Si è concretizzata la manifestazione scritta d’interesse di una società corporate internazionale a partecipare a un nuovo round di finanziamento di D-Orbit, scaleup italiana specializzata in logistica aerospazionale, di cui BeBeez aveva già dato notizia all’inizio di settembre (si veda altro articolo di BeBeez), anticipando quanto è stato comunicato ieri dalle società interessate.
Ad entrare nel capitale dell’azienda di Fino Mornasco è Marubeni, “una potenza nel settore industriale giapponese” dice una nota che spiega come la società abbia assunto il ruolo di lead investor nel round di finanziamento di Serie C che dovrebbe superare complessivamente i 100 milioni di euro e “include altri investitori italiani, europei e internazionali” (si veda qui il comunicato stampa di D-Orbit, e qui il comunicato di Marubeni).
Secondo quanto è stato confermato a BeBeez, il round sarà l’occasione per la conversione in equity della parte di bond convertendo ancora in circolazione e degli strumenti finanziari partecipativi (SFP) emessi tra il 2022 e marzo 2023.
Nell’ambito di quest’operazione, che dovrà ricevere i permessi e le approvazioni necessarie, BofA Securities, Unicredit e Banca Investis spa hanno agito come agenti di collocamento congiunti, mentre consulenti legali sono stati, per D-Orbit, Eversheds Sutherland, e per Marubeni, Gianni & Origoni.
Questo round di finanziamento consentirà a D-Orbit di “rafforzare le proprie attività in Italia, accelerando al contempo i progressi della propria roadmap su scala globale, con un’enfasi specifica sull’assistenza in orbita, sul cloud computing spaziale e sul trasporto orbitale” continua la nota che chiarisce come l’operazione contribuirà alla realizzazione di una “economia spaziale circolare”, in cui i detriti spaziali si trasformano in una preziosa risorsa. “In futuro – infatti – sarà possibile raccogliere e riciclare i detriti in orbita e produrre veicoli spaziali adatti ai viaggi interplanetari; i veicoli autonomi necessari a questo scopo saranno gestiti attraverso una rete di nuvole spaziali che D-Orbit sta già attivamente sviluppando”.
“Siamo entusiasti di unire le forze con Marubeni Corporation in questa partnership trasformativa, che segna una tappa significativa nel percorso di D-Orbit”, ha detto Luca Rossettini, co-fondatore e CEO della società. “Questa collaborazione non solo ci spinge a realizzare la nostra ambiziosa tabella di marcia, ma rafforza anche il nostro impegno a rimodellare il settore della logistica spaziale. Insieme, puntiamo a guidare l’innovazione, a migliorare i servizi satellitari e a contribuire a un futuro più sostenibile e vivace nello spazio”.
“Marubeni Corporation è entusiasta di intraprendere questa partnership con D-Orbit. Questo investimento sottolinea il nostro impegno a promuovere l’innovazione e la crescita nel settore satellitare” ha aggiunto Toru Okazaki chief operating officer, Aerospace & Ship Div. di Marubeni Corporation. “Insieme a D-Orbit, immaginiamo un futuro in cui i servizi spaziali non siano solo tecnologicamente avanzati, ma anche sostenibili. Siamo entusiasti delle possibilità offerte da questa collaborazione e dell’impatto positivo che avrà sul settore e sulla nostra visione comune di un ambiente spaziale più accessibile e sostenibile”.
La società è stata fondata nel 2011 da Rossettini e Renato Panesi (consigliere delegato) entrambi ex Santa Clara University ed ex NASA, e prima di quest’operazione aveva raccolto 21,2 milioni di euro, in cinque diverse tranche. Il capitale, precedentemente all’ingresso di Marubeni e di quest’ultimo round, era detenuto da Indaco sgr (18,29%), Neva sgr (10,37%), che fa capo ad Intesa Sanpaolo, Seraphim Space Investment Trust (10,37%). Con quote inferiori al 10% si trovano i due fondatori, Rossettini con l’8,58% e Panesi con il 5,93%. Partecipano al capitale con quote superiori al 5%, TT Seed srl (7.54%), CDP Venture Capital sgr spa (6.95%), che aveva investito mediante il Fondo Italia Venture I, e Simonfid spa (5,95%) (si veda qui il database di Leanus dopo essersi registrati gratuitamente).
