Italcer spa, la holding della ceramica costituita da Mindful Capital Partners come polo di aggregazione di aziende della ceramica di alta gamma, ha completato l’acquisizione del 100% di Terratinta Group srl, azienda specializzata nelle superfici d’arredo con sede a Fiorano Modenese. Luca Migliorini, l’attuale ceo e unico socio di Terratinta, reinvestirà parte dei ricavi della vendita in Italcer, affiancando Graziano Verdi, amministratore delegato e fondatore del gruppo, oltre che Mindful Capital Partners e i coinvestitori Miura e Capital Dynamics. L’operazione era stata annunciata lo scorso luglio (si veda altro articolo di BeBeez).
Arkios Italy ha assistito Terratinta Group nel ruolo di financial advisor, mentre advisor legale è stato Gitti and Partners Studio Legale Associato. Italcer group è stata assistita da KPMG per gli aspetti financial, commercial e tax. Gli acquirenti sono stati assistiti per gli aspetti legali dallo studio Legance.
Terratinta Group realizza piastrelle in gres porcellanato per spazi interni ed esterni, per progetti architettonici e privati, fornendo una vasta gamma di prodotti, stili e design. Nato nel 2017 dall’unione tra Terratinta Ceramiche, primo brand del gruppo (fondato nel 2010) e Ceramica Magica, un marchio storico della ceramica italiana fin dal 1983, ai due brand del gruppo si sono poi aggiunti nel 2018 quello di Sartoria, dedicato allo studio del colore e del decoro nel piccolo formato; nel 2019 Micro, con una filosofia dalla forte impronta architetturale; e infine Atmosfere nel 2020. I 5 marchi coprono oggi oltre 50 paesi in tutto il mondo con le loro identità individuali e complementari. Nel 2022 il fatturato del gruppo è stato quasi di 30 milioni, l’ebitda di 4,5 milioni e il debito netto pari a 5,5 milioni (si veda qui il report di Leanus dopo essersi registrati gratuitamente).
Con il nuovo perimetro il gruppo Italcer, che conta circa 1.100 dipendenti e centinaia di progetti realizzati per 15 mila clienti nel mondo, consoliderà la sua posizione nel settore ceramico, in Italia e nel mondo, con una proiezione di fatturato per il 2023 vicina ai 400 milioni di euro, dopo aver chiuso il 2022 con ricavi per circa 318 milioni, 60 milioni di ebitda e 198 milioni di debito finanziario netto, si veda invece qui il report di Leanus dopo essersi registrati gratuitamente).
Ricordiamo poi che tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 il fondo MCP II di Mindful, proprietario di Italcer, aveva provato a vendere il gruppo. In particolare a gennaio 2022 erano pervenute diverse offerte non vincolanti sul tavolo degli advisor IMI- Intesa Sanpaolo, Credit Suisse, Scouting Capital Advisors e Banco Sabadell, affiancati dai legali di Legance (si veda altro articolo di BeBeez). Ma poi la vendita era stata sospesa a causa delle incertezze determinate dal conflitto Russia-Ucraina e all’impennata dei prezzi di energia e materie prime (alla quale il settore in cui opera Italcer è tra i pià esposti) (si veda altro articolo di BeBeez). Inoltre, secondo quanto risulta a BeBeez, è per ora slittata a data da definirsi la quotazione di Italcer a Piazza Affari, che sembrava sarebbe potuta avvenire lo scorso mese di luglio (si veda altro articolo di BeBeez).
Il gruppo è stato costituito nella primavera 2017 da MCP insieme al ceo Verdi (ex amministratore delegato di Graniti Fiandre, di Technogym e di Koramic), che aveva a sua volta investito nel capitale della società insieme ad altri investitori privati (si veda altro articolo di BeBeez). Oggi nel capitale di Italcer sono presenti anche Miura e Capital Dynamics, come anticipato sopra.
Il gruppo Italcer ha aggregato poi nel tempo varie società: La Fabbrica-AVA, Elios Ceramica, Devon & Devon, Rondine, Cedir, la spagnola Equipe Ceramicas, Opificio Ceramico e infine Ceramica Fondovalle,















