Baldinini, storica maison romagnola della calzatura e degli accessori di lusso, compie un passo decisivo nel percorso di risanamento finanziario. Il Tribunale di Forlì ha infatti omologato il concordato preventivo in continuità aziendale della società, aprendo la strada all’attuazione del piano industriale che prevede l’ingresso nel capitale di un nuovo investitore industriale specializzato nel settore footwear. L’omologa è stata pronunciata il 7 luglio scorso (si veda qui il Decreto).
Fondata nel 1910 a San Mauro Pascoli da Gimmi Baldinini e oggi guidata dalla famiglia fondatrice, Baldinini è uno dei marchi storici del distretto calzaturiero romagnolo. Nel corso degli anni ha ampliato la propria presenza internazionale affiancando alle calzature linee di pelletteria e accessori e sviluppando una rete distributiva composta da boutique monomarca e punti vendita multimarca in numerosi Paesi.
Il nome dell’investitore non è stato comunicato pubblicamente, ma BeBeez è in grado di rivelare che si tratta di OF Design, con sede in Svizzera in Canton Ticino a Castel San Pietro, guidata dall’imprenditore Nicola Carlo Luigi Guarneri, sino al 2019 managing partner dell’allora family office SFO Partners Lugano sa (oggi Sarva Holding). OF Design è un gruppo specializzato nello sviluppo e nella produzione di calzature per marchi del fashion e del lusso. Opera come partner industriale integrato lungo l’intera filiera, dalla progettazione e sviluppo del prodotto fino alla produzione, gestendo sia componenti sia prodotto finito attraverso stabilimenti propri in Italia e in Cina, con l’obiettivo di garantire qualità, flessibilità e rapidità di commercializzazione.
Il nome di OF Design è citato chiaramente in un’ordinanza del Tribunale di Forlì del 19 marzo 2026, (disponibile agli abbonati a BeBeez News Premium e BeBeez Private Data), con la quale il giudice ha accolto la richiesta di Baldinini di concedere misure cautelari nei confronti di alcuni creditori, inibendo temporaneamente l’avvio o la prosecuzione di azioni esecutive sul patrimonio della società fino alla pronuncia della sentenza di omologa del concordato. Per valutare la sussistenza dei presupposti delle misure cautelari, il giudice richiama ampi stralci della relazione del commissario giudiziale, Andrea Panizza, riepilogando lo stato di avanzamento del piano di risanamento e appunto le interlocuzioni con il futuro investitore OF Design, la nuova finanza già erogata, il nuovo modello industriale e le iniziative già avviate dal management. Proprio questi passaggi consentono di ricostruire alcuni dettagli dell’operazione che non erano stati resi pubblici.
Nel documento è spiegato quindi chiaramente che il rilancio di Baldinini poggerà sull’intervento di OF Design, destinato, una volta intervenuta l’omologa del concordato, ad acquistare il 100% del capitale sociale della maison romagnola, sottoscrivendo contestualmente un aumento di capitale in denaro da un milione di euro. L’intervento dell’investitore è tuttavia già iniziato: dal provvedimento emerge infatti che il piano di risanamento è sostenuto anche da un finanziamento prededucibile, la cui erogazione è collegata all’ingresso dell’investitore OF Design. Il commissario giudiziale riferisce infatti che il finanziamento, autorizzato dal Tribunale e già incassato dalla società il 25 febbraio scorso, ha assicurato a Baldinini la liquidità necessaria per proseguire l’attività durante la procedura, mentre sono già operativi anche il contratto di fornitura con OF Design e le altre iniziative industriali previste dal piano.
Secondo il commissario giudiziale, infatti, la ragionevole fattibilità della proposta concordataria si fonda proprio sul supporto industriale e finanziario dell’investitore, sul nuovo modello di approvvigionamento sviluppato con OF Design, sulla razionalizzazione del perimetro operativo e sulla progressiva normalizzazione del capitale circolante. Il commissario aggiunge inoltre che le verifiche effettuate non hanno evidenziato scostamenti tali da compromettere la sostenibilità del piano e che, grazie all’apporto complessivo del nuovo investitore, sarà possibile assicurare ai creditori chirografari un soddisfacimento parziale che non avrebbero ottenuto nello scenario di liquidazione giudiziale.
Il documento evidenzia infine che il nuovo management della società ha già avviato le iniziative operative e industriali previste dal piano, introducendo i correttivi necessari rispetto ai primi scostamenti registrati e procedendo anche al rinnovo dei vertici aziendali dopo le dimissioni dell’amministratore delegato avvenute alla fine del 2025. Ora l’azienda è presieduta da Giuseppe Pallini e guidata dal chief restructuring officer Daniele Piazzalunga (si veda qui Il Resto del Carlino).
L’omologa rappresenta l’ultimo passaggio di un percorso avviato nel luglio del 2025, quando la società aveva presentato al Tribunale di Forlì una domanda di accesso al procedimento unitario per la gestione della crisi d’impresa, dopo avere accumulato un indebitamento di circa 30 milioni di euro. Contestualmente l’azienda aveva continuato l’attività operativa, puntando a preservare il valore industriale del marchio e a individuare un investitore in grado di sostenere finanziariamente e industrialmente il rilancio. Nel dicembre 2025 la società era poi stata ammessa alla procedura di concordato preventivo in continuità aziendale. L’omologa consente ora di dare piena attuazione al piano concordatario, che, come spiegato in una nota diffusa nei giorni scorsi dalla società, prevede l’implementazione di un piano industriale, della durata di quattro anni, che punta a una crescita del fatturato superiore al 40%, sostenuta dal lancio delle nuove collezioni, dal consolidamento dei mercati principali, dallo sviluppo della rete retail e digitale e dall’espansione in nuovi mercati europei e internazionali.
In tutta l’operazione, PwC ha assistito Baldinini in qualità di lead financial advisor, mentre per gli aspetti legali, ristrutturativi e contrattuali, Baldinini è stata assistita da Chiomenti. Deloitte STS ha infine seguito l’azienda per gli aspetti relativi alla transazione fiscale e previdenziale. L’attestazione del piano di concordato è stata rilasciata dal settore restructuring dello studio DDP Partners.