D-Orbit, fra l’altro, è una delle tre aziende italiane (con 3Bee srl e Nano-Tech spa) e delle 47 europee che, alla fine di ottobre 2023, sono state selezionate dalloEuropean Innovation Council, dopo la call dello scorso giugno, per ricevere grant ed equity per un totale di 350 milioni di euro (si veda altro articolo di BeBeez). Secondo quanto si legge nella scheda di D-Orbit sul sito dell’EIC, la società ha chiesto all’EIC un grant da 2,5 milioni e un investimento in equity da 15 milioni per finanziare il suo progetto Astrolift.
Per quanto riguarda gli SFP, cui si accennava in precedenza, va ricordato che nel 2021 la società aveva emesso bond convertibili per un massimo di 100 milioni di euro, distinti in due diverse classi, in vista di una business combination con una Spac oppure di una operazione di private equity (si veda altro articolo di BeBeez). I bond, a scadenza 30 aprile 2026 e tasso fisso dell’8%, sono poi collocati per 50 milioni sia a investitori già presenti nel capitale della scaleup sia a nuovi investitori. Tra questi United Ventures, M&F Fund, colosso della difesa inglese Cobham (controllato dal 2020 da Advent International) e Asher Aerospace Venture.
Secondo quanto risulta a BeBeez, nel corso del 2022 30 milioni circa dei bond sono poi stati convertiti in SFP. Successivamente, lo scorso marzo, sono stati emessi altri SFP per altri 16 milioni (si veda qui il verbale dell’assemblea di delibera di emissione degli SFP 2023 con in allegato i regolamenti dei veri SFP, disponibile agli abbonati a BeBeez News Premium e BeBeez Private Data). Nel complesso a oggi, sempre secondo quanto risulta a BeBeez, sono stati collocati SFP per 60 milioni, di cui però solo 30 milioni hanno rappresentato nuova finanza, mentre gli altri 30 milioni sono risultato della conversione dei bond. Come si legge nel Regolamento dei vari SFP, questi verranno convertiti automaticamente in occasione di un aumento di capitale da almeno 50 milioni di euro oppure nel caso di un evento di liquidità, quindi quotazione in Borsa oppure vendita della società oppure vendita di tutti gli asset oppure, infine, comunque entro il termine di conversione fissato per il 31 dicembre 2023.
D-Orbit nell’agosto 2020 aveva ottenuto 15 milioni di euro di finanziamento dalla BEI (si veda altro articolo di BeBeez) e nel marzo 2020 aveva raccolto 2,6 milioni di euro sulla piattaforma di equity crowdfunding dedicata agli HNWI ClubDealOnline. La raccolta era stata effettuata in collaborazione con le strutture di private banking di Banca Sella e Sparkasse (si veda altro articolo di BeBeez). Nel dicembre 2019 D-Orbit aveva invece chiuso un round guidato da Seraphim Capital, il più grande fondo di venture capital al mondo dedicato agli investimenti in società New Space. Il round, di cui non era stata rivelata l’entità, era stato sottoscritto anche da Noosphere Ventures (il primo investitore americano di D-Orbit), l’allora Invitalia Ventures sgr (oggi CDP Venture Capital sgr), Indaco sgr, Elysia Capital e Nova Capital (si veda altro articolo di BeBeez).
Prima ancora, a dicembre 2015, D-Orbit aveva ricevuto un grant da 2 milioni di euro dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020-Sme Instrument. Il round precedente risaliva all’ottobre 2015, quando la startup aveva raccolto 1,83 milioni di euro emettendo strumenti finanziari partecipativi (si veda altro articolo di BeBeez), di cui 1,3 milioni investiti dal Club degli Investitori, mentre il resto era stato sottoscritto da un gruppo di imprenditori dell’area comasca (per 230 mila euro) e da due fondi già azionisti di D-Orbit, ossia TTVenture (Indaco sgr) e Como Venture, che nel dicembre 2014 avevano sottoscritto un aumento di capitale da 2,2 milioni (si veda altro articolo di BeBeez). Al round del 2015 si era affiancato anche un finanziamento di 1,2 milioni di euro erogato da Unicredit grazie al Fondo Centrale di Garanzia per startup innovative, cosicché D-Orbit aveva potuto raccogliere nel giro di poche settimane risorse per oltre 3 milioni di euro. Prima ancora, a inizio 2014, la startup aveva incassato un grant messo in palio da Caixa Capital e aveva quindi aperto la controllata D-Orbit PT a Lisbona. Nel 2012, sempre TTVenture e Como Venture, insieme a 3LB Seed Capital avevano sottoscritto un round da 1,9 milioni, mentre nel 2011 TTVenture aveva investito 300 mila euro nel primo round seed (si veda Crunchbase).















