Milione spa, controllante di SAVE spa, la società che gestisce l’aeroporto Marco Polo di Venezia, si è assicurata un finanziamento da 80 milioni di euro dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI), che sosterrà interventi mirati a migliorare l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale dello scalo. L’accordo è stato sottoscritto ieri a Roma da Jean-Christophe Laloux, direttore generale e responsabile delle operazioni di finanziamento e consulenza della BEI nell’UE, e da Giovanni Curtolo, cfo di Milione spa e di Save spa (si veda qui il comunicato stampa).
Ricordiamo che Milione era passato ufficialmente sotto il controllo congiunto di Ardian e Finint Infrastrutture sgr, società di gestione controllata da Finanziaria Internazionale Holding spa lo scorso febbraio, dopo l’annuncio dell’accordo a ottobre 2025 (si veda altro articolo di BeBeez), che seguiva l’esclusiva a trattare nel marzo 2025 (si veda altro articolo di BeBeez). L’operazione è stata portata a termine insieme a Sviluppo 87 srl, società che fa capo a Enrico Marchi, che è sia il presidente di Save sia l’azionista di riferimento di Finanziaria Internazionale Holding mediante i due veicoli Marchi Giovanna & C. spa ed Aprile spa. Il veicolo di acquisizione, PhoenixBid spa, è ora quindi detenuto indirettamente, tra gli altri, da Ardian Infrastructure Fund VI e Ardian Infrastructure Fund VI B, Marco Polo Fund (gestito da Finint Infrastrutture sgr) e Sviluppo 87.
L’operazione ha visto l’uscita dei due soci di riferimento precedenti, cioé DWS (tramite Infra Hub srl) e InfraVia Capital Partners (tramite Leone Infrastructure srl), che hanno ceduto ciascuno il proprio 43,99% del capitale, mentre Sviluppo 87, che deteneva il 12,01%, è appunto rimasto azionista, con Enrico Marchi che ha incrementato così la propria partecipazione fino a quasi il 50%. Il tutto sulla base di un equity value tra 1 e 1,2 miliardi di euro, che, sommato al debito finanziario netto a fine 2024 (924,1 milioni), portava a un enterprise value pari a circa 2,1 miliardi, a fronte di ricavi netti per 255 milioni di euro e un ebitda di 128,5 milioni.
Questo finanziamento BEI era già stato previsto nell’ambito della complessa architettura finanziaria che aveva accompagnato il cambio di controllo di Milione. Nell’avviso di convocazione dell’assemblea degli obbligazionisti di Milione, datato 28 gennaio 2026, che aveva l’obiettivo di approvare le modifiche al regolamento del bond in circolazione da 300 milioni di euro, originariamente emesso nel dicembre 2018 con cedola del 2,47% e scadenza 20 dicembre 2026, necessarie a dare seguito al deal con Ardian e Finint e senza che i bondholder esercitassero l’opzione di rimborso anticipato collegata al cambio di controllo (si veda qui il comunicato stampa), si menzionava infatti esplicitamente, tra i punti all’ordine del giorno, anche il consenso a un nuovo finanziamento BEI fino a un massimo di 80 milioni di euro per finanziare capex, accanto a un nuovo accordo di finanziamento senior fino a un massimo di 947 milioni di euro.
Le modifiche al regolamento del bond sono poi state approvate a febbraio dall’assemblea degli obbligazionisti (si veda qui l’avviso), che ha confermato la nuova struttura finanziaria, che, oltre a quanto sopra, prevede anche una Equity Bridge Facility da 780 milioni e il mantenimento delle attuali notes in circolazione da 100 milioni di euro collocate in private placement. Quanto alle caratteristiche del bond da 300 milioni, la scadenza è stata portata al 20 dicembre 2028, ma è stato anche di fatto trasformato il prestito obbligazionario in un Sustainability-Linked bond, introducendo KPI ambientali, verifiche periodiche da parte di un revisore indipendente, certificazioni ESG e possibili variazioni del tasso di interesse se gli obiettivi di sostenibilità non vengono raggiunti.
Tornando ai dettagli del finanziamento BEI, questo andrà a sostenere un programma di investimenti incentrato sull’elettrificazione delle operazioni, la digitalizzazione e il rafforzamento della resilienza operativa, all’interno del percorso della società verso l’azzeramento delle emissioni entro il 2030. Gli interventi includono lo sviluppo di infrastrutture a basse emissioni, l’acquisizione di veicoli elettrici, il potenziamento delle infrastrutture per la produzione di energia da fonti rinnovabili e il miglioramento dei sistemi IT, inclusa la cybersicurezza.
Il programma prevede inoltre l’installazione di circa 500 stazioni di ricarica per veicoli elettrici e l’acquisto di oltre 20 veicoli elettrici a zero emissioni, oltre a interventi sulla gestione dei rifiuti e sul trattamento delle acque di dilavamento, per ridurre l’impatto ambientale dello scalo e aumentarne la resilienza a eventi climatici estremi. Il progetto genererà inoltre circa 1.000 posti di lavoro temporanei nella fase di realizzazione.

Con 11,8 milioni di passeggeri nel 2025, l’aeroporto Marco Polo di Venezia è il terzo aeroporto intercontinentale d’Italia ed è al centro del Polo aeroportuale del Nord-Est gestito dal Gruppo Save. Oltre a Venezia, il Gruppo Save comprende gli scali di Verona, Treviso e Brescia, oltre a una partecipazione nell’aeroporto di Charleroi in Belgio.
Il Gruppo SAVE ha chiuso il bilancio consolidato 2025 con ricavi per 261,5 milioni di euro (dai 255,2 milioni del 2024), un ebitda di 131,4 milioni (da 129 milioni) e un utile netto di gruppo di 72,1 milioni (da 73,4 milioni) a fronte di liquidità netta per 76,4 milioni (da 135,5 milioni).
Jean-Christophe Laloux ha dichiarato: “Gli aeroporti sono oggi chiamati ad accelerare gli investimenti per ridurre in modo concreto la propria impronta ambientale e rafforzare la resilienza delle infrastrutture. Con questo finanziamento, la BEI sostiene un percorso di trasformazione che combina efficienza energetica, decarbonizzazione e innovazione, contribuendo ad allineare il settore agli obiettivi climatici europei”.
Giovanni Curtolo ha aggiunto: “Il percorso da tempo intrapreso dal Gruppo Save pone al centro dell’attività dell’aeroporto di Venezia e di tutti gli aeroporti gestiti la sostenibilità nelle sue diverse accezioni e declinazioni. L’attenzione alle tematiche ambientali, tanto più significativa in considerazione del delicato contesto lagunare in cui opera l’aeroporto di Venezia, si concretizza in una tabella di marcia che entro il 2030 porterà lo scalo a zero emissioni. Nel contempo, l’attività dell’aeroporto, motore dell’economia del territorio, determina un’occupazione di 24.000 persone in termini diretti, indiretti e indotti, generando un PIL di circa 1,2 miliardi di euro”.















