benefiche ricadute sul territorio e maggior splendore per la nautica italiana. Mi piace anche sottolineare l’importanza storica dell’alleanza con Sanlorenzo, in linea con il nuovo spirito di collaborazione che si respira nel Paese: un benefico ampliamento di orizzonte che ci permetterà di cogliere ancora più opportunità e successi”.
Il Cav. Massimo Perotti, presidente esecutivo di Sanlorenzo, ha spiegato: “Ho cominciato la mia storia professionale nella nautica a Viareggio proprio nel luogo e nell’anno in cui a pochi passi nasceva Perini Navi. Era il 1983 e da allora ho sempre guardato con grande ammirazione al modello di business di questo marchio straordinario: imbarcazioni dalle qualità eccellenti, costruite rigorosamente su misura per un limitato numero di esperti conoscitori dello yachting. Caratteristiche di unicità che anni dopo ho ritrovato in Sanlorenzo. Per queste similitudini e con la forte determinazione di salvare un marchio italiano dalla storia impareggiabile, nell’interesse del territorio e di tutti gli stakeholder, in primis dipendenti e fornitori, ho manifestato sin dal primo momento la disponibilità di Sanlorenzo ad intervenire per il suo rilancio. Oggi sono felice di poterlo fare in partecipazione con il Gruppo Ferretti. Si tratta di un’alleanza di portata storica per il nostro settore, che sono convinto avrà ulteriori sviluppi e sarà di esempio per altre iniziative volte a rafforzare la leadership del nostro comparto nel mondo”.
Perini Navi, marchio storico fondato nel 1983 da Fabio Perini, è attivo nella costruzione di imbarcazioni a vela oltre i 40 metri di lunghezza. Tra i suoi super-velieri più famosi ci sono il Principessa Vaivia di Silvio Berlusconi e il Maltese Falcon, mega-avvenieristico yacht da 88 metri. La società è attualmente controllata dalla famiglia Tabacchi e da Lamberto Tacoli, tramite Fenix srl. Perini Navi aveva chiuso il 2018 con ricavi per 65,5 milioni di euro, un ebitda negativo di 4,25 milioni, una perdita di 8,3 milioni e un debito finanziario netto di 26,42 milioni (si veda qui l’analisi di Leanus). Solo tra il 2016 e il 2018 la società aveva accumulato perdite per 55 milioni e addirittura 140 milioni negli ultimi 9 anni. Per questo motivo già nell’ottobre 2018 Perini Navi era stata oggetto di un processo di ristrutturazione, guidato dagli stessi Tabacchi che nel frattempo, in base agli accordi pregressi con il fondatore Fabio Perini, erano saliti dal 49,99% al 74% della società, con un investimento complessivo di 40 milioni. E il 2019, però, è andato ancora peggio con un fatturato consolidato di 55 milioni, un ebitda negativo di 25 milioni, una perdita oscillante tra 35 e 40 milioni e un indebitamento, tra banche e fornitori, di 55 milioni. A oggi il gruppo è gravato da un debito complessivo lordo di 100 milioni. Perini Navi intanto ha visto ridursi sensibilmente il proprio organico, sceso da 135 a 100 unità con gran parte del personale passato a lavorare per la concorrenza, in particolare per The Italian Sea Group, il cantiere di Giovanni Costantino che lavora da mesi alla quotazione e che proprio a inizio mese ha a sua volta dato mandato ai propri consulenti di verificare contenuti, tempi e modalità di partecipazione alla futura procedura competitiva del fallimento Perini Navi (si veda qui il comunicato stampa).















