Nella mattinata di ieri gli azionisti di riferimento di illimity hanno annunciato lo scioglimento del Patto di Consultazione (si veda qui il comunicato stampa) da loro stessi siglato alla fine di maggio (si veda altro articolo di BeBeez) in risposta all’opas annunciata a gennaio da Banca Ifis e partita ufficialmente lo scorso 19 maggio (si veda altro articolo di BeBeez).
La mossa dei soci del Patto, che sino a ieri riuniva il 27,2% del capitale, è avvenuta subito dopo l’annuncio da parte di Banca Ifis del riconoscimento agli aderenti all’opas di un premio del 5% sul prezzo di offerta alla data dell’annuncio, lo scorso 7 gennaio, cioè 3,55 euro, portando quindi la componente cash del corrispettivo a 1,6835 da 1,506 euro, qualora le adesioni superassero la soglia del 90% (si veda altro articolo di BeBeez).
Alla luce degli ultimi sviluppi, si potrebbe supporre che l’aumento del corrispettivo nella misura del 5% possa avere indotto alcuni dei membri del Patto a riconsiderare l’offera e giudicarla soddisfacente, contrariamente a quanto espresso all’epoca della costituzione del nocciolo duro. Il venir meno di una posizione univoca avrebbe avuto come logica conseguenza lo sgretolamento di quest’ultimo e quindi lo scioglimento del Patto.
Non essendoci più questo possibile ostacolo alla riuscita dell’Opas (ricordiamo che il Patto si era riservato di acquistare titoli sul mercato nel caso le adesioni avessero superato il 50% del capitale, soglia che dà il controllo dell’assemblea ordinaria), Banca Ifis potrebbe avere davanti a sé la strada spianata per il controllo dell’istituto di Via Soperga.
Prova ne sia che le adesioni ieri sono state di poco superiori al 20% del capitale, portando il totale delle azioni apportate all’opas al 52,3% (si veda qui il comunicato di Borsa Italiana), ed è molto probabile che nel pacchetto di azioni apportate ieri ci siano anche quelli di diversi ex membri del Patto. Quest’ultimo raggruppava il 27,2% del capitale, e se si escludono le azioni di Corrado Passera (poco più del 10%) gli altri ex membri del Patto raggiungono il 16,8%, a cui si può sommare un 3,4% apportato dal flottante.
Fatto sta che il titolo illimity è stato in costante discesa dalla data di costituzione e annucnio del Patto, ossia il 30 maggio, per poi invertire la rotta, in modo alquanto deciso, a partire da mercoledì, all’annuncio del premio del 5% da parte di Banca Ifis, che sembra sia stato la carta vincente.
A questo punto a Banca Ifis manca poco meno dell’8% per raggiungere il fatidico 60%, soglia minima al di sotto della quale la banca veneziana si riserva di rinunciare all’Offerta (si veda altro articolo di BeBeez).
Fine della storia? Molto probabile. Anche se in questo quadro stona il dato dei volumi scambiati sul mercato, che hanno superato 1,3 milioni di azioni, cioè circa l’1,6% del capitale di illimity. Quantità dieci volte superiori alla media dei giorni scorsi, per di più nel primo giorno dopo che è scattato il divieto di apportare all’Opas azioni illimity appena acquistate.
Verosimile che si sia trattato di singoli trader che hanno cavalcato l’aumento di prezzo innescato dall’incremento dell’offerta e dallo scioglimento del Patto di Consultazione.
A questo punto resta solo da attendere l’esito definitivo dell’opas, che sarà comunicato alla fine della giornata odierna, per sapere se Banca Ifis ha conquistato il fortino illimity, e soprattutto se la banca controllata dalla famiglia Furstenberg ha raggiunto l’agognato 90%.

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