Green Utility spa, piattaforma di energia solare fotovoltaica focalizzata sulla generazione distribuita e l’autoconsumo per clienti commerciali e industriali in Italia, controllata da fine 2024 da InfraVia Capital Partner (si veda altro articolo di BeBeez), ha stipulato un accordo vincolante con Basalt Infrastructure Partners per acquisire Mareccio Energia, un portafoglio di impianti solari fotovoltaici in Italia (si veda qui il comunicato stampa).
ValeCap ha agito come financial advisor in esclusiva di Basalt Infrastructure Partners, mentre Lazard è stato financial advisor esclusivo di Green Utility..
La transazione include un portafoglio solare fotovoltaico completamente operativo di 61 MW distribuito su 66 impianti, situati principalmente in Puglia, Umbria e Sicilia. Gli asset di Mareccio Energia offrono un’impronta geografica diversificata che completa il portafoglio esistente di Green Utility. Sono già in corso piani per rinnovare e potenziare parti del portafoglio per aumentare ulteriormente la sua capacità e performance.
Ricordiamo che Basalt, tramite il suo fondo Infrastructure Partners II, aveva lanciato Mareccio Energia nel settembre 2017 con l’obiettivo di aggregare parchi solari di piccole dimensioni in Italia sino a un totale di 100 MW, in collaborazione con LCF Alliance e Belectric nel ruolo di partner operativi. A quella data Mareccio contava 73 impianti solari, situati in diverse regioni italiane, che fanno capo a 48 società progetto. E a giugno 2020 il fondo infrastrutturale inglese Basalt Infrastructure Partners II, tramite la controllata Italia T1 Roncolo srl, ne aveva rifinanziato per 170 milioni di euro (si veda altro articolo di BeBeez).
John Hanna, managing partner di Basalt Infrastructure Partners, ha commentato: “È stata un’ottima esperienza costruire e gestire il portafoglio Mareccio Energia attraverso la nostra proprietà e abbiamo apprezzato lavorare insieme a Green Utility per realizzare questa transazione. Auguriamo loro successo nella prossima fase di sviluppo”.
E Silvio Gentile, ceo e fondatore di Green Utility, ha dichiarato: “Questa acquisizione rappresenta un’accelerazione significativa delle ambizioni strategiche di Green Utility. Il nostro obiettivo è diventare un partner leader per le soluzioni di autoconsumo ed efficienza energetica nel segmento C&I, combinando installazioni behind-the-meter con capacità di generazione stand-alone venduta direttamente agli utenti finali. Serviamo già diversi clienti di alto profilo nel settore industriale italiano e siamo concentrati sullo sviluppo di asset distribuiti situati vicino ai centri di consumo. Espandendo la nostra base di asset e la portata geografica, miriamo a offrire un modello di consumo completamente integrato su misura per le esigenze in evoluzione dei nostri clienti C&I”.
Questa acquisizione segna infatti un nuovo passo avanti nella roadmap di espansione di Green Utility, che punta a triplicare le dimensioni della sua piattaforma da un portafoglio iniziale di circa 50MW a oltre 170MW entro un anno, sfruttando sia la crescita organica sia le acquisizioni. Ricordiamo per esempio a questo proposito che a inizio maggio scorso Green Utility spa ha acquisito da Chaberton Sunscape JV il 100% delle quote di due società veicolo titolari di altrettanti progetti fotovoltaici ready-to-build di potenza complessiva pari a circa 9 MW, ubicati in Emilia-Romagna e Puglia (si veda altro articolo di BeBeez).
Green Utility, la società è stata fondata nel 2007 e fa capo al presidente Silvio Gentile, attraverso la holding Smart Green srl, da lui controllata e partecipata dalla famiglia Piozzi, a cui si aggiungono vari soci di minoranza. L’azienda punta ad avvicinare la produzione di elettricità al consumo attraverso soluzioni che permettono ai clienti C&I di ottimizzare la loro fornitura elettrica con installazioni dedicate all’autoconsumo in aggiunta alle loro connessioni di rete esistenti. La società ha chiuso il 2023 (ultimo bilancio disponibile) con ricavi per 8,6 milioni di euro, ebitda di 1,4 milioni e indebitamento netto di 1,4 milioni (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente).
Come anticipato sopra, l’ingresso di InfraVia Capital Partners nel capitale di Green Utility risale allo scorso autunno. Attraverso questa partnership, InfraVia e Green Utility mirano a sfruttare le loro comprovate capacità di sviluppo, costruzione e gestione della società per diventare una piattaforma leader nell’energia distribuita fotovoltaica in Italia. Il team di gestione guidato dal fondatore mantiene una quota significativa nella società e continuerà a guidare Green Utility durante questa nuova fase di crescita accelerata.
Quanto alle altre attività italiane di InfraVia, ricordiamo che la controllata Sandaya, uno dei principali operatori di campeggi e strutture open-air 4 e 5 stelle in Europa, ha scelto lo scorso settembre di iniziare dall’Italia la propria crescita internazionale con la creazione della sua prima controllata in Europa, Sandaya Italia (si veda altro articolo di BeBeez). A inizio 2024, invece, Infravia Capital e il coinvestitore Infracapital hanno venduto GIP (Gruppo Investimenti Portuali), gestore dei terminal container di tre porti italiani (Genova, Venezia e Livorno). A comprare sono stati il Gruppo Grimaldi di Napoli e AXA Investment Managers (si veda altro articolo di BeBeez). Infracapital e Infravia avevano acquisito il 95% di GIP nel 2017, si diceva allora per 200 milioni di euro, dalle famiglie Negri, Cerruti, Magillo e da Giulio Schenone, con quest’ultimo che era rimasto poi azionista con un 5% e assumendo la carica di amministratore delegato di GIP (si veda altro articolo di BeBeez).
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