E’ partita ieri l’opa totalitaria finalizzata al delisting delle azioni di Borgosesia spa, società di investimenti e sviluppo immobiliari quotata all’Euronext Milano, lanciata a febbraio dal veicolo Alba srl (si veda altro articolo di BeBeez). Dopo quasi quattro mesi dal deposito presso la Consob, avvenuto lo scorso 9 marzo (si veda qui il comunicato stampa), l’Autorità italiana di sorveglianza sulla Borsa e i mercati finanziari ha infatti approvato i Documento di Offerta, (si veda qui il comunicato stampa) poi pubblicato sabato scorso, 4 luglio, dopo di che è stato appunto possibile dare il via alle adesioni.
Queste proseguiranno fino al 24 luglio salvo proroghe. Dovessero verificarsene i presupposti, i termini per aderire all’Offerta saranno riaperti per un ulteriore periodo di cinque giorni di borsa aperta per le sedute del 3, 4, 5, 6 e 7 agosto 2026, che sarà quindi la data di chiusura dell’Offerta.
Ricordiamo che Alba srl fa capo a una cordata di investitori istituzionali e partner storici del gruppo, e vede fra i suoi protagonisti ISA (Istituto Atesino di Sviluppo spa), holding di partecipazioni di Trento guidata da Giorgio Franceschi; le famiglia Tommasi (Pierangelo e Dario) e Tassara (tramite Carlo Tassara International Sa – CTI), storicamente attive nel settore industriale e finanziario; Sofia Holding srl, Valentina Francesca Maria Brioschi, figlia del defunto Francesco e figura di riferimento di Brioschi Sviluppo Immobiliare, che consoliderebbe in tal modo la sua partnership strategica con il gruppo.
Ricordiamo inoltre che l’offerta prevede un corrispettivo di 0,71 euro per ciascuna azione ordinaria oggetto dell’offerta (cum dividendo), ossia inclusivo delle cedole relative ad eventuali dividendi, ordinari o straordinari.
Il prezzo incorpora un premio del 20,3% rispetto alla chiusura di borsa del 16 febbraio 2026 e, nel caso di adesione totale, l’esborso massimo complessivo sarà pari a circa 33,9 milioni di euro. Negli ultimi mesi le quotazioni di borsa non si sono significativamente scostate dal prezzo di offerta.
L’opa ha come oggetto 47.717.694 azioni rappresentative dell’intero capitale sociale di Borgosesia. Inoltre, i partecipanti ad Alba srl si sono impegnati a portare in adesione all’offerta le azioni da loro già detenute. Quindi ISA 11.779.085 azioni, rappresentative del 24,685% del relativo capitale sociale e del 23,509% dei diritti di voto; CTI 2.385.886 azioni, rappresentative del 5,000% del relativo capitale sociale e del 4,762% dei diritti di voto; Valentina Brioschi tramite Sofia Holding, apporterà 9.542.798 azioni, rappresentative del 19,998% del capitale sociale e del 19,046% dei diritti di voto. Quindi Alba apporterà circa il 48% del capitale sociale e il 47% dei diritti di voto.
Il delisting avrà luogo qualora le azioni portate in adesione all’opa, sommate a a quelle eventualmente acquistate al di fuori dell’opa da Alba e dai soggetti che agiscono di concerto , superino il 90% del capitale sociale di Borgosesia.
Quest’ultima tuttavia a metà maggio ha vissuto uno scossone a livello di governance, con l’uscita del ceo Davide Schiffer, esperto delle special situation e del credito deteriorato legato all’immobiliare, sostituito nella sua carica da Dante Filippello, che vanta oltre 15 anni di esperienza nella finanza immobiliare, di cui 1o dal 2016 al gennaio 2026, presso Mediobanca.
Voci di mercato sondate da BeBeez indicano che l’opa è maturata come conseguenza di una incompatibilità tra il modello di business sostenuto da Schiffer, che puntava a fare di Borgosesia una sorta di super advisor integrato sulle operazioni immobiliari complesse in grado di controllare all’interno il più possibile la catena del valore, quindi i servizi a più alto valore aggiunto, dando la fase dell’investimento a operatori esterni.
E’ il senso dell’accordo stipulato a giugno del 2025 con My Credit, società del gruppo Orion specializzata negli investimenti di natura opportunistica in crediti distressed garantiti da asset immobiliari. Un passo fondamentale sulla strada della trasformazione di Borgosesia in un Alternative Asset Manager, in linea anche con il Piano strategico 2025–2027 (si veda altro articolo di BeBeez).
Un piano che evidentemente non incontrava i favori della proprietà riunita in Alba srl. Le motivazione dell’Opa mossa da quest’ultima, stando al Prospetto di Offerta, alquanto generiche, spiegano che il delisting darebbe alla società una “maggiore flessibilità gestionale e organizzativa, con tempi di decisione e di esecuzione più rapidi oltretutto in presenza di una riduzione dei costi di gestione e di quotazione sul mercato”.
In realtà, Alba srl sarebbe ricorsa a questo strumento per prendere il controllo totale del gruppo ed estromettere Schiffer, in modo da orientarsi verso un modello più “tradizionale”, fondato sulla credito deteriorato ma coinvolgendo dei servicer esterni. Le stesse voci parlano infatti di contatti nelle ultime settimane tra Borgosesia e Intrum Italy (di cui il 49% è di Intesa Sanpaolo).
Sta di fatto che il modello propugnato da Schiffer è in via di smantellamento. L’accordo con My Credit è stato risolto in via consensuale subito dopo l’uscita di Schiffer, che lo scorso maggio ha fondato a Brescia, sua città di provenienza, BRAID Holding, per realizzare lo stesso modello di business che aveva in mente per Borgosesia, e con la quale My Credit ha stipulato lo stesso accordo che aveva in essere con Borgosesia.















