D-Orbit, scaleup italiana attiva a livello globale nei servizi di logistica orbitale e nelle infrastrutture per le operazioni spaziali, ha raccolto 110 milioni di euro da un club deal di investitori organizzato dal gruppo Azimut, che ha raggiunto il target di raccolta in meno di due settimane (si veda qui il comunicato stampa).
L’investimento è stato realizzato attraverso Azimut Direct Investments SCA-SICAV-RAIF – D-Orbit, veicolo lussemburghese dedicato che ha permesso a circa 1.500 clienti seguiti dalla rete di consulenti finanziari e wealth manager di Azimut in Italia di accedere ad un’iniziativa di investimento nel settore delle infrastrutture spaziali, uno degli ambiti più strategici per lo sviluppo della nuova space economy globale.
La struttura dell’operazione prevede la partecipazione a un aumento di capitale in corso, con Azimut come lead investor, destinato a sostenere l’espansione industriale e tecnologica di D-Orbit, affiancato da un acquisto di azioni sul mercato secondario da diversi investitori, finalizzato al rafforzamento della compagine azionaria e al consolidamento del percorso di crescita internazionale della società. La quota di round di primario sottoscritto è stata di circa 45 milioni, mentre i restanti 65 milioni sono secondario.
Nell’ambito dell’operazione ha disinvestito la sua partecipazione il fondo TT Venture, gestito da Indaco Venture Partners sgr e ora in fase di liquidazione (si veda qui il comunicato stampa). TT Venture aveva investito in D-Orbit fin dalle fasi iniziali, accompagnandone lo sviluppo nei successivi round di crescita (si veda altro articolo di BeBeez).
Ricordiamo che una quindicina di giorni fa un precedente club deal di investitori privati e professionali organizzato da CFO sim Corporate Family Office, tra i principali operatori indipendenti nel settore del family office e della consulenza finanziaria, aveva acquisito per 8 milioni di euro sul mercato secondario una partecipazione rilevante in D-Orbit spa, scaleup leader nel settore della logistica spaziale (si veda altro articolo di BeBeez). L’operazione è stata gestita grazie alla partnership con Weltix, la ex ClubDeal Digital, controllata di ClubDeal spa, che si propone come primo Private Assets Operating System, cioè un’infrastruttura fintech regolamentata che consente una gestione digitale, trasparente ed efficiente dei private asset (si veda altro articolo di BeBeez). Weltix ha messo a disposizione la propria infrastruttura digitale. L’investimento è stato veicolato tramite la società veicolo Cosmos 2025 srl le cui quote dematerializzate hanno permesso l’inserimento diretto delle posizioni nei dossier titoli dei clienti, semplificandone la gestione amministrativa e il monitoraggio. Un club deal organizzato dall’allora Club Deal Digital, sempre in collaborazione con CFO sim, aveva già partecipato con un investimento da 2 milioni all’ultimo round di raccolta della scaleup nel 2024. Nel settembre 2024, D-Orbit aveva infatti chiuso la seconda tranche del mega-round Series C che ha raggiunto così i 150 milioni di euro (si veda altro articolo di BeBeez), dopo la prima tranche chiusa a inizio 2024 con una raccolta di oltre 100 milioni (si veda altro articolo di BeBeez). Il round era stato guidato da Marubeni Corporation, colosso industriale giapponese il cui coinvolgimento era già stato peraltro annunciato nel novembre 2023 (si veda altro articolo di BeBeez).
Dopo l’aumento di capitale, il bilancio 2024 si era poi chiuso con ricavi netti per 15,5 milioni e un ebitda negativo per 42,7 milioni, a fronte di liquidità netta per 63,8 milioni e patrimonio netto per 64,8 milioni (si veda qui il report di Leanus dopo essersi registrati gratuitamente).
Fondata nel 2011 dal ceo da Luca Rossettini e dal chief commercial officer Renato Panesi, entrambi ex Santa Clara University ed ex NASA, D-Orbit conta oggi uffici in Italia, Portogallo, Regno Unito e Stati Uniti e offre soluzioni all’avanguardia per il posizionamento dei satelliti e la rimozione dei detriti spaziali, operando in un mercato in forte espansione guidato dalla crescente domanda di connettività satellitare e osservazione terrestre. Il prodotto di punta della società, ION Satellite Carrier, è una piattaforma che consente il rilascio e il posizionamento preciso dei satelliti in orbita, riducendo in modo significativo tempi, costi e complessità delle missioni.
Le risorse apportate dal club deal saranno impiegate per sostenere il percorso di sviluppo internazionale di D-Orbit, ampliarne la capacità industriale legata alle missioni ION e proseguire nella roadmap tecnologica, rafforzando ulteriormente il posizionamento della società a livello globale.
Giorgio Medda, ceo del Gruppo Azimut, ha commentato: “Il successo di questo nuovo club deal conferma ancora una volta la capacità di Azimut di avvicinare i clienti privati alle più grandi opportunità dell’economia reale, posizionandoci come abilitatore e acceleratore dell’innovazione tecnologica strategica del nostro Paese. D-Orbit rappresenta un esempio di eccellenza industriale italiana capace di affermarsi come riferimento internazionale nella costruzione della nuova infrastruttura spaziale globale, supportarne la crescita significa investire nel futuro dell’Europa e della competitività tecnologica dell’Italia”.
Luca Rossettini, ceo di D-Orbit, ha dichiarato: “L’ingresso di Azimut come lead investor rappresenta per noi un segnale di forte fiducia nel percorso industriale e tecnologico che D-Orbit sta portando avanti da oltre dieci anni. Questo primo closing rafforza la nostra capacità di continuare a crescere con una visione di lungo periodo, mantenendo un approccio industriale solido e coerente con le sfide di un settore in rapida evoluzione. È un passo che ci incoraggia a proseguire con determinazione, costruendo valore nel tempo insieme a partner che condividono la stessa prospettiva”. E, quanto alla exit di TT Venture, ha aggiunto: “Siamo profondamente grati a Indaco Venture Partners per aver creduto nella nostra missione sin dalle prime fasi, quando la space economy era ancora un mercato emergente e non ovvio per molti investitori. Il loro sostegno, insieme a un confronto costruttivo e costante, ha contribuito a consolidare le basi tecnologiche e industriali della società. Un chiaro esempio di come investimenti in innovazione, deeptech e disruptive business possa creare valore per il nostro Paese. L’uscita dal capitale rappresenta la conclusione di un percorso di successo che ha creato valore per tutti gli stakeholder”.
Ricordiamo infine che la scorsa primavera D-Orbit ha poi annunciato l’acquisizione del 100% di Planetek Italia, società benefit barese che opera nel settore dell’osservazione della Terra (si veda altro articolo di BeBeez ), operazione commentando la quale il ceo Rossettini aveva detto a Radiocor che D-Orbit tornerà a pensare alla quotazione in Borsa, valutando un approdo al Nasdaq e all’Euronext, anche se non nell’immediato. Si tratterebbe in realtà di concretizzare un progetto già accarezzato nel 2022, quando era stata annunciata la business combination con la Spac Breeze Holdings per approdare al Nasdaq (si veda altro articolo di BeBeez), operazione che poi però non si era concretizzata (si veda altro articolo di BeBeez).

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