Dopo le indiscrezioni del weekend (si veda altro articolo di BeBeez), ieri in tarda serata è arrivato l’annuncio ufficiale: “Bancomat spa, società che gestisce i circuiti di prelievo e pagamento tra i più diffusi e conosciuti in Italia, identificati dai marchi Bancomat, PagoBancomat e Bancomat Pay, e FSI, primario investitore italiano focalizzato su investimenti di crescita, hanno firmato un MoU per valutare la fattibilità di un progetto di partnership. Con la sottoscrizione del MoU Bancomat spa e FSI hanno definito le modalità che potrebbero portare ad un potenziale ingresso di FSI nel capitale di Bancomat spa al fianco delle banche azioniste, al fine di accelerare ancora di più la crescita della società attraverso importanti investimenti per lo sviluppo” (si veda qui il comunicato stampa).
Ricordiamo che una riorganizzazione dell’azionariato di Bancomat è allo studio da più di un anno (si veda altro articolo di BeBeez), dopo l’ultimo aumento di capitale da 25 milioni sottoscritto dalle banche azioniste nel 2019 (si veda qui il comunicato stampa di allora). Nel giugno 2021, infatti, si parlava di una possibile ricapitalizzazione riservata di nuovo alle banche attuali azioniste, con il prima linea Intesa Sanpaolo (24,2%, oltre alla quota dell’inglobata UBI, 7,3%), Unicredit (18,9%), Banco BPM (7,67%), MPS (7,57%), BNL BNP Paribas (5,05%), BPER (4,6%), Cassa Centrale (2,8%) e così via (Il consorzio di azionisti della società di pagamenti comprende 115 banche italiane, che fanno parte degli oltre 400 prestatori di servizi di pagamento che utilizzano i suoi servizi). Tuttavia già allora si immaginava che l’operazione non avrebbe mancato di risvegliare l’interesse del private equity e di operatori del settore paytech.
Allora BeBeez aveva in particolare sottolineato che il deal sarebbe potuto essere di interesse di FSI, ricordando l’analogia con quello condotto dal fondo su Cedacri, poi confluita nel gruppo ION Investments, fornitore tecnologico globale del settore finanziario, fondato più di 20 anni fa dall’imprenditore italiano Andrea Pignataro (si veda altro articolo di BeBeez). A sua volta ION, finanziato da FSI che ne è diventato azionista di minoranza, e insieme a GIC Private Limited (fondo sovrano di Singapore), hanno lanciato un’opa su Cerved che si è conclusa con successo con il delisting del titolo da Piazza Affari lo scorso febbraio (si veda altro articolo di BeBeez). E quindi Bancomat spa potrebbe diventare un altro interessante tassello del puzzle.
Oppure in alternativa potrebbe creare sinergie con l’altro più recente acquisto di FSI nel settore fintech, rappresentato dal 60% di BCC Pay, il business della monetica di Iccrea Banca, capogruppo del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea (si veda altro articolo di BeBeez).
Bancomat spa da oltre trent’anni gestisce i circuiti di prelievo e pagamento domestici più diffusi e conosciuti in Italia, identificati dai marchi Bancomat e PagoBancomat, utilizzati rispettivamente per le operazioni di prelievo contante dagli sportelli ATM e per le operazioni di pagamento di beni o servizi presso POS e ATM con carte di debito e prepagate. Da gennaio 2019 Bancomat ha ampliato la propria offerta affiancando ai circuiti esistenti anche il servizio di pagamento digitale, identificato dal marchio BancomatPay, utilizzato per le
operazioni di pagamento di beni e servizi presso diverse tipologie di Point of Acceptance come i POS, tradizionali ed evoluti, e di trasferimento di denaro tra privati tramite device mobile.
Sotto la guida dell’amministratore delegato Andrea Zollo, Bancomat ha archiviato un bilancio 2021 con 25,82 milioni di euro di ricavi consolidati (+29,15% dal bilancio 2020, quando aveva registrato 19,9 milioni di ricavi, un ebitda di 2,3 milioni e un patrimonio netto di 24,3 milioni), grazie a circa 2 miliardi di transazioni di pagamento con PagoBancomat (+45% rispetto all’anno precedente), per un valore di circa 100 miliardi di euro, e 3,4 milioni di operazioni con il servizio digitale Bancomat Pay (+102%).
Intanto nei giorni scorsi Bancomat spa ha effettuato uno studio di fattibilità volto a valutare il proprio posizionamento nell’ambito dell’Euro Digitale, sulla scia dell’iniziativa della Banca Centrale Europea relativa alla progettazione e allo sviluppo della propria Central Bank Digital Currency. Obiettivo dello studio, si legge in una nota, “è identificare nell’era dell’Euro Digitale la value proposition di Bancomat spa, e garantire all’ecosistema Italia una rapida adozione. Bancomat spa. intende offrire un servizio completo alle banche e agli utenti finali, consumer e merchant, ponendosi per il futuro come facilitatore per la diffusione dello strumento di pagamento evoluto”. Inoltre, “come “provider tecnologico, Bancomat spa intende ospitare l’operatività dell’Euro Digitale nel servizio BancomatPay, che garantirebbe l’impiego di un unico portafoglio digitale, già conosciuto dall’utente, a prescindere dalla moneta utilizzata. Inoltre, Bancomat spa, potrà affiancare al servizio di wallet provider una soluzione di custodia delle chiavi private, essenziali per il funzionamento di valute digitali, fornendo sicurezza sugli asset digitali posseduti. A supporto del funzionamento dell’intera operatività del pagamento, Bancomat spa potrebbe inoltre offrire il proprio motore infrastrutturale, come Central Hub, per il collegamento e l’esecuzione dei pagamenti”.















