
Dopo oltre vent’anni di rinvii, stop amministrativi, contenziosi e difficoltà finanziarie, il progetto di riqualificazione dell’area degli ex Mercati Generali di Roma è pronto a ripartire (si veda qui il comunicato stampa dei legali).
Nei mesi scorsi il Tribunale di Roma ha infatti omologato i concordati preventivi in continuità di tutte e tre le società del gruppo: Silvano Toti Holding spa (dicembre 2025, si veda qui la sentenza, disponibile agli abbonati a BeBeez News Premium e BeBeez Private Data), Lamaro Appalti spa (si veda qui la sentenza) e Cinecittà Centro Commerciale srl (si veda qui la sentenza), completando il percorso di ristrutturazione del gruppo della famiglia Toti.
L’omologa, che chiude una delle più complesse ristrutturazioni immobiliari italiane degli ultimi anni, che ha consentito di affrontare circa 800 milioni di euro di esposizione debitoria complessiva del gruppo facente capo alla famiglia Toti, arriva a circa un anno dall’intervento del fondo NCO-Nextalia Credit Opportunities, che aveva rilevato dalle banche creditrici la gran parte dell’esposizione finanziaria verso il gruppo Toti con l’obiettivo di favorire una soluzione industriale e finanziaria della crisi e sbloccare appunto il progetto degli ex Mercati Generali di Roma (si veda altro articolo di BeBeez).
Le proposte concordatarie hanno ottenuto la maggioranza delle classi per STH e Lamaro, e la sostanziale unanimità per Cinecittà. In tutti e tre i concordati è stata approvata la proposta di transazione fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate. Particolarmente rilevante il caso STH, che aveva in corso un contenzioso da oltre 100 milioni di euro dinanzi alla Corte di Cassazione: la causa è stata vinta dalla società, con conseguente liberazione dei relativi fondi a incremento della proposta concordataria.
L’intervento nell’area degli ex Mercati Generali di Roma sarà sviluppato dall’asset manager statunitense Hines in virtù della Convenzione Integrativa stipulata con Roma Capitale a seguito del meccanismo di subentro a Lamaro previsto nell’ambito della procedura concordataria e prevede la realizzazione di circa 8 ettari di nuovi spazi dedicati a cultura, socialità, servizi e aree verdi, per un investimento complessivo superiore a 400 milioni di euro.
Le sentenze di omologa confermano inoltre come il progetto ex Mercati Generali sia rimasto uno degli asset centrali del piano di risanamento. Nel concordato Lamaro assume infatti particolare rilievo la partecipazione detenuta in Sviluppo Centro Ostiense (SCO), la concessionaria del progetto. La procedura prevede anche l’emissione di strumenti finanziari partecipativi collegati alla futura valorizzazione della società, a testimonianza del valore potenziale attribuito dai creditori all’iniziativa.
Nel frattempo Nextalia ha già iniziato a valorizzare parte degli asset immobiliari sottostanti ai crediti acquisiti. Ricordiamo infatti che lo scorso aprile, sempre per conto del fondo NCO, ha completato la cessione di quattro immobili per un valore complessivo di circa 100 milioni di euro. Tra questi figurava anche Palazzo Scanderbeg, storico edificio del XV secolo nel centro di Roma, acquisito dal Gruppo Ginobbi, asset che rientrava proprio nel perimetro delle garanzie collegate all’operazione sul gruppo Toti (si veda altro articolo di BeBeez).
L’intera operazione è stata assistita dallo studio legale Marotta, che in 18 mesi ha curato anche il coordinamento delle relative procedure, avviate su sollecitazione iniziale dell’Organismo di Vigilanza della capogruppo STH.
La procedura concordataria di STH è stata vigilata, dalla fase preconcordataria sino a quella, attualmente in corso, post-omologa, dal Commissario Giudiziale Antonio Maria Leozappa, al quale si è aggiunta, in seguito all’ammissione, Donatella Zanetti , e al quale il Tribunale, con provvedimento innovativo che non prevede la nomina di liquidatore, ha assegnato anche la vigilanza nell’esecuzione della parte liquidatoria del concordato. I concordati delle controllate Lamaro e Cinecittà sono stati invece vigilati, rispettivamente, dai Commissari Giudiziali Giuseppe Sancetta e Leo Piccininni (Lamaro) e Marco De Cocci (Cinecittà).
Silvano Toti Holding e Lamaro Appalti sono state assistite dal professor Riccardo Tiscini come advisor finanziario, dal professor Simone Manfredi quale attestatore del piano e dal professor Giulio Andreani per la transazione fiscale. La difesa nel contenzioso tributario davanti alla Cassazione è stata affidata al professor avvocato Livia Salvini. Per Cinecittà Centro Commerciale hanno operato invece Donato Pezzuto come advisor finanziario, Andrea d’Ovidio quale attestatore del piano, Gerardo Losito come attestatore del degrado e il professor Alberto Dello Strologo per la valutazione degli strumenti finanziari partecipativi.














