Ieri il Tribunale di Milano ha ammesso Italtel, controllata da Exprivia, alla procedura di concordato preventivo secondo il piano proposto dalla società (si veda qui il comunicato stampa). Il giudice ha ritenuto infatti la proposta concordataria presentata da Italtel idonea a garantire la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei creditori. Contestualmente, il Tribunale ha fissato per il 29 settembre la data di convocazione dei creditori dinanzi al giudice delegato e i termini per le altre incombenze.
La società aveva depositato al Tribunale di Milano come previsto lo scorso venerdì 5 febbraio la domanda di ammissione della proposta concordataria di Italtel (si veda altro articolo di BeBeez) sulla base del piano industriale asseverato dallo Studio Spada (si veda altro articolo di BeBeez).
Ricordiamo che il Consiglio di amministrazione di Italtel, riunitosi il 31 dicembre 2020, aveva deliberato di accettare l’offerta vincolante di PSC Partecipazioni spa a supporto di una proposta di concordato. Lo aveva comunicato la controllante Exprivia, società di telecomunicazioni quotata sul MTA di Borsa Italiana, che alla vigilia di Natale aveva a sua volta aveva annunciato che avrebbe presentato un’offerta vincolante e irrevocabile a supporto di una proposta di concordato in continuità di Italtel (si veda altro articolo di BeBeez). Il Cda di Italtel, però, composto da 7 membri, di cui 3 di emanazione di Exprivia, altri 3 emanazione del management più un consigliere indipendente (il presidente Claudio Calabi), ha deciso in maniera indipendente che l’offerta migliore era appunto quella di PSC.
Secondo quanto risulta a BeBeez, la proposta concordataria si configura come un’assunzione e quindi con PSC che assumerà tutte le attività e tutte le passività di Italtel, sulla base di precisi accordi di stralcio del debito. Per approvare questo tipo di struttura non è stato quindi necessario deliberare un aumento di capitale per Italtel e quindi la decisione non è passata al vaglio degli azionisti Exprivia (81%) e Cisco (19%), ma solo del Cda.
L’offerta di PSC Partecipazioni, resta comunque subordinata all’approvazione della proposta concordataria da parte dei creditori e poi all’omologa da parte del Tribunale di Milano, prevista per fine anno o gennaio 2022.
L’amministratore delegato di Italtel, Stefano Pileri, ha commentato: “L’approvazione del piano di sviluppo offre nuovo slancio al nostro cammino industriale, i cui capisaldi sono: la proposta di linee innovative sui temi 5G e Banda Ultra Larga, Cybersecurity, IoT e Hybrid-Cloud con una forte declinazione multi-technology; la differenziazione sui mercati della pubblica amministrazione, delle utilities, delle banche e assicurazioni, dei media; la massima focalizzazione sui servizi di ingegneria e operation con il valore aggiunto del software; la crescita focalizzata su mercati internazionali presidiati che offrono le maggiori prospettive di sviluppo; l’investimento sulle competenze delle persone”.
Ricordiamo che PSC ha messo sul piatto una cifra complessiva di 44 milioni di euro per il salvataggio e per il rilancio di Italtel, con il supporto di un pool di banche, guidato da Unicredit, che successivamente all’assunzione, metterà a disposizione linee per 30 milioni di euro. Di 44 milioni complessivi, 9 milioni saranno investiti da TIM per il 20- 25% del capitale di Italtel. I due azionisti attuali, quindi, usciranno di scena, ma Cisco resterà come fornitore privilegiato.
Italtel ha chiuso i nove mesi 2020 con ricavi per 174,9 milioni di euro (rispetto ai 255,2 milioni dello stesso periodo del 2019), un mol negativo di 4,8 milioni (contro i 7,7 milioni del 2019) e un debito finanziario netto in calo da 182,5 a 173,5 milioni (si veda altro articolo di BeBeez). L’obiettivo del piano di rilancio di Italtel è raggiungere i 350 milioni di ricavi al 2023 e 450 milioni al 2026.
Sul tavolo del Cda di Italtel lo scorso dicembre erano arrivate soltanto due offerte vincolanti e cioé appunto quelle di di PSC e di Exprivia, mentre alla fine Pillarstone Italy, attraverso la controllata Sirti, che pure aveva maniefasto interesse, non ha poi depositato l’offerta vincolante. Pillarstone Italy resta comunque uno dei principali creditori di Italtel, visto che lo scorso giugno 2020 ha comprato buona parte del credito di Unicredit nei confronti della società (si veda altro articolo di BeBeez), come parte del pacchetto di crediti corporate Utp che un gruppo di banche ha trasferito al nuovo fondo RSCT Fund con dotazione di 600 milioni di euro e gestito da Davy Global Fund Management (si veda altro articolo di BeBeez). Proprio con Pillarstone Italy Exprivia aveva stretto un accordo. Nella nota diffusa prima di Natale, infatti, la società precisava che Exprivia “è attualmente in contatto con il principale creditore finanziario di Italtel, Davy Capital Fund Management Limited, quale società di gestione del fondo d’investimento RSCT Fund, di cui Pillarstone Italy spa è l’investment advisor, il quale ha manifestato valutazione favorevole sulla proposta di concordato supportata da Exprivia“.
PSC Partecipazioni è un gruppo specializzato nel settore dell’impiantistica elettromeccanica e termica con sede a Roma, fondato nel 1958 da Emidio Pesce e guidato oggi dai figli Umberto e Angelo. La società è controllata dalla famiglia Pesce, partecipata al 9,6% da Simest dal 2015 (si veda altro articolo di BeBeez) e al 10% da Fincantieri.
Vista la presenza nel capitale di PSC di questi soggetti a partecipazione pubblica, l’acquisizione si può leggere come “operazione di sistema”. Obiettivo di Umberto Pesce, infatti, è quello di trasformare PSC in una piattaforma di aggregazione nel settore delle infrastrutture, un po’ come WeBuild sta facendo nel settore delle costruzioni, con il supporto di Cdp (si veda altro articolo di BeBeez).
A fine febbraio scorso l’assemblea di PSC ha nominato due nuovi consiglieri di amministrazione nelle persone di Vito Cozzoli, con delega agli Affari Istituzionali, e di Andrea Severini, con la delega e i correlati poteri operativi in materia di amministrazione, bilanci, finanza tesoreria e controllo di gestione. Severini è stato nominato anche Chief Restructuring Officer di Italtel.















