Fincantieri, gruppo quotato a Piazza Affari, leader della navalmeccanica ad alta tecnologia, specializzato nella progettazione e costruzione di navi da crociera di lusso, grandi unità militari, navi speciali e mega-yacht, ha annunciato il lancio di una nuova piattaforma di aggregazione che sarà il primo operatore verticalmente integrato della subacquea, capace di orchestrare soluzioni end-to-end lungo l’intera catena del valore, dall’hardware al software fino alle telecomunicazioni.
Il polo nasce dall’acquisizione e aggregazione di quattro aziende italiane, che sono Next Geosolutions (quotata a Piazza Affari e che quindi verrà delistata a seguito di un’opa) e le scaleup hi-tech WSense, Graal Tech e Defcomm, che si andranno ad affiancare ad altre quattro società attive nel settore e già controllate da Fincantieri (si veda qui il comunicato stampa). In particolare, faranno parte del polo della subacquea anche WASS Submarine Systems (il business Underwater Armaments & Systems di Leonardo, acquisito nel 2025) e Remazel Engineering (leader nella progettazione e costruzione di apparecchiature e macchine per il settore energetico e oil&gas, acquisita nel 2024 dal fondo Alpha Private Equity, si veda altro articolo di BeBeez).
La prima fase delle operazioni di acquisizione appena annunciate prevede un esborso di circa 600 milioni di euro e sarà finanziata con le risorse rinvenienti dall’aumento di capitale via ABB di 500 milioni di euro completato con successo a febbraio 2026, operazione deliberata dall’assemblea degli azionisti nel 2024 e concepita per supportare la crescita inorganica del gruppo, oltre ad altre fonti disponibili del gruppo. In un secondo momento, come detto, potrà essere lanciata un’offerta pubblica di acquisto sul capitale residuo di NextGeo, che verrà finanziato con fonti disponibili del gruppo.
Nell’operazione di acquisizione di NextGeo Fincantieri è supportata da Intesa Sanpaolo (IMI CIB) in qualità di financial advisor, da Deloitte per gli aspetti legati all’attività di due diligence, da BCG per la due diligence commerciale e il business plan e dallo Studio Cappelli RCCD in qualità di advisor legale. Nell’operazione di acquisizione di WSense Fincantieri è stata supportata da PwC per gli aspetti legati all’attività di due diligence, anche commerciale e per il business plan, da Gianni & Origoni come legal advisor, e da PwC e Equita SIM per la fairness opinion. Nell’acquisizione di Defcomm Fincantieri è stata supportata da EY per gli aspetti legati all’attività di due diligence, da LCA come legal advisor, e da EY per la fairness opinion. Nell’acquisizione di Graal Tech Fincantieri è stata supportata da EY per gli aspetti legati all’attività di due diligence, e da Alma LED come legal advisor.
Le otto società che costituiscono il polo della subacquea sono tutte leader nei rispettivi settori, fortemente integrate verticalmente, per un totale di circa 1.500 professionisti con sedi in Italia, Regno Unito, Paesi Bassi, Norvegia ed Emirati Arabi Uniti Il segmento underwater di Fincantieri ha registrato nel 2025 ricavi per 667 milioni di euro, pari al 6,7% dei ricavi complessivi del gruppo. Su base pro-forma, includendo le nuove acquisizioni, il segmento raggiungerà nel 2026 ricavi per oltre 1,1 miliardi di euro ed ebitda per circa 220 milioni di euro, anticipando di quattro anni gli obiettivi di crescita underwater previsti al 2030 dal Piano Industriale 2026-2030 presentato a febbraio 2026. Le nuove acquisizioni contribuiranno inoltre all’utile di gruppo pro-forma 2026 per oltre 60 milioni di euro aggiuntivi. I ricavi del segmento raggiungeranno 1,4 miliardi di euro nel 2028 e 1,8 miliardi nel 2030, con un margine ebitda UW pro-forma che salirà dal 19,2% del 2026 al 21% nel 2028 e al 23% nel 2030; al 2030 il contributo delle acquisizioni all’utile netto di gruppo raggiungerà circa 130 milioni di euro.
Il comunicato indica inoltre che il settore underwater presenta valutazioni a premio rispetto alle attività tradizionali di Fincantieri, con multipli EV/ebitda 2026 su operazioni comparabili nell’ordine di 20 volte; applicando un multiplo più conservativo, tra 12 e 15 volte, all’ebitda UW 2028 incrementale delle acquisizioni (130 milioni di euro), l’EV incrementale si collocherebbe tra 1,6 e 2 miliardi di euro, equivalente a un valore tra 4 e 5 euro per azione Fincantieri a parità di PFN.
