
Azimut Holding schiaccia il pedale di accelerazione del suo progetto di creare la nuova banca digitale The New Bank (TNB), annunciato a fine marzo e che ha in programma di lanciare entro la prossima primavera (si veda altro articolo di BeBeez) ed entra in una fase di trattativa esclusiva con il fondo FSI, guidato da Maurizio Tamagnini (si veda qui il comunicato stampa).
Il cda di Azimut Holding, si legge nella nota diffusa ieri, ha concordato di entrare in esclusiva con FSI con un valore dell’operazione per Azimut Holding che, a tendere, è previsto compreso nella forchetta (al netto delle imposte) indicata all’annuncio dell’operazione. Lo scorso marzo Pietro Giuliani, presidente di Azimut Holding, durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo progetto, aveva detto che la nuova banca digitale allo studio di Azimut Holding “avrà un valore tra 1,8 e 2,2 miliardi” aggiungendo che la nuova realtà sarà quotata a Piazza Affari e che “ci immaginiamo che il mercato ci riconosca gli stessi multipli delle banche quotate”.
Che Azimut stesse cercando un socio forte per questa operazione era noto dallo scorso autunno, quando si erano diffuse voci circa il fatto che Azimut avesse dato mandato all’advisor Bank of America per la ricerca appunto di un investitore di private equity che potesse rilevare la maggioranza della newco AZI First, attraverso la quale passerà l’operazione. Contestualmente si diceva che Azimut stesse valutando l’acquisto di alcune attività da illimity bank per ottenere la licenza bancaria e determinati prodotti essenziali per la nascita della banca fintech, ricevendo in cambio un pagamento in contanti oppure una quota della newco (si veda altro articolo di BeBeez),
The New Bank promette di essere una rivoluzione nel mondo bancario grazie a un’infrastruttura tecnologica avanzata, 25 miliardi di euro di masse in gestione all’avvio e un esercito, come accennato sopra, di mille consulenti finanziari organizzati in dodici aree e scorporati dalla capogruppo. Ma l’obiettivo è quello di raddoppiare le masse gestite, passando a 50 miliardi entro cinque anni. Questo traguardo sarà sostenuto da un piano di investimenti che prevede 350-400 milioni di euro nello stesso quinquennio, escludendo i costi legati al reclutamento di circa 500 nuovi professionisti, che nel tempo potranno diventare azionisti della nuova banca digitale assieme ai mille consulenti già coinvolti nel progetto, arrivando a detenere il 10% del capitale in cinque anni. Ricordiamo che l’azionariato attuale del gruppo Azimut, quotato a Piazza Affari, vede già circa duemila fra gestori, consulenti finanziari e dipendenti uniti in un patto di sindacato che controlla circa il 22% della società.
Il presidente di Azimut, Pietro Giuliani, ha commentato: “Nel prosieguo del processo di scissione iniziato operativamente a maggio e finalizzato alla quotazione di Tnb abbiamo ricevuto proposte concrete da parte di grandi banche e fondi di private equity. Siamo contenti di essere arrivati a un’esclusiva con FSI su tale opportunità”. D’altra parte FSI sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel settore fintech, dove ha sinora investito 1,2 miliardi di euro, spesso in operazioni di backing the management. In particolare, tra le ultime operazioni, ricordiamo che FSI ha investito nella monetica in Numia, nei system integrator in Lynx, nei servizi di pagamento in Bancomat, nel mondo del risparmio gestito in Anima (su cui Banco BPM ha annunciato l’imminente lancio di un’opa, si veda altro articolo di BeBeez).
L’amministratore delegato designato della futura fintech bank, Paolo Martini, ha aggiunto: “Soddisfatti del percorso intrapreso e di quanto già concretamente realizzato per dare vita a una nuova wealth fintech bank. Questo è un progetto innovativo che combinerà il valore delle persone con la tecnologia di ultima generazione. Una volta ottenute le necessarie autorizzazioni, la banca sarà tra i leader di mercato in Italia e si distinguerà per un’offerta unica dedicata alla clientela private e alle pmi”.
E ha proseguito Martini: “Grazie all’integrazione della suite di prodotti del Gruppo Azimut e alla nuova gamma di servizi bancari e di Wealth Management che stiamo sviluppando con i nostri partner, stiamo costruendo una realtà che rappresenterà un punto di riferimento per il settore. Grazie all’emissione di strumenti finanziari partecipativi e al 10% del capitale nei primi 5 anni destinato ai consulenti finanziari, ai manager e ai dipendenti già presenti in struttura e che si uniranno al progetto, ricreando le condizioni di successo analoghe a quelle che hanno caratterizzato il cammino di Azimut vent’anni fa, lanciando al contempo quello che è probabilmente il più grande sistema incentivante e di partnership mai realizzato in Italia per una rete di consulenti finanziari. Desidero ringraziare personalmente FSI oltre a tutti i colleghi in rete e in sede che stanno lavorando per trasformare questa visione in realtà”.
Martini ha anche precisato che il nuovo istituto potrà contare anche su una rete distributiva di consulenti finanziari in Spagna, sostenuta anche in questo caso da una partnership con un fondo di private equity, rafforzando ulteriormente la dimensione internazionale del gruppo, e avrà in dote anche la piattaforma digitale di servizi alle pmi Azimut Marketplace (si veda altro articolo di BeBeez). In aggiunta, si prevede l’acquisizione di una quota del 25-30% di un family office italiano per meglio servire la clientela ultra-high-net-worth.
In questo contesto, la piattaforma tecnologica, sviluppata in collaborazione con Engineering, gruppo tech controllato da Bain Capital e NB Renaissance e partecipato da NB Aurora, avrà un ruolo chiave nel fornire servizi innovativi, come mutui, prestiti e carte di pagamento, rivolti non solo ai privati ma anche alle pmi, un segmento a cui Azimut si dedica da oltre quindici anni. Inoltre, grazie a un accordo di lungo termine, Azimut continuerà a beneficiare per vent’anni dei ricavi generati dalle masse iniziali della banca digitale, mantenendo un forte legame con la nuova entità.
Intanto il gruppo continua a crescere. Giuliani ha detto ancora: “I risultati di Azimut dell’anno che si sta per concludere (10,62% come performance netta al cliente, 550-600 milioni di euro di utile netto previsto, e oltre 17,4 miliardi di euro di nuova raccolta netta proveniente dai 18 paesi in cui operiamo) sono uno stimolo per chiunque voglia condividere con noi questo percorso. In 20 anni dalla quotazione Azimut ha moltiplicato per 15 il capitale investito”. In altre parole, 100 mila euro sono diventati 1,5 milioni di euro.
La crescita è anche il risultato di una serie di acquisizioni a livello internazionale. Ricordiamo per esempio che Azimut a fine settembre ha firmato con Oaktree Capital Management un accordo vincolante, il cui closing è previsto entro fine anno, con l’obiettivo di supportare ulteriormente la crescita della sua (ex) controllata australiana AZ NGA-Next Generation Advisory, fondata dieci anni fa e specializzata nell’acquisizione di partecipazioni di minoranza e maggioranza in società di pianificazione finanziaria e consulenza di alta qualità in tutta l’Australia (si veda altro articolo di BeBeez). L’intesa prevede l’acquisizione di una quota del 35% della società da parte di alcuni fondi gestiti da Oaktree per un investimento pari a 240 milioni di dollari australiani, sulla base di un enterprise value per il 100% di 690 milioni di dollari australiani.















