
Partirà il prossimo 19 maggio per concludersi il 27 giugno l’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria su illimity Bank da parte di Banca Ifis, annunciata lo scorso 8 gennaio (si veda altro articolo di BeBeez). Lo si legge nella nota diffusa ieri dopo il via libera di Consob alla pubblicazione del Documento di Offerta (si veda qui il comunicato stampa), arrivato a pochi giorni dal via libera di Banca d’Italia (si veda qui il comunicato stampa), di quello della BCE (si veda altro articolo di BeBeez), dell’Antitrust (si veda altro articolo di BeBeez) e del nulla osta da parte della Presidenza del Consiglio nell’ambito della disciplina sul Golden Power (si veda qui il comunicato stampa).
Ricordiamo che l’opas prevede per ciascuna azione illimity una contropartita composta da 0,10 azioni ordinarie Banca Ifis di nuova emissione più 1,414 euro in cash, che sarà aggiustata a 1,506 euro, a seguito dello stacco (il 19 maggio) della cedola relativa al saldo (0,92 euro) del dividendo per l’esercizio 2024 che sarà distribuito da Banca Ifis, così come deliberato dall’Assemblea degli azionisti lo scorso 17 aprile (si veda qui il comunicato stampa).
Al netto del dividendo, ai corsi azionari di chiusura alla data di riferimento (7 gennaio) della banca guidata da Frederik Geertman (21,366 euro) il corrispettivo offerto corrisponde a 3,55 euro per azione illimity (contro i 3,57 euro di chiusura di ieri a Piazza Affari). Il tutto, quindi, per un controvalore complessivo dell’offerta di circa 298,5 milioni di euro, pari alla somma, da un lato, della valorizzazione monetaria del corrispettivo in azioni complessivo massimo (cioè 2,137 per ciascuna azione oggetto dell’offerta) pari a 179,6 milioni, e dall’altro del corrispettivo in denaro complessivo massimo cioé 118,9 milioni circa.
La soglia minima di adesione prevista per l’efficacia dell’offerta parte dal 66,67% del capitale di illimity, ma potrà scendere fino al 45% più un’azione. In ogni scenario, La Scogliera, la holding della famiglia Fürstenberg, azionista di controllo di Banca Ifis, manterrebbe comunque la maggioranza relativa con una quota compresa tra il 43% e il 45% del nuovo gruppo bancario risultante dalla combinazione.
Secondo una nota integrativa depositata da Banca Ifis su richiesta della Consob, le sinergie a regime derivanti dall’operazione sono stimate in circa 75 milioni di euro l’anno, al lordo delle imposte. Il 50% di queste sinergie sarebbe realizzabile già dal 2026, mentre la piena attuazione è prevista per il 2027. Alcuni benefici, sebbene in misura più contenuta, sarebbero ottenibili anche in assenza di una fusione formale, ma l’obiettivo dichiarato resta quello di un’integrazione strutturale, stimata come “efficace nel 2026 o, al più tardi, entro il primo semestre del 2027”.
Banca Ifis, che vede Ernesto Fürstenberg alla presidenza, Sebastien Egon von Fürstenberg alla presidenza onoraria e Frederik Geertman alla guida per il suo secondo mandato come amministratore delegato, ha chiuso il 2024 con un utile netto consolidato di 161,6 milioni di euro con un CET1 ratio del 16,1% e un Total Capital Ratio al 18,11%, in linea con i target del piano industriale (si veda qui il comunicato stampa).
Quanto a illimity, a seguito dell’annuncio a inizio marzo di una ulteriore svalutazione di 53,5 milioni di euro di un investimento nella nota senior di una specifica cartolarizzazione di crediti non performing sottoscritta a inizio 2024, (si veda altro articolo di BeBeez), sono stati aggiornati i conti al 31 dicembre 2024 (che già prevedevano rettifiche su abs e quote di fondi per 59 milioni di euro), che hanno evidenziato così una perdita netta consolidata di 38,4 milioni di euro, contro i 400 mila euro annunciati lo scorso febbraio (si veda altro articolo di BeBeez e qui la presentazione agli investitori). Ciò a sua volta ha comportato una riduzione del CET 1 ratio al 13,9% contro il 14,4% prima del restatement e un Total Capital ratio del 17,8%, (dal 18,2%). A livello prospettico, illimity ha approvato a inizio aprile un nuovo piano strategico stand-alone che prevede un ritorno all’utile nel 2025, pur in calo, e un obiettivo di 80 milioni di euro di utile netto al 2028 (si vedano qui il comunicato stampa e qui la presentazione agli analisti).















