
Parte oggi l’aumento di capitale da circa 100 milioni di euro di Trevi Finanziaria Industriale spa, dopo che venerdì scorso il gruppo cesenate leader dell’ingegneria e tecnologia del sottosuolo per le grandi opere venerdì scorso ha infatti depositato l’offerta in opzione rivolta agli azionisti (si veda qui l’avviso e qui il comunicato stampa) . L’operazione prevede l’emissione di massime 49.964.352 nuove azioni ordinarie, prive di valore nominale e con le stesse caratteristiche di quelle già quotate. Il prezzo di sottoscrizione è fissato a 2 euro per azione, di cui 0,05 euro destinati al capitale sociale e 1,95 euro a sovrapprezzo.
In base al prezzo di offerta, le nuove azioni sono offerte a uno sconto del 34,9% rispetto al TERP (Theoretical Ex Right Price), cioè 3,07 euro, che a sua volta tiene conto dell’effetto di diluizione. Infatti lo scorso 25 maggio le azioni in circolazione, poco più di 320 milioni, sono state raggruppate in ragione di 1 nuova azione ogni 20 vecchie (si veda qui il comunicato stampa). A seguito del raggruppamento ora risultano in essere 15.613.864 azioni, il cui prezzo unitario, 6,64 euro, è stato calcolato a partire dai 0,334 euro del prezzo di chiusura ufficiale del 25 maggio delle azioni pre-raggruppamento. Quindi il TERP tiene conto del fatto che le azioni di nuova emissione saranno pari a 3,2 volte quelle in essere. Le azioni potranno essere sottoscritte da oggi fino al 25 giugno, estremi inclusi.
Il rapporto stabilito assegna 16 nuove azioni ogni 5 possedute. Ogni azionista riceve un diritto di opzione per ciascuna azione detenuta. Per garantire la quadratura dell’operazione, ciascun socio ha rinunciato a quattro diritti. I diritti esercitabili risultano quindi 15.613.860, pari al numero delle azioni in circolazione dopo il recente raggruppamento.
Riguardo alla strutture di garanzia del buon esito dell’operazione, l’unica novità rispetto a quanto già conosciuto alla fine della scorsa settimana (si veda altro articolo di BeBeez) è l’impegno del principale azionista di Trevi, Cdp Equity, a sottoscrivere tutte le azioni non sottoscritte diopo che sono stati offerti in borsa i diritti inoptati, per un numero massimo di azioni di poco inferiore ai 4,8 milioni. Se Cdp Equity sottoscrivesse tutte le azioni per tale motivo ancora non sottoscritte, la sua quota nel cpaitale di Trevi Finanziaria salirebbe al 28,9 dall’attuale 21,6%. In tal caso CDP Equity si avvicinerebbe al controllo di fatto su Trevi Finanziaria (in proposito si veda anche altro articolo di BeBeez). Nel frattempo Mediobanca, che agisce in qualità di Sole Global Coordinator, e poi Banca Akros ed Equita in qualità di Joint Bookrunners si sono impegnate a garantire la sottoscrizione dei titoli e diritti eventualmente inoptati al netto della quota di Cdp Equity (si veda qui il comunicato stampa).
L’aumento di capitale, deliberato dal Cda sulla base della delega assembleare dello scorso 22 maggio (si veda qui il comunicato stampa e altro articolo di BeBeez), è l’ultimo tassello di un articolato piano di rilancio economico finanziario che aveva preso le mosse a fine 2022 (si veda altro articolo di BeBeez) con la ristrutturazione del debito bancario, e proseguito lo scorso 28 maggio con la definizione di un contratto di rifinanziamento con i principali istituti creditori, che si sostanzia in un prestito da 180 milioni di euro a cinque anni con struttura amortizing (si veda altro articolo di BeBeez) con cui verranno rimborsati i debiti rivenienti dal piano del 2022, che scadono a fine 2026 e compongono la maggior parte dell’esposizione del gruppo verso le banche, nonché il bond emesso nel 2014 in scadenza alla fine del prossimo luglio (si veda altro articolo di BeBeez), in modo da spostare quasi tutto l’indebitamento finanziario alla scadenza di cinque anni.
In questo modo per il gruppo guidato da Giuseppe Caselli si creano le condizioni di stabilità necessarie al raggiungimento degli obiettivi del Business Plan 2026-29 (si veda qui la Presentazione agli analisti) che prevede il raggiungimento a fine piano di un fatturato 750 milioni di euro per un ebitda do 100 milioni, con una crescita media annua del 5,5%. con spese in conto capitale di 22 milioni di euro l’anno.

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