NextGeo: acquisto del controllo e opa obbligatoria con delisting
L’operazione su NextGeo è la più complessa delle quattro appena annunciate, dato appunto che si tratta di una società quotata su Euronext Growth Milan. L’azienda è specializzata a livello internazionale nel settore della geoscienza marina e nei servizi di supporto alle costruzioni e dì impianti offshore e a oggi è controllata al 52,60% dal gruppo Marnavi, dopo essersi quotata nel maggio 2024 con un’operazione che aveva visto come anchor investor Smart Capital, holding di partecipazioni industriali con capitale permanente specializzata in investimenti di private equity e di private investments in public equity (PIPE), a sua volta quotata a Piazza Affari, e VSL Club spa, società di investimento e consulenza specializzata in operazioni di club deal nel settore della logistica marittima (si veda altro articolo di BeBeez). In occasione della quotazione, NextGo aveva accolto come investitori anche gli ex obbligazionisti del bond convertibile da 3,228 milioni di euro emesso da ABC Company, società benefit e veicolo di permanent capital, quotata a sua volta sul segmento professionale di EGM, che investe, direttamente e/o attraverso la strutturazione di club deal, in pmi italiane, che aveva proposto ai suoi sottoscrittori di avere rimborsi in natura appunto in azioniNextGeo(si veda altro articolo di BeBeez). Nel luglio dello stesso anno, poi, il Fondo Ipo Club 2, secondo veicolo della serie IPO Club, promosso da Simone Strocchi, fondatore del gruppo Electa (poi confluito nel gruppo Azimut) insieme al gruppo Azimut, aveva acquisito il 2,6% di NextGeo (si veda altro articolo di BeBeez).
Ora Fincantieri ha firmato un accordo vincolante con Marnavi spa per l’acquisto della sua quota di controllo del 52,60% in NextGeo, mentre sono in fase avanzata di negoziazione accordi con i soci esponenti del top management (Attilio Ievoli, Giovanni Ranieri, Giuseppe Maffia, Fabio Galeotti e Alessandro Buffa), che avranno diritto a vendere fino al 30% della propria partecipazione, impegnandosi al reinvestimento delle quote restanti. Il contratto valorizza l’azione NextGeo a 16,25 euro, per un equity value complessivo del 100% della società pari a 780 milioni di euro.
Nell’ambito dell’operazione, sono inoltre in corso negoziazioni per cui Alessandro Buffa e il suo veicolo Nettuno Capital si impegneranno a cedere a NextGeo il 30% della partecipazione detenuta nella controllata NextGeo Rana Subsea, e un accordo tra Marnavi e NextGeo per la messa a disposizione di quattro unità navali di proprietà di Marnavi.
A seguito del perfezionamento dell’acquisto, Fincantieri promuoverà un’opa obbligatoria sulla totalità delle azioni NextGeo rimanenti in circolazione, finalizzata al delisting
WSense: ingresso graduale fino al 75% tramite veicolo dedicato
Wsense, scaleup italiana specializzata in tecnologie per le comunicazioni sottomarine con i suoi sistemi di subsea Wi-Fi, vedeva già Fincantieri tra i suoi investitori. Il gruppo quotato infatti aveva partecipato alla prima tranche del round da 10 milioni di euro chiuso dalla scaleup nell’ottobre 2025. La prima tranche era stata chiusa nell’aprile dello stesso anno per un totale di 7,2 milioni, con Fincantieri che aveva sottoscritto un prestito convertendo in equity per un importo iniziale di 2,5 milioni, con la possibilità di incrementare l’investimento di un ulteriore importo di 2,5 milioni. A quella prima tranche avevano partecipato anche CDP Venture Capital sgr, SWEN Blue Ocean, RunwayFBU, Axon Partners e Rypples, società di impact investment sugli oceani, co-fondata dall’imprenditore seriale e founder di unicorni, Jerome Ternynck (si veda altro articolo di BeBeez). Alla seconda tranche del round, per un totale di 2,8 milioni, avevano poi partecipato anche il fondo portoghese Indico Capital Partners e SIMEST (si veda altro articolo di BeBeez). In precedenza, nel 2023, WSense aveva raccolto un round di investimento di Serie A da 9 milioni di euro, che stato guidato dal fondo Blue Ocean di Swen Capital Partners e a cui avevano partecipato anche CDP Venture Capital sgr, RunwayFBU, Axon Partners Group, l’acceleratore Katapult Ocean CoreAngels Climate e Moonstone (si veda altro articolo di BeBeez). Prima ancora, nel 2022, la società aveva raccolto un round seed da 4 milioni di euro, guidato dal Fondo Evoluzione di CDP Venture Capital sgr.
Fondata nel 2017 dalla ceo Chiara Petrioli, professore ordinario di ingegneria informatica all’Università La Sapienza di Roma, la società è uno spin-off della stessa Università, è stata accelerata nel 2022 da EIT DIgital (si veda qui ll comunicato stampa) e nel marzo 2022, WSense ha ricevuto il Blueinvest Award della Commissione Europea nella categoria Ocean Observation per i nuovi prodotti, tecnologie e soluzioni basate sull’IA per l’osservazione degli oceani, la raccolta e l’analisi dei dati marini.
