Intesa Sanpaolo ha cartolarizzato un portafoglio di crediti Utp leasing, parte del portafoglio da circa 3 miliardi di euro lordi complessivi a loro volta parte del più ampio accordo sottoscritto lo scorso anno con Prelios su 9,7 miliardi di crediti Utp corporate e pmi (si veda altro articolo di BeBeez).
Come noto, di quel totale, 6,7 miliardi sono stati dati in gestione a Prelios, mentre circa 3 miliardi sono stati oggetto di cessione tramite cartolarizzazione. Intesa Sanpaolo nei mesi scorsi ha iniziato a cartolarizzare quei crediti e, in particolare, le ultime operazioni hanno riguardato un portafoglio di crediti deteriorati leasing.
A inizio marzo, infatti, Intesa Sanpaolo ha ceduto Utp corporate leasing a una spv per la cartolarizzazione (Kerma spv srl) e a una leasing company (Kerma LeaseCo srl), con Kerma spv che ha comprato i crediti e con Kerma Lease Co che ha comprato rapporti e beni, applicando la nuova disciplina delle cartolarizzazioni introdotta dal Decreto crescita (Decreto Legge 30 aprile 2019, n. 34). Quest’ultima, come noto, ha apportato una serie di modifiche alla legge 130/1999, in particolare in tema di Utp e di Reoco (Real Estate Owned Company). Servicer della cartolarizzazione è Prelios (si veda qui l’avviso di Prelios, qui quello di Intesa Sanpaolo e qui l’avviso in Gazzetta Ufficiale).
Nel dettaglio, si legge negli avvisi, “in data 6 marzo 2020, Intesa Sanpaolo spa., in qualità di cedente da un lato, e Kerma SPV srl. in qualità di cessionario dall’altro, hanno sottoscritto un contratto di cessione di crediti deteriorati derivanti da contratti di locazione finanziaria“. Successivamente, “in data 9 marzo 2020, con atto a rogito del Notaio incaricato, Kerma LeaseCo srl, in qualità di cessionario da un lato, ha acquistato da Intesa Sanpaolo spa, in qualità di cedente dall’altro, ai sensi dell’articolo 7.1 della Legge 30 aprile 1999 n. 130 e dell’articolo 58 del Testo Unico Bancario:
– un complesso di rapporti giuridici, consistenti in contratti, beni (mobili, mobili registrati e immobili) e passività relativi a contratti di locazione finanziaria, i cui utilizzatori, alla data di valutazione, sono stati classificati dalla cedente come “inadempienza probabile” ai sensi della Circolare Bankit n.272/2008 e successivi aggiornamenti;
– i diritti e gli obblighi nascenti da un contratto di gestione stipulato tra Intesa Sanpaolo spa e Kerma SPV srl in data 9 marzo 2020, in relazione ai suddetti rapporti giuridici”.
Ancora prima, “in forza di un contratto di cessione di crediti concluso in data 22 novembre 2019 e di un successivo atto concluso in data 4 marzo 2020 con Intesa Sanpaolo spa e Banca Imi spa., Kerma SPV srl, in qualità di cessionario da un lato, ha acquistato pro-soluto da Intesa Sanpaolo spa, in qualità di cedente dall’altro, crediti deteriorati derivanti da contratti di finanziamento (ivi inclusi contratti inerenti a finanziamenti a lungo termine, finanziamenti a breve termine, esposizioni rotative revocate, garanzie personali escusse e altri finanziamenti garantiti e non garantiti, eventuali accordi di ristrutturazione e accordi di sospensione, ma esclusi, a scanso di equivoci, leasing e finanziamenti rotativi ancora non revocati)”. E sempre lo scorso anno, “in data 25 novembre 2019, Intesa Sanpaolo spa e Banca Imi spa, in qualità di cedenti, da un lato, e Kerma SPV srl, in qualità di cessionario, dall’altro, hanno sottoscritto un contratto di cessione di crediti deteriorati ai sensi degli articoli 1, 4 e 7.1 della Legge 30 aprile 1999, n. 130″.
Nel bilancio 2019 di Intesa Sanpaolo si ricorda che l’accordo con Prelios “ha previsto due operazioni:
− un contratto di durata decennale per il servicing di crediti Utp del segmento Corporate e SME del Gruppo Intesa Sanpaolo da parte di Prelios, con un portafoglio iniziale pari a circa 6,7 miliardi al lordo delle rettifiche di valore, a condizioni di mercato e con una struttura commissionale costituita in larga prevalenza da una componente variabile volta anche a massimizzare i rientri in bonis;
− la cessione e cartolarizzazione di un portafoglio di crediti Utp del segmento Corporate e SME del Gruppo Intesa Sanpaolo pari a circa 3 miliardi al lordo delle rettifiche di valore, a un prezzo pari a circa 2 miliardi, in linea con il valore di carico”.
In particolare poi, “la capital structure del veicolo di cartolarizzazione, al fine di conseguire il pieno deconsolidamento contabile e regolamentare del portafoglio, è stata così determinata:
– Tranche Senior corrispondente al 70% del prezzo del portafoglio, sottoscritta da Intesa Sanpaolo;
– Tranche Junior e Mezzanine pari al restante 30% del prezzo del portafoglio, sottoscritte per il 5% da Intesa Sanpaolo e per il restante 95% da Prelios e investitori terzi. Anche a seguito della cessione sopra indicata (avvenuta per un importo pari a circa 2,7 miliardi (lordi) e 1,7 miliardi (netti) rispettivamente, in conseguenza degli incassi nel frattempo intervenuti), a fine dicembre 2019 l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi si è ridotta al 7,6% e al 3,6%, rispettivamente al lordo e al netto delle rettifiche di valore, e si è realizzato già oltre l’80% dell’obiettivo di riduzione dei crediti deteriorati previsto dal Piano di Impresa 2018-2021″.
A fine 2019 i crediti deteriorati lordi di Intesa Sanpaolo erano infatti scesi a 31,3 miliardi di euro (14,2 miliardi netti) dai 36,5 miliardi di fine 2018 (16,6 miliardi netti), con l’NPE lordo che quindi è sceso al 7,6% (3,6% netto) dall’8,8% di fine dicembre 2018 (4,2% netto). In particolare, nel corso del 2019 lo stock dei crediti deteriorati lordi è diminuito di 6 miliardi di euro nel 2019 e in totale di circa 34 miliardi dal settembre 2015 (si veda altro articolo di BeBeez).