WSense sviluppa soluzioni uniche che garantiscono l’interoperabilità delle reti wireless adattive tra sensori subacquei multi-vendor e veicoli autonomi, con altissima affidabilità e scalabilità. Le tecnologie brevettate WSense consentono comunicazioni sottomarine in tempo reale, sicure ed economiche, rendendo possibile la raccolta di big data oceanici su scala mai raggiunta prima. Un approccio che rivoluziona la conoscenza degli ecosistemi marini e apre a nuove applicazioni: dal monitoraggio e protezione delle infrastrutture critiche, alle reti robotiche autonome per la transizione energetica, fino al monitoraggio ambientale in tempo reale.
A oggi WSense ha trasmesso in tempo reale oltre 2,5 milioni di dati oceanici con più di 50 parametri. Tra i clienti e partner di WSense, si annoverano il Ministero della Difesa italiano, la Marina Militare, il National Center for Wildlife, l’ISPRA, l’INGV, Enea, Terna, AkerBP, A2A, ENI, oltre a partnership con Leonardo, Saipem, Alcatel Submarine Networks e, come detto, Fincantieri.
L’acquisizione di WSense da parte di Fincantieri (si veda qui il comunicato stampa di WSense) avverrà ora tramite una società veicolo appositamente creata, partecipata da Fincantieri, nella quale saranno conferite le quote dei soci fondatori. Il veicolo sottoscriverà accordi di acquisto delle quote con i soci fondatori che reinvestiranno il 75% delle proprie quote e con tutti gli attuali soci di WSense. Al termine di questa prima fase, Fincantieri deterrà il 61,95% della società veicolo; a 24 mesi dal closing, salirà fino al 75% delle quote del veicolo, che a sua volta deterrà circa il 95% di WSense. Fincantieri e i soci fondatori deterranno opzioni put e call attivabili nei tre esercizi successivi, a una valorizzazione della società che dipenderà dalle performance del 2028, 2029 e 2030.
Defcomm e Graal Tech: acquisizioni graduali con opzioni put e call
Defcomm è una startup romana fondata dall’imprenditore Federico Zarghetta e specializzata nella costruzione di droni a guida autonoma per il settore marittimo. Fincantieri aveva già siglato un accordo di partnership con la società a fine ottobre 2025 (si veda qui il comunicato stampa di allora). Quell’intesa consisteva in un accordo di co-investimento per accelerare gli sviluppi e l’industrializzazione dei droni di superficie progettati da Defcomm che avevano già superato test di long run ed endurance. Tali droni sono progettati per missioni di sorveglianza, intelligence e pattugliamento e si distinguono per l’elevata flessibilità di impiego, potendo operare in modalità totalmente autonoma, a guida remota e a controllo manuale, oltre che per l’elevata performance in termini di velocità. Ora Fincantieri ha raggiunto un accordo vincolante con Fedcomm Holding Italia srl, unico azionista, che fa capo appunto a Zarghetta, per un’acquisizione in tre fasi: inizialmente il 49% tramite un aumento di capitale e un acquisto diretto di quote; entro due anni dal closing, un’opzione call per un ulteriore 2% (fino al 51%); decorsi tre anni dalla scadenza di tale opzione, un’opzione put e call sul rimanente 49%. Defcomm sarà consolidata integralmente solo in caso di esercizio dell’opzione call che porti Fincantieri al 51%.
Quanto a Graal Tech, azienda specializzata nella progettazione e costruzione di sistemi meccatronici sottomarini, è nata nel 1998 come spin-off dell’Università degli studi di Genova. Guidata dal ceo Andrea Caffaz, già nel maggio 2025 aveva siglato un Memorandum of Understanding con IDS – Ingegneria dei Sistemi spa, società d’ingegneria controllata da Fincantieri e specializzata nello sviluppo di prodotti e servizi ad alto contenuto tecnologico, con obiettivoil co-sviluppo tecnologico in esclusiva di veicoli underwater unmanned di medie e piccole dimensioni (si veda qui il comunicato stampa di allora). Ora Fincantieri ha già acquisito dai soci fondatori il 51% del capitale, con perfezionamento soggetto ad autorizzazione Golden Power. Il rimanente 49% sarà oggetto di opzioni put e call il cui prezzo di esercizio dipenderà dalle performance della società negli anni 2026-2031.
Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri, ha dichiarato: “L’operazione odierna rappresenta una trasformazione industriale storica per Fincantieri, che crea un campione internazionale dell’Underwater, grazie alla completa integrazione lungo la catena del valore di tecnologie, competenze e capacità operative. Queste acquisizioni ci consentono inoltre di accelerare nell’attuazione del Piano Industriale, rafforzando in modo significativo la redditività e valorizzando un mercato in forte espansione, dove la componente dual-use è destinata a diventare sempre più rilevante. Abbiamo inoltre scelto di valorizzare la continuità industriale delle società acquisite, mantenendo i management team esistenti, perché riteniamo che competenze ed execution siano un elemento essenziale della crescita del gruppo”.

NextGeo, WSense e i loro investitori
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